sabato 5 settembre 2026

IL VOLTO NASCOSTO


                                                           IL  VOLTO  NASCOSTO


Una domenica mattina d'Agosto a Nizza Monferrato c'era il "mercatino dell'antiquariato"  in piazza Garibaldi", la piazza più grande della città, noto in provincia e paesi limitrofi, e chiunque volesse scambiare o barattare oggetti antichi e di vecchia data esposti sulle


mercatino dell'antiquariato

bancherelle può trovare un po' di tutto: dai libri a vecchie stampe, quadri e dipinti vari, dischi in vinile, per la gioia dei collezionisti ci sono francobolli e antiche monete, vecchie cartoline, le figurine Ferrero e fumetti che vanno a ruba, ferri vecchi di ogni tipo, mobili, stoffe e abiti delle nostre nonne, bottiglie di vino e liquori di vecchia annata


bottiglie vino e liquori

ferri  vecchi


vecchi quadri e dipinti

mobili  antichi

e tanto, tanto altro che non sto a dilungare e mentre percorrevo l'antica e storica via Maestra  "Carlo Alberto" adiacente alla piazza, altri banchetti primeggiavano con i loro buoni prodotti gastronomici in evidenza;


VIA  Maestra  "CARLO ALBERTO"

via Carlo Alberto










bancarelle con prodotti gastronomici

bancarelle con prodotti gastronomici

notai sul marciapiede una moneta di carta accartocciata e stropicciata, la raccolsi e vidi con stupore che erano 20euro, toh, mi sono detto sono fortunato, qualcuno le ha perse e mentre le mettevo in tasca, con la coda dell'occhio una figura indistinta era accanto ad un pilastro dei portici che fanno parte della struttura medievale dell'epoca ai lati della via.


portici sorretti da pilastri

Mi spostai per vedere meglio, una donna  prostrata a terra intabarrata dalla testa ai piedi nel suo abito di stile orientale di colore grigio-scuro, era distesa con la fronte sulle mani appoggiate sull'acciottolato, non si vedeva il volto, era lì per l'elemosina, un aiuto economico; davanti a lei un misero bicchiere di plastica bianco, all'interno  poche monete lasciate da qualche passante appoggiato su un pezzo di cartone con su scritto: sono molto malata, aiutatemi, o vero o no, la nostra coscienza ci indica la possibilità di aiutare queste persone. 


donna chiede elemosina

Ai miei occhi una donna qualunque, sola, di origine marocchina, tunisina, egiziana, chi lo sa, una richiesta di elemosina astratta, senza voce, muta, senza un grido, un gesto, senza mostrarsi, nascondendo agli occhi del mondo la disperazione, la rassegnazione con la sua dignità, la sua timidezza con la speranza che un giorno la sua vita cambierà per sé e la sua famiglia se c'è là. Guardando quella donna a terra pensai toccandomi in tasca i 20euro trovati di non sfruttarli per i miei comodi e di chi li ha persi, ma donarli a lei. 

Gli andai accanto e con mano leggera e gentile  le toccai la testa coperta e lei con uno scatto alzò il capo e finalmente vidi il suo volto, il suo viso, portava gli occhiali e dietro quelle lenti intravidi due occhi grigi, grandi, sinceri, dallo sguardo intenso, pacato, non imploranti ma dignitosi, l'età sulla 50na o forse meno, occhi pieni di stupore, gli feci scivolare fra le mani  i 20euro dicendogli, mi raccomando se li tenga per sé e lei con un sorriso di ringraziamento mi baciò la mano innocentemente, io con altrettanto sorriso la salutai e si rimise nella posizione iniziale. La gente continuava a percorrere la via, alcuni allungavano una moneta, altri passavano accanto indifferenti, qualcuno la guardava come si guarda uno scarafaggio, altri ancora camminavano guardando da un'altra parte. 


