La famiglia Tedeschi,
da Casalpusterlengo-(Lodi)- a Quattordio (Al)
Nell'Agosto del 2014', da ricerche effettuate nei diversi archivi storici ho potuto ricostruire "l’Albero genealogico " della mia famiglia e trascrivere alcune vicende vissute con sofferenza ma che hanno dato una svolta positiva attraverso esperienze fatte di ”sacrifici” e “rinunce”, nell'archivio di questa Chiesa-(vedi foto), sono conservati i registri di nascita, matrimonio e morte, passando per i Comuni di Meleti, Castelnuovo Bocca D'Adda, Caselle Landi, Cornovecchio, ed è qui che ho trovato i primi atti della mia famiglia nei primi anni del 1600'. Tutto ha inizio nel 1634' del 9 Giugno, quando da Bastiano e Caterina è nato Giorgio. Giorgio, marito di Caterina Ardemagni è nato Alessandro il 30 Novembre del 1666'. Il 26 marzo del 1864', da Salvini Maria, moglie di Tedeschi Alessandro, nasce a Castelnuovo Bocca d’Adda un bimbo a cui sono imposti i nomi di Pasquale Giuseppe.
| Documento originale tratto dall'Archivio storico |
| Chiesa dei S.S Bartolomeo e Martino di Casalpusterlengo-(Lodi) |
| Chiesa della Natività della Beata Vergine di Castelnuovo Bocca D'Adda |
La famiglia vive in regione S. Antonio vicino alla strada per Meleti ed è proprio lì che Pasquale Giuseppe da adulto conobbe e sposò Trentarossi Cecilia nel 1894' ed ebbero undici figli, uno dei quali Alessandro mio padre nato a Castelnuovo il 16.9.1908'. Nel 1920' la numerosa famiglia si trasferì nel comune di Caselle Landi distante circa una decina di km dal paese natio, si stabilirono in borgata Mezzanone al n.12.
| Caselle Landi-anni50' |
Mio nonno Pasquale svolgeva l’attività di viticoltore, una strana professione per la zona in cui si trovava il paese dov’era prevalente la coltivazione di cereali e foraggi, probabilmente il lavoro lo svolgeva presso le vigne presenti sulle colline del Piacentino, territorio non molto distante dal luogo in cui risiedeva e nel 1926' acquista un piccolo podere denominato Moriane Basse situato nel comune di Meleti e con i figli Aurelio, Giovanni ed Alessandro si dedicano al lavoro dei campi.
| MELETI |
| Raccolta granoturco-anni30' |
Tutto ciò mise la famiglia in condizione di operare delle scelte, la sfortuna era di casa, in quel periodo fu colpita da un grave lutto per la morte di Pasquale, i tre figli rimasti decisero di dividersi ed ognuno di cercarsi una nuova attività lavorativa. Fu così che grazie alla sig.ra Nicolini Olga, amica di mio padre e levatrice in Quattordio dal 1935', venne a conoscenza che il comune aveva vacante un posto di Cantoniere Comunale e Necroforo e lo convinse a parteciparvi, cosa che avvenne e l’occasione fu presa al volo, era una opportunità da non trascurare che gli dava la possibilità di un lavoro sicuro e garantiva reddito alla propria famiglia nata da poco tempo. Il matrimonio tra i miei genitori avvenne nel 1935' nella Chiesa S. Cristoforo Martire del comune di Meleti e seguendo il consiglio di Olga mio padre nel 1937' partecipò al concorso presentando la documentazione richiesta e la commissione giudicatrice riconobbe in lui la persona idonea per svolgere i lavori descritti dal bando.
