GAZZELLA
Lo chiamavano "gazzella", un giovane trentenne con la passione della "corsa campestre", gli piaceva camminare, correre, ma la sua specialità era il "podismo" gareggiando nei vari paesi del Monferrato, un temerario dello sport faticoso, determinato, volenteroso mai domo, un vero podista a livello amatoriale, sempre pronto ad intraprendere le varie sfide tra concorrenti abituali e non, su tratti di strada di 12 ai 15km secondo le regole dettate dai singoli paesi limitrofi che avvenivano di sabato, domenica mattina e nel pomeriggio durante le feste Patronali. Si allenava periodicamente lungo la settimana per qualche ora in solitaria sulle colline delle Langhe e Monferrato ricamate da antichi e nuovi vigneti addolcendone il panorama e la visuale, correndo lungo i filari, sentieri boschivi, stradine collinari, salite, discese, pianure tra vecchi casolari e moderne villette, qualche cappella votiva spuntava sui crinali.
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| colline del Monferrato |
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| colline Langhe- Monferato |
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| sentieri boschivi |
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| sentieri boschivi |
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| sentieri boschivi |
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| Cappella Votiva |
Sgambettava continuamente tra campi coltivati, costeggiando campi di grano in maturazione costellati da rossi papaveri e azzurri fiordalisi che occhieggiavano fra le spighe guardandolo passare, ondeggiando al soffio del vento.
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| campo di grano con papaveri e fiordalisi |
Era Aprile, l'aria era fresca, ossigenava i polmoni e lui felice correva, correva come se qualcuno lo inseguisse e mentre procedeva la sua mente era una bolgia di dolci e teneri pensieri ma sempre allegro come il suo carattere e sorrideva col viso e lo sguardo verso il cielo azzurro privo di nuvole bianche, l'aria era frizzantina, sentiva il profumo dei fiori, la giornata era splendida, la natura indicava il risveglio degli alberi piene di gemme gonfie mentre il popolo del bosco intorno a lui si stiracchiava intorpidito e anchilosato dall'inverno, inchiodato ad un palo c'era un cartello con su scritto ("divieto di caccia"- zona faunistica) e più avanti un cippo di pietra indicava con numeri romani scolpiti i km.
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| cippo romano |
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| zona faunistica |
Ogni tanto si prendeva una pausa e guardandosi intorno cercava un bel masso per sedersi e si godeva con lo sguardo il panorama che si profilava davanti ai suoi occhi, in quell'istante diventava un sognatore, contemplava, fantasticava tra realtà e silenzi pensieri, era un romantico, un poeta, guardava il cielo, le nuvole passare che formavano con il loro andirivieni mosaici infiniti e si allontanavano lentamente verso orizzonti lontani, era attratto dal volo degli uccelli e dal loro dolce planare con vivace cinguettio su siepi e alberi e svolazzavano qua e là come se lo salutassero mentre le rondini garrivano felici librandosi nell'aria, mentre in alto nel cielo udiva il rombo di un areo lontano.
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| rondini che si librano nell'aria |
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| un aereo lontano |
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| gazza che sta planando |
Scrutava in lontananza altri crinali, sentiva l'abbaiare del cane, il muggito del vitello, il nitrito del cavallo, il raglio dell' asino, il canto del gallo, voci sperdute che si rincorrevano lontane, si sentiva felice in mezzo alla natura a contatto con la campagna, l'erba nei prati, gli alberi, i colori delle margherite, delle viole e di tanti fiori, il sole con i suoi raggi dorati scaldava l'aria, lui si emozionava per la bellezza circostante.
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campi di fiori
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Dopo un lasso di tempo la "gazzella" riprendeva il percorso ormai fissato nella sua mente, si sentiva bene, aveva fiato, buoni polmoni, il cuore batteva forte con ritmo regolare, le gambe lunghe, sottili si muovevano per inerzia con muscoli solidi ed elasticizzati, allenati alla fatica per lunghi tratti, non aveva gambe robuste come altri podisti, ma il suo passo era costante, ritmato col suo respiro regolare non affannato, non un cedimento, calzoncini corti di colore bianco, scarpe Nike dalla suola solida e morbida, maglietta blu, in gara aveva grinta e voglia di fare bene, la sua meta non era vincere ma partecipare. Lo chiamavano la "gazzella" per via del suo fisico snello, magrolino e quando gareggiava dava l'anima tentando di sbaragliare chiunque, non è mai arrivato primo, ma sempre nelle prime file, alle corse partecipavano circa un centinaio di persone, alcuni protagonisti erano molto forti e sembravano insuperabili ma lui non cedeva nel correre era sempre al passo e con il suo passo arrivava sempre al traguardo mentre alcuni che sembravano insuperabili cedevano lungo il percorso, ritirandosi.
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| corsa campestre |
Prima d'iniziare la competizione, i concorrenti erano già sul posto al punto di partenza per iscriversi e lui era già lì pronto come un soldato al segnale del via e nel frattempo parlottava con loro per scambiare saluti, fare qualche battuta, parlare del più e del meno sempre sorridendo e gesticolando, sempre a contatto con nuove e vecchie conoscenze, i partecipanti erano felici, entusiasti e in quel gruppo di persone, l'amicizia era di casa; le persone appartenevano a diversi ceti sociali, dal muratore all'agricoltore, dall'operaio al medico, dall'ingegnere all' impiegato, dallo studente al professionista, tante facce, tanti volti, tante mansioni, tanta voglia di fare, di condividere, di competere e questa era la leva primaria dell'amicizia da parte della "gazzella", incontrare persone e farne tesoro.
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| concorrenti pronti per il via |
Per anni partecipò alle prove podistiche nei vari paesi limitrofi e non, fin quando un giorno correndo lungo una salita del percorso si accorse che faceva molto fatica rallentandone il passo, gli doleva la schiena, diventava più rigida e dopo un'ecografia al centro medico gli constatarono il logoramento di due vertebre della colonna vertebrale e per non aumentarne il difetto, con amarezza dovette interrompere per sempre il suo amato podismo, ma non si diede per vinto, non si perse d'animo e da quel momento si dedicò per altri anni con volontà e determinazione al ciclismo amatoriale e da lì iniziò un'altra storia, un'altra vita!
CON SIMPATIA-WILLY
NIZZA MONFERRATO--APRILE 2026