gente in movimento lungo
 la via Maestra

Dopo il baciamano mi son detto, io non sono niente e nessuno, nemmeno il suo salvatore, ho solo lasciato un obolo, sono uno qualunque come tanti e come tanti facciamo finta di essere ciechi o non vogliamo vedere la realtà delle cose, delle persone come lei senza nome, senza volto, senza sapere nulla della loro vita precedente disperse nel vento, il coraggio di affrontare tutto ciò e mi pongo la domanda: ma chi sono da dove vengono, dove trovano la forza di sopportare, loro che arrivano da mondi lontani e diversi di reggere sulle loro spalle tutti i mali del mondo: dalla sofferenza all'indifferenza, dalle ipocrisie alle angherie, dalle sopraffazioni all'ingiustizie, dai maltrattamenti alle discriminazioni, ecco la realtà dei fatti dove noi occidentali siamo restii ad accettare le loro diversità, le loro culture, le loro religioni, il loro modo di vivere, non sono accattone, non chiedono pietà,  ma rispetto, giustizia verso una società indifferente, opulenta, egoista, distratta, arrogante e in certi settori bigotta, ma un giorno si riscatteranno e come  "l'araba fenice" rinasceranno dalle proprie ceneri rialzandosi con la capacità di superare e riorganizzare positivamente la propria vita,  dopo una grande sconfitta".


                                                          con stima e simpatia WILLY!

                                                Nizza Monferrato--Agosto 2026'

sabato 8 agosto 2026

OSPEDALE ITALIANO "GARIBALDI" IN ARGENTINA

 

                              OSPEDALE  ITALIANO "GARIBALDI"  IN  ARGENTINA 


La storia della fondazione dell'Ospedale Italiano "Garibaldi" a Rosario di Santa Fè, fu intitolato  in onore (all'l'eroe dei due mondi), il Generale "Giuseppe Garibaldi" e dal legame indissolubile con l'Italia ed è situato in via: Calle Virasoro 1249.


Ospedale "Garibaldi"-
facciata storica principale 
in stile neoclassico italiano


Verso la fine del  XIX secolo, la numerosa comunità italiana a Rosario di Santa Fè, sentì l'esigenza di creare un ospedale dedicato alla comunità di immigrati italiani e connazionali a Rosario come centro di assistenza simile ad altre istituzioni nate nel mondo in quel periodo, il progetto prende corpo 
nel Settembre del 1881', grazie all'iniziativa di pionieri guidati sotto la presidenza del "Cavaliere Giovanni Colli Tibaldi di Vigevano (lontano mio avo)".


Giuseppe Garibaldi


cortile interno che ospita il monumento
a "Giuseppe Garibaldi"

Giuseppe Garibaldi

 











L'inaugurazione avvenne posando la prima pietra nel 1889' e l'edificio fu ufficialmente presentato il 10 Gennaio del 1892', con l'apertura al pubblico nel 1893'. Il progetto fu sostenuto dal Consolato d'Italia formando un Comitato organizzatore che riuscì tramite il Cavaliere ad avviare una massiccia raccolta fondi depositandoli per mezzo del Consolato presso il Banco Provinciale di Santa Fè. Il 23 Gennaio del 1885' il "Console italiano Palumbo" offrì i locali del palazzo per ospitare la prima storica assemblea della colonia italiana, volta a concretizzare l'idea. L'edificio, dichiarato "patrimonio storico e architettonico" fu affidato e progettato dal celebre Ingegnere e Architetto "Francesco Tamburini", noto per avere firmato progetti di valore. Cenni biografici dell'architetto F. Tamburini: nacque ad Ascoli Piceno nel 1848'. A Pisa si iscrisse alla facoltà di fisica e matematica e poi cambiando indirizzo di studi si laureò a Bologna in Ingegneria nel 1872'. Ottenne l'insegnamento di architettura all'Università di Urbino e successivamente quello di disegno architettonico presso l'Accademia delle belle arti di Pisa e si dedicò allo studio del "Duomo" della città  e delle opere anconetane. Nel 1883' ebbe l'occasione di conoscere l'ambasciatore argentino in Italia, incaricato dal capo del suo governo di trovare un architetto che fosse in grado di dare un nuovo volto monumentale alla capitale argentina, realizzando una serie di edifici pubblici. Colta l'occasione Tamburini si trasferì in Argentina e assunse l'incarico di "Ispettore generale dell'architettura nazionale e progettò una serie di edifici pubblici monumentali a Buenos Aires tra i quali: la sede centrale della "Banca Provinciale di Cordoba", l'ampliamento della "Casa Rosada", "l'Ospedale Militare centrale", il "Teatro Colon" uno dei teatri lirici più grandi del mondo e tanto altro. Morì a Buenos Aires l'8 Dicembre del 1890'.