| Alessandro Tedeschi |
| Alice Berselli- |
| Olga Nicolini "Levatrice" |
Mio padre quando arrivò a Quattordio nel 1938' trovò alloggio in una casa situata in via Padana Ovest di proprietà dei sigg.Testa, vi rimase poco tempo e successivamente si trasferì in via Stazione nella casa di Cozzo Carlo e del fratello Enrico, fu una felice coabitazione, nonostante le diverse origini e dialetti, l’italiano poco usato, i Cozzo si esprimevano in dialetto piemontese, i miei in basso lodigiano-piacentino. Quante incomprensioni del linguaggio che sovente sfociavano in sonore risate dovute ad interpretazioni errate, si giunse finalmente ad un compromesso, ognuno ci metteva del suo e trascorsi alcuni anni si comunicavano con un misto di lombardo-piemontese-italiano.
| Alessandro Tedeschi in partenza per Trieste--1941' |
Compagni di sventura furono altri due quattordiesi, Giovanni Gho e Nano Pietro di Piepasso, la fortuna li volle tutti sani e salvi di ritorno alle proprie case quando la tragedia terminò.
Quattordio 23 gennaio 1947'
Carissime Alice e Lina. Dopo molto attendere un loro scritto, ieri con piacere abbiamo ricevuto la cartolina della cara Lina. Sono lieta come pure Enrico e tutti i nonni di saperli bene, come ne è di noi tutti, Sandro sta molto bene, ma è molto sperso e quando riceve un loro scritto è molto allegro. Guardino di mandare sovente notizie così ci faranno tutti lieti. Sandro si è fatto più bravo alla sera è sempre con noi nella stalla, va a dormire sempre presto. Noi gli facciamo coraggio dicendogli che gennaio è terminato, febbraio è corto e presto ritornerà marzo ritorneranno le belle viole e anche Alice e Lina vero? E altro chi ci arriva? Speriamo tutto vada per il meglio. Cara Alice le faccio ancora mille auguri belli, ma stia attenta di non fare la coppia come ha fatto la moglie di quel sarto di Quargnento che abita dove abitava Duardo. Questa notte ha dato la luce due bei maschietti. Sono spersa anch’io di lei e Lina, ma dico la verità chi ricordo di più è il signor Francesco, spero sua sorella Romilda non sarà gelosa, ma io dico il mio buon cuore. Le devo fare i cari saluti di mia nipote Luciana, è stata da noi il sabato dopo la sua partenza, era spiacente di non averla più vista e mi lascio da farle i più cari saluti e auguri dicendole che l’attende presto con noi. Abbiamo saputo da Sandro che la cara Lina non va ancora a scuola, a Quattordio invece hanno di nuovo incominciato. Come dice Sandro che da loro vi sono tante cose brutte , da noi invece stia tranquilla che è sempre calmo come al solito. Stiano attenti loro, suo fratello Luigi, cognato, nipoti che sono giovani e soggetti a girare di notte. Da noi però da qualche giorno manca la luce, la tolgono alle ore 7 e la danno alle 18.30, ma ci aggiustiamo ugualmente. Sandro in questi giorni ha fatto diversi funerali. E’ mancato Giùanìn il sacrestano, Marietta Cavallotti, poverina e altri tre vecchi. Mi scrivano sovente che i loro scritti sono molto graditi e poi si resta più tranquilli. Ha scritto Mario si trova a Verona. Altre notizie abbiamo cambiato i buoi, questi sono molto più grossi. Altro per ora non ho che inviare a lei e Lina, mamma e tutti in famiglia i migliori saluti e ricordi. Saluti speciali a sua sorella e cognato. Baci a Lina. Maria e Osvalda. Saluti ai nipoti Teresio e Fausto e cugina Maria, Bacioni da chi la ricorda compreso Enrico e bimbi. Affezionatissima Luigina Cozzo. Saluti e baci a tutti dalla Romana, Franco e nonna.
Saluti e auguri dalla Lina Gatti.
Questa lettera dimostra e descrive nello stesso tempo l’umanità e la dolcezza di Luigina, l’amicizia era un valore di fondamentale importanza, per quel tempo e si curava con comportamenti sinceri onesti privi di interessi.
Nell'Ottobre del 1953', primo giorno di scuola, iniziai l'istruzione scolastica.
