lunedì 28 settembre 2026

RICORDANDO "RITA" di "NOCHE" fraz. di "VINCHIO"

 

                       RICORDANDO  "RITA"  di  "NOCHE"  fraz. di  "VINCHIO"

Essere qui oggi a salutare "RITA" è un momento di profonda tristezza e melanconia ma anche di gratitudine, 91anni sono un traguardo straordinario, una vita piena, ma quando si perde una conoscente e una amica vera il vuoto che resta è sempre presente a prescindere dell'età. L'ho conosciuta anni addietro tramite il marito Giovanni Bava che allora abitava a Quattordio con la sua famiglia, mio paese d'origine, ci conoscevamo di vista e lavoravamo alla Cavis di Felizzano e non sapevo che sua moglie fosse "Rita" di Noche. Da quando abitarono in questo piccolo paese, in quella bella villetta che sorge a ridosso dei rilievi collinari del Monferrato astigiano fra Vaglio Serra e Vinchio, costellata da meravigliose campagne  silenziose, da ridenti colorati vigneti e stupendi panorami, un giorno Giovanni incontrandomi m'invitò  a casa sua e da allora conobbi "Rita".


Noche--fraz.  di  Vinchio

villetta  di  Rita



Vinchio


Vaglio Serra



vigneti

vigneti

Col passare del tempo diventò un'amicizia concreta e discreta, due o tre volte l'anno se non di più gli feci visita anche in compagnia di mia moglie Graziana. Ogni volta che ci vedevamo, Giovanni e Rita raccontavano le loro vicende trascorse nel lontano passato Quattordiese e oltre, notavo che "Rita" partecipava con passione alle conversazioni, ai racconti, ai ricordi di entrambi. Con gesti pacati e misurati ci sedevamo intorno al tavolo della sua ordinata e bella cucina, ci offriva il caffè, biscotti e amaretti di cui sono ghiotto lei lo sapeva e un bicchiere di vino moscato. Era una persona simpatica, sorridente, dal viso bonario, dal carattere mite, discreto, s'interessava di tutto e ascoltava volentieri le nostre opinioni. 



Rita  e Giovanni

 Durante quelle visite saltuarie, ritornavamo con allegria al nostro passato, rivelando più notizie, aggiornando vecchi e nuovi ricordi, care a "Rita". Era felice nel vederci, "Rita" e mia moglie intavolavano storie e scambi di vedute a non finire mentre il pomeriggio trascorreva veloce  e dopo un lasso di tempo, ci salutavamo, chiedendoci di tornare presto. Purtroppo nel Novembre del 2017' venne a mancare improvvisamente il marito "Giovanni" e per lei fu un duro colpo, me lo fece sapere per telefono con voce  incrinata e disperata!  Vivendo da sola, si sa che la solitudine prende il sopravvento anche se era confortata dalla presenza dei parenti più stretti, abitanti a pochi passi da lei. Continuai a trovarla e fargli visita come sempre e siccome gli piaceva raccontare e sapere da me cosa succedeva al mio paese, (vita, morte e miracoli), gli elencavo nuove  notizie, sfogliava con curiosità alcuni album che gli prestavo con incollate vecchie fotografie di persone e luoghi che lei aveva conosciuto quando viveva a Quattordio con Giovanni e mi indicava col dito questo e quello, chi era, cosa faceva, era curiosa e inforcando gli occhiali, con interesse contemplava le foto, leggeva il bollettino comunale e parrocchiale del paese, parlava, guardava e con calma diceva la sua. Gli regalai libri che  riguardavano le nobili famiglie più importanti del passato che fecero grande il nostro paese e il mio libro intitolato "schegge d'infanzia quattordiese" che lei aveva letto con piacere e alcuni miei racconti scritti e stampati tramite computer che  portavo da casa su sua richiesta, per passare il tempo diceva lei. Era molto attenta ai dettagli, gli piaceva leggere, voleva sapere un po' di tutto, era una donna intelligente, flemmatica, gentile, un po' sorniona. L'ultima volta che l'ho vista e sentita per telefono è stato credo un anno fa e stava bene, mentre l'altro giorno ho saputo con rammarico, tramite un amico la scomparsa di "Rita" e nonostante tutto, avrei voluto dirgli ancora tante cose. Questo nostro legame saltuario ha attraversato il tempo, di lei mi mancheranno le lunghe chiacchierate, i suoi consigli, le sue domande e risposte e quel modo unico di guardarmi dietro i suoi occhiali con occhi sinceri, gentili e cordiali, dicendomi che sentiva la mancanza di Giovanni. Il ricordo è un dovere e ti riporta indietro del "bel tempo che fu" della nostra esistenza e mi rallegra e mi commuove ricordando una persona cara, gentile e sorridente dal nome altisonante "RITA" che sarà sempre vivo nel mio cuore.