Architetto
Francesco Tamburini

Nel 1905' viene formata "l'Associazione di Mutuo Soccorso" dell'Ospedale Italiano che ne assume la gestione fino ai giorni nostri e nel 1927' si realizza un importante ampliamento con la creazione del "Policlinico e del Padiglione di Pediatria". Lo sviluppo dell'interscambio "medico-scientifico" con l'Italia, portano il "Garibaldi" al livello di principale "Nosocomio" della Regione di Santa Fè, ove oltre la metà della popolazione è di origine italiana.


com'era l'ospedale "Garibaldi"
nei primi anni del 1900' a Rosario


Nel 1940' ha luogo la costruzione dell'edificio di 6 piani che tutt'oggi ospita il nucleo centrale dell'Ospedale Garibaldi e nel 1959' si provvede alla modernizzazione dei macchinari e delle attrezzature, grazie al contributo del governo argentino, dando vita a un sistema di " ambulatori esterni convenzionati". 


lo storico blocco d'angolo dell'edificio
 contrassegnato dalla sigla-(HIG)-
(Hospital Italiano Garibaldi)

Negli anni70' vengono istituiti il "Laboratorio di Analisi Bio-Chimiche", il sistema Italmedie di Assicurazione Sanitaria e la "Scuola di Infermeria". L'Ospedale Italiano di Rosario continua a svolgere un ruolo fondamentale di assistenza sanitaria nella città e dintorni sia nei confronti dell'insieme della popolazione che della collettività italiana. 


com'è oggi l'ospedale "Garibaldi"-2026

L'immigrazione italiana nella città di Rosario e nella provincia di Santa Fè è stata un pilastro fondamentale per lo sviluppo sociale, culturale ed economico della Regione, già nel 1887' oltre il 20%  della popolazione di Rosario era di origine italiana, a oggi l'eredità Italo-Argentina continua a definire l'identità di questa area. Numerosissimi e sparsi in tutte le città della Confederazione sono gli ospedali italiani che non rifiutano ammalati di qualsiasi nazionalità ma che sono stati fondati da italiani con capitali italiani allo scopo principale di aiutare e curare i nostri connazionali e sono retti con moderni intendimenti e liberalità che è propria della Repubblica Sud-Americana; sono sovvenzionati dal governo, dalle provincie, da lasciti e doni di privati, l'idea di un nuovo ospedale raccoglie sempre le simpatie e gli aiuti più consistenti, procedendo con nuovi impianti e necessari ampliamenti, fra i più importanti quelli di Buenos Aires, Cordoba e Santa Fè. Questa struttura pubblica è uno dei più antichi e prestigiosi centri di cura di Rosario in Argentina, di stile neoclassico italiano di fine secolo XIX, sviluppato su un'ampia superficie, dichiarato "Patrimonio storico" dal Municipio. Il "Cavaliere Giovanni Colli Tibaldi" fu un importante esponente di una storica e nobile famiglia di Vigevano, le origini risalgono a diversi secoli addietro e nell'Ottocento  portò prestigio a livello internazionale in Sudamerica promuovendo la nascita dell'Ospedale Italiano Garibaldi a Rosario. Al suo ritorno in Italia nel 1884' nella sua città natale di Vigevano, acquistò "l'Antico Chiostro" risalente al 1600' di via Merula e ne fece la dimora storica, ed è nota come "l'Antico Chiostro Colli Tibaldi", ancora oggi i discendenti della famiglia risiedano e preservano il patrimonio storico e architettonico della casata. 