Mia madre mi svegliò di buon mattino per prepararmi al grande evento, affacciandomi alla finestra della mia camera da letto vidi nel cortile Giovanni Badella, mio vicino di casa di qualche anno più di me e gli comunicai la mia gioia e felicità per l’inizio dell’attività scolastica. Alla prima elementare l’insegnante Rita Monti ci accolse in un’ampia e luminosa aula dove rimanemmo per tutti i tre anni successivi, per la quarta e la quinta ci seguiva il maestro Ercole Ottavio, a volte sostituito dal maestro Roggero Fiorino.
| 5° Elementare-Maestro- Roggero Fiorino-anni50' |
| Rita Monti |
| Ottavio Ercole |
All’ esame della quinta elementare non mi presentai per volere dei miei genitori, che a loro dire non ero sufficientemente preparato per continuare gli studi, ripetuta la quinta con il maestro Roggero, i miei mi iscrissero alla scuola di Avviamento Professionale Don Bosco di Genova-Sampierdarena, perché proprio lì in un luogo distante e scomodo da raggiungere?, era una decisione dei miei, dopo aver consultato Remigio e Letizia Fracchia, avevano il figlio Giuseppe studente in quel collegio e davano sufficienti garanzie di essere una scuola seria, luogo adatto per una buona formazione.
| Sampierdarena-Istituto Don Bosco-anni60' |
Era il 1959' e prima della mia partenza per Sampierdarena, nell’Agosto dello stesso anno dopo un periodo di fidanzamento con Giuseppe Lupano, “Pino”, mia sorella Lina si sposo'.
| Gianni Tedeschi 1959'-anni-12 |
Fui assegnato al "Corso di Tipografo" e consisteva nel frequentare regolari lezioni di materie scolastiche, in aggiunta si frequentava lezioni di laboratorio per imparare un mestiere per il futuro, eravamo circa 300 alunni e la disciplina era di casa, la giornata iniziava con la sveglia alle 6.30, la Messa tutti i giorni, lo studio, la colazione, l’inizio delle lezioni.
| Scuola Istituto Don Bosco-1962' |
Istituto Don Bosco-1964'
|
La privacy non esisteva, la posta era censurata sia in partenza che in arrivo, con cadenza quasi mensile i miei genitori in compagnia di Letizia e Remigio venivano a trovarmi. Il mezzo di trasporto era il treno, a piedi raggiungevano la stazione di Masio-Quattordio un piccolo locale con all’interno sempre fissa una stufa a carbone utilizzata per i periodi invernali, il capostazione era il sig. Spinaci, una persona affabile che abitava nel casello poco distante dalla stazione.
| Capostaz. di Masio-Quattordio- Renzo Spinaci-anni60' |
Nelle lettere che io scrivevo a casa, comunicavo che il vitto era scarso e insufficiente a soddisfare il mio appetito e sollecitavo l’invio di generi alimentari, era consentito di tenere per la colazione una scatola di cacao per dare una coloritura al latte e renderlo alla vista simile al caffè-latte, alcuni biscotti e dello zucchero a quadretti, fui richiamato diverse volte dal catechista don Chiari per le lamentele che trasmettevo ai miei genitori e invitato a sospendere le mie giuste richieste. L’appetito era di un giovane ragazzo che si trasformava in adolescente, la cui esigenza era soddisfare i bisogni del proprio stomaco, non potevo continuare a soffrire, dovevo trovare un rimedio.
| Fracchia Maddalena |
il quale tre giorni dopo mi convocò presso lo stabilimento Inves (Industria nazionale vernici e smalti) e dopo un veloce colloquio ed alcune domande del tipo quali sono i colori primari, alla mia risposta corretta mi assunse per il giorno successivo, era il 31 marzo del 1965', un eterno grazie per l’interessamento e l’assunzione.
| Stabilimento Inves--1965' |
Venni inviato al reparto smalti dov'era Capo Reparto "Battista Sillano", un uomo austero e burbero ma carico di umanità. La mia mansione era aiutante del colorista Azzone Giancarlo e consisteva nel preparare i vetri per l’applicazione dei prodotti ed eseguire gli interventi di correzione negli appositi (diluitori-serbatoi) per la messa in tinta degli smalti, il lavoro mi piaceva e con Giancarlo avevamo un buon rapporto.
