L' amò disperatamente,...finchè morte non ci separi.
Questa è la storia di un bellimbusto che visse in un paesino della pianura padana, di origini venete con accento piemontese, si chiamava "Amerigo", il suo nome derivava da un bisnonno che traslocò in America in cerca di lavoro e suo padre gli affibbiò questo nome per ricordarlo, sposato con una brava moglie, non bella, diplomata, dall'aspetto appariscente, fisicamente scialba e portava gli occhiali. Amerigo era Ragioniere o Geometra non si sa, impiegato nell'ufficio compravendita di un'azienda fornitrice di pezzi d'auto per una grande fabbrica, uomo dalla parlantina sciolta, ne bello, ne brutto, fisicamente robusto, dal viso rotondo, pieno, dall'espressione bonaccione, accompagnato dal sorriso un po' canzonatorio, occhi vivaci, età sulla cinquantina forse un po' meno; all'ora di pranzo i colleghi lo invitavano alla mensa e lui rispondeva ironicamente...no grazie, preferisco un giro intorno al tavolo e mangiarmi una mela, devo perdere peso, così mi consiglia spesso il mio medico e giù tutti a ridere! Per motivi di lavoro, l'Amerigo sovente si recava a Torino per contattare i fornitori per approvvigionare la produzione della sua ditta acquistando pezzi di ricambio, frequentava vari uffici facendo amicizie qua e là con altri colleghi, s'incontrava con nuovi impiegati, dirigenti partecipando a varie riunioni di lavoro e in questi frangenti conobbe una bella donna e da qui inizia la vicenda tragicomica di Amerigo. Una donna bellissima, una splendida mora con occhi bellissimi, bocca sensuale, una signora sposata, separata, single non si sa e nemmeno il suo nome, impiegata in qualche ufficio che Amerigo frequentava, chi lo sa e da quel momento se ne innamorò perdutamente; gli incontri s'infittirono con sguardi dolci, languidi, con grandi sorrisi invitanti ed iniziarono a frequentarsi assiduamente.
Per stare accanto all'amata, l'Amerigo si licenziò dal suo posto di lavoro in quattro e quattr'otto anche se lo stipendio era assai redditizio, ma lo ignorò e cessò la sua attività aziendale, raccontando agli amici d'ufficio una bella balla e una bella scusa alla moglie dicendo che cambiava azienda, avrebbe lavorato in un ufficio di una grande ditta torinese con doppio stipendio e agevolazioni varie,...ma non era vero! Viveva alla giornata senza far nulla, bighellonando libero da impegni giornalieri o di altra natura, libero come l'aria, ma col chiodo fisso di frequentare, di stare insieme alla cara bella moracciona piemontese. S'incontravano a volte a casa di lei o nella stanza d'albergo preso in affitto da Amerigo e la storia d'amore improvvisato proseguì a gonfie vele e come un colpo di fulmine a ciel sereno, si scatenò, travolgendoli sessualmente negli amplessi più sfrenati e divennero da quel momento amanti ed ebbe inizio la nuova vita di Amerigo "da tomber de femme" a vagabondo errante, da disoccupato a uomo senza famiglia", mentre la moglie non sapeva nulla e all'oscuro di tutto, considerava fiduciosa il suo cicciuto marito uomo esemplare e rispettoso dopo anni di beata convivenza.
| L'amò disperatamente |
Col trascorrere dei giorni, delle settimane, dei mesi, l'Amerigo diede fondo ai suoi risparmi continuando imperterrito a languire con piacere tra le braccia dell'amata, ormai aveva perso la testa per sempre non ricordando di avere ne moglie, ne amici, non glie ne importava un bel niente, un bel nulla, un bel fico secco, l'importante per lui era di far spesso l'amore con l'adorata ingorda e ne voleva ancora, ancora, fin quando chiese ad un medico un rimedio, un "aiutino" per rinvigorire l'amplesso infuocato diventato un po' fiacco.
--WILLY--NIZZA MONFERRATO --18-01-2021
Era impiegato alla Cavis l'Amerigo?
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