"L'Antico Chiostro Colli Tibaldi"  fa parte in origine di un Convento di clausura per le  monache terziarie domenicane e comprendeva una Chiesa, abitazioni, un grande giardino e due Chiostri distinti, fu costruito come complesso monastico dedicato a Santa Maria Assunta a partire dal 1575' nei primi decenni del Seicento.


Antico Chiostro Colli Tibaldi


Nel 1805' in seguito ai decreti napoleonici che colpirono gli ordini religiosi, il monastero venne soppresso, confiscato dallo Stato e venduto a lotti separati. Dopo la privatizzazione del 1805' i due Chiostri presero strade storiche differenti: il "Chiostro Maggiore (Palazzo Merula)" fu acquistato dalla Congregazione di Carità, grazie al lascito del sacerdote "Giovanni Merula", divenne un Orfanotrofio maschile, oggi è di proprietà comunale e ospita "l'Archivio Storico e il Museo dell'imprenditoria vigevanese", il secondo Chiostro, diventò "Chiostro Colli Tibaldi)".


il Chiostro visto dall'interno

il Chiostro visto dall'interno

 
La storia della famiglia Colli Tibaldi affonda le sue radici nel cuore del Medioevo e del Rinascimento di Vigevano, si tratta di una delle più antiche, ramificate e influenti casate ghibelline e nobiliari della Lomellina. Le vicende storiche ed ereditarie più rilevanti della dinastia si svilupparono attraverso la nascita delle due casate e l'alleanza con gli "Sforza signori di Milano, (XV secolo)".


il Chiostro visto dall'interno

il Chiostro visto dall'interno



"Gerardo Colli" nel 1420' circa, fu una figura eminente della famiglia originaria, insigne giurista della fazione ghibellina di Vigevano, mantenne un ruolo politico di rilievo nella transizione e nel consolidamento del potere ducale milanese nella zona. La storia del nome della famiglia nasce dall'incontro d'amore tra il giovane Gonfaloniere di Giustizia e capo militare della città Cosimo dei Colli e la giovane Nobildonna Bianca dei Tibaldi, un unione romantica dell'epoca e per  sposarsi ottennero il benestare del "Duca di Milano "Francesco I Sforza", inaugurando un legame fortissimo tra i due cognomi. La consacrazione araldica definitiva arrivò nel 1614' anno in cui il Duca concesse ufficialmente per decreto il diritto ereditario di unire stabilmente i due cognomi, sancendo la nascita formale della dinastia dei Colli Tibaldi. La storia della fondazione dell'ospedale Italiano "Garibaldi" in Argentina, l'ho scoperta anni fa facendo ricerca via internet sul cognome della mia famiglia (Colli Tibaldi), per me è stata una sorpresa, un onore e mi sento orgoglioso di questo lontano parente, (il Cavaliere Giovanni Colli Tibaldi) di far parte di un "avo" così prestigioso, premuroso, caritatevole  e di ampie vedute verso i problemi assai gravi in quel lontano paese che è l'Argentina alla fine dell'Ottocento, dove  tante povere persone emigravano dall'Italia in cerca di lavoro, benessere economico e migliorare la propria esistenza e oggi  voglio ricordare ed evidenziare la memoria di un lontano passato, ribaltandola nel presente attuale. Chissà un giorno, essere lì in quell'ospedale ideato da questo mio avo per dire a chi lo gestisce attualmente in alto loco: ecco, io sono un lontano pronipote del Cavaliere Giovanni Colli Tibaldi, il fondatore di questo importante edificio, mio figlio è medico  "Radiologo"  e la moglie è "Senologa", abitanti nella città di Crema e svolgono la professione in diversi ospedali della Lombardia e oltre a loro c'è il figlio "Riccardo" nato a Dicembre del 2025', l'ultimo discendente di questa nobile Famiglia e  piacerebbe in futuro stringervi la mano! 


                             Con stima e simpatia, Antonio Colli Tibaldi.