                                              Con  Stima  e  Simpatia

                                       COLLI  TIBALDI  ANTONIO--WILLY

                                      NIZZA  MONFERRATO--Settembre-2026


sabato 5 settembre 2026

IL VOLTO NASCOSTO


                                                           IL  VOLTO  NASCOSTO


Una domenica mattina d'Agosto a Nizza Monferrato c'era il "mercatino dell'antiquariato"  in piazza Garibaldi", la piazza più grande della città, noto in provincia e paesi limitrofi, e chiunque volesse scambiare o barattare oggetti antichi e di vecchia data esposti sulle


mercatino dell'antiquariato

bancherelle può trovare un po' di tutto: dai libri a vecchie stampe, quadri e dipinti vari, dischi in vinile, per la gioia dei collezionisti ci sono francobolli e antiche monete, vecchie cartoline, le figurine Ferrero e fumetti che vanno a ruba, ferri vecchi di ogni tipo, mobili, stoffe e abiti delle nostre nonne, bottiglie di vino e liquori di vecchia annata


bottiglie vino e liquori

ferri  vecchi


vecchi quadri e dipinti

mobili  antichi

e tanto, tanto altro che non sto a dilungare e mentre percorrevo l'antica e storica via Maestra  "Carlo Alberto" adiacente alla piazza, altri banchetti primeggiavano con i loro buoni prodotti gastronomici in evidenza;


VIA  Maestra  "CARLO ALBERTO"

via Carlo Alberto










bancarelle con prodotti gastronomici

bancarelle con prodotti gastronomici

notai sul marciapiede una moneta di carta accartocciata e stropicciata, la raccolsi e vidi con stupore che erano 20euro, toh, mi sono detto sono fortunato, qualcuno le ha perse e mentre le mettevo in tasca, con la coda dell'occhio una figura indistinta era accanto ad un pilastro dei portici che fanno parte della struttura medievale dell'epoca ai lati della via.


portici sorretti da pilastri

Mi spostai per vedere meglio, una donna  prostrata a terra intabarrata dalla testa ai piedi nel suo abito di stile orientale di colore grigio-scuro, era distesa con la fronte sulle mani appoggiate sull'acciottolato, non si vedeva il volto, era lì per l'elemosina, un aiuto economico; davanti a lei un misero bicchiere di plastica bianco, all'interno  poche monete lasciate da qualche passante appoggiato su un pezzo di cartone con su scritto: sono molto malata, aiutatemi, o vero o no, la nostra coscienza ci indica la possibilità di aiutare queste persone. 


donna chiede elemosina

Ai miei occhi una donna qualunque, sola, di origine marocchina, tunisina, egiziana, chi lo sa, una richiesta di elemosina astratta, senza voce, muta, senza un grido, un gesto, senza mostrarsi, nascondendo agli occhi del mondo la disperazione, la rassegnazione con la sua dignità, la sua timidezza con la speranza che un giorno la sua vita cambierà per sé e la sua famiglia se c'è là. Guardando quella donna a terra pensai toccandomi in tasca i 20euro trovati di non sfruttarli per i miei comodi e di chi li ha persi, ma donarli a lei. 

Gli andai accanto e con mano leggera e gentile  le toccai la testa coperta e lei con uno scatto alzò il capo e finalmente vidi il suo volto, il suo viso, portava gli occhiali e dietro quelle lenti intravidi due occhi grigi, grandi, sinceri, dallo sguardo intenso, pacato, non imploranti ma dignitosi, l'età sulla 50na o forse meno, occhi pieni di stupore, gli feci scivolare fra le mani  i 20euro dicendogli, mi raccomando se li tenga per sé e lei con un sorriso di ringraziamento mi baciò la mano innocentemente, io con altrettanto sorriso la salutai e si rimise nella posizione iniziale. La gente continuava a percorrere la via, alcuni allungavano una moneta, altri passavano accanto indifferenti, qualcuno la guardava come si guarda uno scarafaggio, altri ancora camminavano guardando da un'altra parte. 


gente in movimento lungo
 la via Maestra

Dopo il baciamano mi son detto, io non sono niente e nessuno, nemmeno il suo salvatore, ho solo lasciato un obolo, sono uno qualunque come tanti e come tanti facciamo finta di essere ciechi o non vogliamo vedere la realtà delle cose, delle persone come lei senza nome, senza volto, senza sapere nulla della loro vita precedente disperse nel vento, il coraggio di affrontare tutto ciò e mi pongo la domanda: ma chi sono da dove vengono, dove trovano la forza di sopportare, loro che arrivano da mondi lontani e diversi di reggere sulle loro spalle tutti i mali del mondo: dalla sofferenza all'indifferenza, dalle ipocrisie alle angherie, dalle sopraffazioni all'ingiustizie, dai maltrattamenti alle discriminazioni, ecco la realtà dei fatti dove noi occidentali siamo restii ad accettare le loro diversità, le loro culture, le loro religioni, il loro modo di vivere, non sono accattone, non chiedono pietà,  ma rispetto, giustizia verso una società indifferente, opulenta, egoista, distratta, arrogante e in certi settori bigotta, ma un giorno si riscatteranno e come  "l'araba fenice" rinasceranno dalle proprie ceneri rialzandosi con la capacità di superare e riorganizzare positivamente la propria vita,  dopo una grande sconfitta".


                                                          con stima e simpatia WILLY!

                                                Nizza Monferrato--Agosto 2026'