| Battista Sillano |
| sul battello che ci trasportava da Villa San Giovanni a Messina-1967' |
| Palermo-Giugno 1967'- Gianni con un amico commilitone |
| PALERMO |
| Caserma "Ciro Scianna" |
| CIRO SCIANNA |
Cenni storici: Nasce a Bagheria il 15 Marzo 1891'. Emigrato per lavoro, si arruolò nel 3° Bersaglieri e in seguito nel 10° e distaccato in Albania allo scoppio del 1° conflitto mondiale, venne inquadrato nel 16° Bersaglieri e alla creazione del corpo degli Arditi nel 9° Reparto d'assalto. Ardito fra i migliori si apprestava al suo ennesimo giorno di eroica battaglia, non appena raggiunta la vetta del monte Asolone fu colpito a morte quando già aveva quasi superato le linee nemiche, morì baciando il Tricolore del proprio Battaglione che stava portando con tanta fierezza, venne insignito con la medaglia di Bronzo e sul Col Moschin con la medaglia d'Argento. Gli fu conferita la Medaglia d'oro "motu proprio" del re che tradotto significa "di propria iniziativa o d'impulso" documento, motivazione ,(emanata direttamente dal sovrano o dal capo dello stato), il 30 Agosto due mesi dopo il suo sacrificio sul Monte Asolone. Gli sono state dedicate la "Base di Addestramento Incursori dell'Esercito Italiano di Pisa", la caserma del 4° Reggimento Genio Guastatori di Palermo e la Scuola secondaria di 1° grado ad indirizzo musicale, "Ciro Scianna" della sua città natale. Terminata la fase di addestramento fui trasferito alla Scuola di Telecomunicazioni di Chiavari, vi rimasi quattro mesi per apprendere l’alfabeto morse e le tecniche di trasmissione, ne uscii con l’attestato di “Marconista trasmettitore” e fui trasferito in Alto Adige, nella città di Bolzano presso il 4° Corpo d’Armata.
| CHIAVARI |
| Chiavari-Ottobre 1967' -Gianni con due amici commilitoni |
| Chiavari--Scuola Telecomunicazioni |
Eravamo ai primi giorni di dicembre, il freddo intenso si avvertiva soprattutto di notte, quando a turno eravamo destinati alla guardia occupando le garitte da cui si poteva controllare l’area circostante, trascorsi così altri sette mesi prima del congedo. Diverse sono state le località conosciute durante le nostre trasferte, posti incantevoli: le alpi di Siusi, Plan de Corones a Brunico, San Candido, Dobbiaco. Nel frattempo, nuove vere amicizie sono nate con i compagni di camerata, destinate a durare nel tempo e a risentirci nei periodi delle festività natalizie.
| BOLZANO |
| sulle nevi di Bolzano- Maggio 1968' |
| gruppo di commilitoni pronti alla "libera uscita"-1968' |
| Bolzano--Sede del 4° Corpo D'Armata |
| esercitazione nelle campagne di Bolzano-1968' |
| sulle nevi di Bolzano- Maggio 1968' |
| ALPI SIUSI |
| PLAN DE CORONES |
| BRUNICO |
| DOBBIACO |
| sulle nevi di Dobbiaco- 1968' |
| SAN CANDIDO |
Le ultime notizie parlano di acciacchi, di vecchi ricordi, dei figli dei propri figli, augurandoci salute e un risentirci per il prossimo anno, questo è quanto ci ha trasmesso il servizio militare, dare un po’ del nostro tempo al servizio della nostra Nazione ed essere ricambiati attraverso la conoscenza di nuove persone accomunate da un unico scopo che ha creato nel tempo una profonda e solida amicizia.
CON SIMPATIA- WILLY
--NIZZA M.--OTTOBRE-2025'