                                         Nizza  Monferrato-Agosto 2026'

 

mercoledì 15 luglio 2026

L'AUTOGRILL

 

                                               L'AUTOGRILL=Area  di  Servizio


Chi non è mai stato almeno una volta all'Autogrill.! Come struttura sono di grandezza media e a due piani e li troviamo lungo le tratte autostradali in tutta Italia a certi km di distanza l'uno dall'altro con  cartelli che  indicano "Area di Servizio", dove i guidatori di auto, camion, pullman e altri mezzi propri o privati si possono riposare dal viaggio intrapreso.


 

Autogrill medio

Autogrill a due piani

Negli Autogrill a due piani, mentre bevi un caffè o una bibita o addenti un panino, dalle vetrate puoi vedere correre e sfrecciare centinaia di vetture andare e venire a velocità sostenuta per tutta la giornata; in quel mentre pensi, chissà dove vanno, in quale città o paese si recheranno, per quale motivo,...se per lavoro o trovare amici e parenti o per ferie e vacanze, chi va al mare o in montagna, anche per isolarsi da un tran tran quotidiano, i motivi sono tanti mentre i risultati finali non si sapranno mai, questo è un mondo in movimento per tutto l'anno, che percorre le  autostrade nazionali, questa è la vita non dico quotidiana ma improvvisata per uscire da una vita frenetica, programmando anche viaggi rilassanti.


 

veduta dall'alto tramite vetrata

Gli autogrill sono sempre pieni di gente, chi va e chi viene e arrivano da ogni parte d'Italia; in certi giorni festivi decine di persone si riversano durante le fermate in questi locali per brevi o lunghe pause per sgranchirsi le gambe, rifocillarsi, una folla rumorosa e vociante.
 Era un sabato del mese di Giugno, il programma era: recarsi a Crema dove abita mio figlio per incontrare nostro nipote di 1anno e 6mesi e coccolarlo un po', purtroppo come nonni e mia figlia, lo vediamo assai poco per via della distanza. Mia figlia è alla guida della sua autovettura, per arrivarci ci vogliono circa due ore senza traffico imbocchiamo l'Autostrada "Torino-Piacenza" a metà percorso ci fermiamo al primo Autogrill che troviamo per una pausa, prendere un caffè e se ce ne bisogno anche la toilette. Come entriamo una marea di persone sono già all'interno del locale anche loro per rilassarsi dopo aver percorso tanti km. Sembra di essere in una sala da ballo, in un salone dove ci sono tanti invitati, insomma sembra una festa party; il brusio di voci è intenso, continuo, tutti parlano, gesticolano, chi grida, chi chiama, chi ride, chi mangiucchia la brioche e sorseggia un cappuccino, chi osserva i prodotti esposti appoggiati su banchi, banchetti, tavole, mensole, scaffali, vetrinette colmi di ogni ben di dio e fanno da padroni. I prezzi sono alle stelle un po' esosi, i prodotti in bella evidenza indicano le migliori marche, c'è ne per tutti e per tutte le tasche, qualcuno acquista, altri adocchiano e basta, altri fanno smorfie leggendo i prezzi, purtroppo negli autogrill i costi sono quelli non ci sono altre vie. Le luci brillano dappertutto, fanno da corollario come aureole sulle capocce dei clienti, sui prodotti migliori come per dire "comprami".


il cappuccino

persone in pausa


prodotti vari

servizio bar



prodotti vari




prodotti vari


prodotti vari










I parcheggi fuori dall'autogrill sono stipati di auto, moto, camion e pullman, intanto sull'autostrada il traffico scorre velocemente e dopo alcuni minuti riprendiamo il viaggio verso la città di Crema. Al pomeriggio, dopopranzo da mio figlio, usciamo col nipote e ci inoltriamo in via Giuseppe Mazzini per una bella passeggiata, è la via principale del Centro storico di Crema, si trova a breve distanza da piazza del Duomo detta anche (il salotto cittadino) proprio nella piazza della Cattedrale di "Santa Maria Assunta" e l'imponente arco del "Torrazzo" la storica torre civica cittadina.


Cattedrale di "Santa Maria Assunta"

 

Arco del Torrazzo-pz del Duomo-
(salotto cittadino)


piazza del Duomo con caffè-bar



via Mazzini


E' una strada pedonale elegante, ricca di negozi e palazzi storici, è una delle arterie più caratteristiche e più ricche di storia del Centro di Crema, incastonata tra piazza Duomo e le vie medievali. Un tempo si chiamava "Porta S. Giovanni" (nel 1700) e poi via Sant'Ignazio"  per la Chiesa omonima, ha preso il nome attuale dopo l'Unità d'Italia, ancora oggi conserva antichi palazzi e scorci che raccontano la storia della città, il suo punto di forza è l'architettura religiosa e nobiliare che testimonia il passaggio dal medioevo al settecento.
 La via è sempre affollata di gente e turisti stranieri, c'è un fermento continuo di gruppi di persone, mentre la folla aumenta, io osservo le belle vetrine dove risaltano prodotti di qualità e  marche prestigiose, c'è ne per tutti gusti, dai vestiti alle scarpe, dai gioielli agli abiti sportivi e così via,  una strada ricca come la sua città in generale.


 

via Mazzini affollata di gente

Via Mazzini è il cuore di Crema  della città" costellata da eleganti negozi, caffè, bar e tanto altro, è un luogo chiuso al traffico, le persone amano passeggiare qui, dove piazze e vie offrono molti angoli belli da vedere e dopo un lasso di tempo, camminando e ammirando questa bella via con tutta la famiglia e contenti di aver trascorso una bella giornata con i nostri cari, ritorniamo con la nostra vettura verso Nizza Monferrato.


                                                              CON SIMPATIA, WILLY

                                                   NIZZA  MONFERRATO- LUGLIO-2026


mercoledì 27 maggio 2026

RICORDANDO MARIO SILLANO

 

                                        RICORDANDO  MARIO  SILLANO


Ieri, Martedì 26 Maggio è mancato all'affetto dei suoi cari dopo breve malattia "Mario Sillano" di anni 67, ex Sindaco lungimirante di Quattordio dal 1999' al 2009', uomo affabile, gioviale, elegante, amante del paese che lascia indicibili ricordi in chi lo ha conosciuto e ne ha apprezzato il suo operato.


Sindaco-Mario Sillano

L'ho ricordo quand'era ragazzino accanto al suo papà Dionigi, un'età un po' distante dalla mia di 12anni, lui è del 59' mentre io sono del 47'. 
Nel 1970' al torneo calcistico dei giovanissimi a Castello d'Annone, c'è una foto con tutta la squadra immortalata che testimonia l'incontro contro il Moncalieri dove i ragazzi reggono una targa con su stampato "Unione Sportiva Quattordio" che festeggiavano il cinquantenario (1920-1970) della fondazione e il suggello  di una ininterrotta attività sportiva e Tu eri in prima fila a sx in compagnia di tuo zio Giovanni Battista, avevi 11anni!




Col passare degli anni l'ho incontrato quand'era Sindaco e nel 2008' col nostro amico Gianni Tedeschi sei stato promotore del mio libro intitolato "Schegge d'infanzia Quattordiese" e di altri numerosi libri storici del nostro paese. 
Nel 1999' c'è stata l'inaugurazione solenne della nuova sede del "Gruppo Alpini" di Quattordio e dalla foto si vede il momento più atteso accompagnato dal capogruppo Renato Poncino e del presidente Gobello mentre Tu, Sindaco Mario Sillano tagli il tradizionale nastro tricolore.


Taglio  del  Nastro  Tricolore

Qualche volta ci siamo visti al "bar della piazzetta e al bar della piscina  comunale d'estate" con altri amici e mentre ci scambiavamo opinioni mi avevi parlato della tua passione da "sommelier", eri un professionista qualificato nel mondo del vino e delle bevande ed eri impegnato nelle degustazioni e valutazioni nelle  tenute più prestigiose del Monferrato e del Piemonte ed eri contento e orgoglioso. 


Mario  con  alcuni  amici sommelier

L'ho voglio ricordare come una persona socievole, intelligente, uomo dall'aspetto giovanile, non dimostrava la sua età, sempre col sorriso sulle labbra, insomma un bravo ragazzo.


Mario  Sillano

La tua scomparsa inattesa e rapida lascia un grande vuoto in chi ti ha amato e ti amerà per sempre con rimpianto e infinita tenerezza, il destino ti ha tolto troppo presto all'affetto della tua famiglia ma non ti toglierà mai dalla nostra memoria e dal nostro cuore.


                                           Con  Affetto  e  Stima--WILLY

                                               MAGGIO--2026 NIZZA  M.

mercoledì 6 maggio 2026

VOYAGER= IL VIAGGIATORE

 


                                                        VOYAGER = VIAGGIATORE


Una sera leggendo un libro interessante dedicato all'Astronomia scritto dall'Astrofisica "Licia Troisi" dal titolo : "La Sfrontata Bellezza del Cosmo" un viaggio attraverso i misteri dell'Universo, che mi attrae sempre sentirne parlare e di notte guardando le stelle del firmamento  ci poniamo le solite domande del perché e del percome tutto ciò esiste, per noi  umani è qualcosa di indefinibile e per gli scienziati è motivo di studio perenne, facendo fantasticare la nostra mente e specialmente la mia. Il lavoro dell'astronomo è quello di osservare e decifrare tramite giganteschi telescopi le immagini delle varie stelle, pianeti e astri sparsi nel cosmo, studiano la loro vita e la dinamica della loro esistenza, alimentando la nostra sconfinata curiosità. Ad un certo punto del racconto quello che mi colpì è la storia ancora attuale delle due sonde voyager 1 e voyager  2 che tradotto significa (viaggiatore), lanciate dalla NASA, (Ente Nazionale per le attività Aeronautiche e Spaziali) nel 1977' con lo scopo di studiare i pianeti più lontani tra i quali: "Giove-Saturno-Urano e Nettuno", un progetto di esplorazione del "Sistema Solare esterno", le quali hanno raccolto dati importantissimi e immagini straordinarie, sono ancora in funzione e nel 2025' le navicelle erano in grado di inviare segnali verso la terra. 


URANO




SATURNO



GIOVE-NETTUNO

navicella Voyager intorno a Urano


VOYAGER= Sonda o Navicella Spaziale

Cenni tecnici e scientifici: Le voyager al momento si trovano nelle regioni detta "eliopausa" ossia la parte di spazio in cui il "vento solare" cioè l'emissione di particelle da parte del sole viene fermata dal "mezzo interstellare", materiale rarefatto costituito da gas e polvere che si trova tra le stelle, infatti erano già ai confini del nostro Sistema Solare. 


Il Nostro  Sistema  Solare

Le navicelle sono in volo da 48 anni e sono gli oggetti prodotti dall'uomo e si trovano distanti  dal nostro pianeta a più di 22miliardi di km e quando ogni strumento installato sulle sonde sarà spento, non saranno più in grado di comunicare con la terra che fa parte del nostro sistema solare che si chiama "Via Lattea"  e si trova all'interno di questa Galassia a spirale che ospita tra le 200 e 400 miliardi di stelle, continueranno a vagare fin quando non cesserà  del tutto il loro funzionamento.  NB: ( la Via Lattea è un disco piatto e si chiama così per il suo aspetto bianco e luminoso, una banda biancastra che ricorda una scia di latte; la Galassia deriva dal greco antico "galaxias" che significa "latte" o di latte a sua volta derivato da "gala" ovvero latte, forse, chissà, fra 40.000anni in un lontano futuro entreranno nell'orbita di qualche "sistema planetario (extra-solare), magari abitato, per questa ragione portano con sé qualcosa che parli dell'umanità che possa aiutare un'eventuale "intelligenza aliena" a capire chi siamo e dove siamo, questa specie di "messaggio cosmico in bottiglia" è costituito  da un "disco dorato o capsula del tempo" con contenuti audiovisivi: foto della terra e dei suoi abitanti, informazioni scientifiche di vario genere, messaggi di saluto in differenti lingue, a suoni come il canto delle balene, il rumore delle onde del mare che s'infrangono sulla spiaggia e musica, sulla custodia del disco sono incise le istruzioni per accedere alle registrazioni in caso di ritrovamento. 


La Nostra  GALASSIA


VIA  LATTEA



Disco  Dorato o Capsula del


Custodia del Disco Dorato

Le voyager gemelle rappresentano una delle missioni più longeve e di successo, sono le uniche navicelle spaziali funzionanti nello spazio interstellare, viaggiano alla velocità di circa 17km/sec al secondo equivalente a 61.000 km/h all'ora, i segnali e le foto che partono dalle sonde impiegano 23ore per raggiungere la terra, quando compresi tutto ciò che  due navicelle dovevano svolgere l'assiduo compito mi sono emozionato, la mia ammirazione era grande per la loro eroica missione di ricerca scientifica, il loro viaggio verso confini inesplorati e infiniti orizzonti per giorni e giorni, per anni e anni che navigano al di là del nostro pensiero terrestre, del nostro ragionare che non ha risposte, mi veniva la pelle d'oca, immaginando cosa potrebbero vedere, sentire tramite i loro strumenti di bordo e tra fantascienza e realtà mi chiedevo quali mete staranno sorvolando ora questi viaggiatori meccanici, percependo che oltre al nostro sistema solare ci siano intelligenze superiori.

 Il nostro Cosmo, il nostro Universo è troppo vasto, misterioso, immenso, oscuro, buio per via dell'assenza di luce nella maggiore parte dello spazio, è caotico e turbolento per via delle esplosioni e collisioni tra galassie e stelle, è anche composto da spazio profondo che deriva al vuoto tra le stelle, è primordiale riferito alle sue origini dalla  "grande esplosione o grande scoppio" detto (Big-Bang) avvenuto 13,8 miliardi di anni fa creando l'Universo. La differenza tra Cosmo e Universo è che il primo è un sistema ordinato, armonico e razionale e indica l'insieme delle galassie, della materia e dello spazio studiato attraverso leggi fisiche, mentre il secondo è l'insieme di tutto ciò che esiste: dallo spazio allo spazio siderale (cioè freddo oltre allo zero ), da materia ed energia, inclusi i pianeti, le stelle e le galassie e continua ad espandersi. Penso all'esistenza di mondi lontani in un'altra dimensione e immagini dello spazio portatrici di un'arcana bellezza che ci parlano di sconfinati confini, di misteri insondabili e scoperte impensabili  ci porta ad affascinarci per l'infinito e l'invisibile nel quale siamo immersi e a tutto ciò che la nostra mente non può comprendere, un oceano di silenzio mi pervade lentamente  mentre una luce illumina i miei pensieri.

Con surreale fantasia vorrei essere su un'astronave per seguire le scie delle comete e delle stelle come un'avanguardia di un altro sistema solare e navigare, navigare nello spazio più buio e luminoso sorvolando le onde gravitazionali mentre intorno a me regna il silenzio assoluto e l'immensa pace. Siamo granelli di polvere nell'immensità del creato e la nostra terra a sua volta è un puntino nello sconfinato Universo, non siamo nulla a confronto con questo mondo infinito, siamo solo pedine di cornice  di tutto ciò che esiste al di là della nostra mente umana, siamo prigionieri nell'Universo che ci appare come un terribile esercito schierato in battaglia e a sua volta è bello per tutto ciò  che contiene e nello stesso tempo è  immenso e terrificante ed è giusto averne paura ed è questo,..." il suo fascino e la sua sublime grandezza, sentendomi infinitamente piccolo al cospetto dell'infinitamente grande! 

Cenni scientifici: Il destino della nostra Galassia che si chiama "Via Lattea"

Le galassie non sono immortali nel Cosmo e a causa della gravità possono scontrarsi e fondersi e questo è il destino che ci attende, però non avverrà prima di 4,5 miliardi di anni. Sarà un evento cataclismico la cui portata per complessità è difficilmente immaginabile dalla mente umana, l'unica salvezza della nostra civiltà è di traslocare su un altro pianeta di un'altra galassia o sistema solare.

NB: 1 anno Luce  equivale a 10.000 anni terrestri.


                                                    con simpatia---Willy

                                         Nizza  Monferrato--Maggio/2026'