OSPEDALE ITALIANO "GARIBALDI" IN ARGENTINA
La storia della fondazione dell'Ospedale Italiano "Garibaldi" a Rosario di Santa Fè, fu intitolato in onore (all'l'eroe dei due mondi), il Generale "Giuseppe Garibaldi" e dal legame indissolubile con l'Italia ed è situato in via: Calle Virasoro 1249.
| Ospedale "Garibaldi"- facciata storica principale in stile neoclassico italiano |
Verso la fine del XIX secolo, la numerosa comunità italiana a Rosario di Santa Fè, sentì l'esigenza di creare un ospedale dedicato alla comunità di immigrati italiani e connazionali a Rosario come centro di assistenza simile ad altre istituzioni nate nel mondo in quel periodo, il progetto prende corpo nel Settembre del 1881', grazie all'iniziativa di pionieri guidati sotto la presidenza del "Cavaliere Giovanni Colli Tibaldi di Vigevano (lontano mio avo)".
| Giuseppe Garibaldi |
| cortile interno che ospita il monumento a "Giuseppe Garibaldi" |
| Giuseppe Garibaldi |
L'inaugurazione avvenne posando la prima pietra nel 1889' e l'edificio fu ufficialmente presentato il 10 Gennaio del 1892', con l'apertura al pubblico nel 1893'. Il progetto fu sostenuto dal Consolato d'Italia formando un Comitato organizzatore che riuscì tramite il Cavaliere ad avviare una massiccia raccolta fondi depositandoli per mezzo del Consolato presso il Banco Provinciale di Santa Fè. Il 23 Gennaio del 1885' il "Console italiano Palumbo" offrì i locali del palazzo per ospitare la prima storica assemblea della colonia italiana, volta a concretizzare l'idea. L'edificio, dichiarato "patrimonio storico e architettonico" fu affidato e progettato dal celebre Ingegnere e Architetto "Francesco Tamburini", noto per avere firmato progetti di valore. Cenni biografici dell'architetto F. Tamburini: nacque ad Ascoli Piceno nel 1848'. A Pisa si iscrisse alla facoltà di fisica e matematica e poi cambiando indirizzo di studi si laureò a Bologna in Ingegneria nel 1872'. Ottenne l'insegnamento di architettura all'Università di Urbino e successivamente quello di disegno architettonico presso l'Accademia delle belle arti di Pisa e si dedicò allo studio del "Duomo" della città e delle opere anconetane. Nel 1883' ebbe l'occasione di conoscere l'ambasciatore argentino in Italia, incaricato dal capo del suo governo di trovare un architetto che fosse in grado di dare un nuovo volto monumentale alla capitale argentina, realizzando una serie di edifici pubblici. Colta l'occasione Tamburini si trasferì in Argentina e assunse l'incarico di "Ispettore generale dell'architettura nazionale e progettò una serie di edifici pubblici monumentali a Buenos Aires tra i quali: la sede centrale della "Banca Provinciale di Cordoba", l'ampliamento della "Casa Rosada", "l'Ospedale Militare centrale", il "Teatro Colon" uno dei teatri lirici più grandi del mondo e tanto altro. Morì a Buenos Aires l'8 Dicembre del 1890'.
| Architetto Francesco Tamburini |
Nel 1905' viene formata "l'Associazione di Mutuo Soccorso" dell'Ospedale Italiano che ne assume la gestione fino ai giorni nostri e nel 1927' si realizza un importante ampliamento con la creazione del "Policlinico e del Padiglione di Pediatria". Lo sviluppo dell'interscambio "medico-scientifico" con l'Italia, portano il "Garibaldi" al livello di principale "Nosocomio" della Regione di Santa Fè, ove oltre la metà della popolazione è di origine italiana.
| com'era l'ospedale "Garibaldi" nei primi anni del 1900' a Rosario |
Nel 1940' ha luogo la costruzione dell'edificio di 6 piani che tutt'oggi ospita il nucleo centrale dell'Ospedale Garibaldi e nel 1959' si provvede alla modernizzazione dei macchinari e delle attrezzature, grazie al contributo del governo argentino, dando vita a un sistema di " ambulatori esterni convenzionati".
| lo storico blocco d'angolo dell'edificio contrassegnato dalla sigla-(HIG)- (Hospital Italiano Garibaldi) |
Negli anni70' vengono istituiti il "Laboratorio di Analisi Bio-Chimiche", il sistema Italmedie di Assicurazione Sanitaria e la "Scuola di Infermeria". L'Ospedale Italiano di Rosario continua a svolgere un ruolo fondamentale di assistenza sanitaria nella città e dintorni sia nei confronti dell'insieme della popolazione che della collettività italiana.
| com'è oggi l'ospedale "Garibaldi"-2026 |
L'immigrazione italiana nella città di Rosario e nella provincia di Santa Fè è stata un pilastro fondamentale per lo sviluppo sociale, culturale ed economico della Regione, già nel 1887' oltre il 20% della popolazione di Rosario era di origine italiana, a oggi l'eredità Italo-Argentina continua a definire l'identità di questa area. Numerosissimi e sparsi in tutte le città della Confederazione sono gli ospedali italiani che non rifiutano ammalati di qualsiasi nazionalità ma che sono stati fondati da italiani con capitali italiani allo scopo principale di aiutare e curare i nostri connazionali e sono retti con moderni intendimenti e liberalità che è propria della Repubblica Sud-Americana; sono sovvenzionati dal governo, dalle provincie, da lasciti e doni di privati, l'idea di un nuovo ospedale raccoglie sempre le simpatie e gli aiuti più consistenti, procedendo con nuovi impianti e necessari ampliamenti, fra i più importanti quelli di Buenos Aires, Cordoba e Santa Fè. Questa struttura pubblica è uno dei più antichi e prestigiosi centri di cura di Rosario in Argentina, di stile neoclassico italiano di fine secolo XIX, sviluppato su un'ampia superficie, dichiarato "Patrimonio storico" dal Municipio. Il "Cavaliere Giovanni Colli Tibaldi" fu un importante esponente di una storica e nobile famiglia di Vigevano, le origini risalgono a diversi secoli addietro e nell'Ottocento portò prestigio a livello internazionale in Sudamerica promuovendo la nascita dell'Ospedale Italiano Garibaldi a Rosario. Al suo ritorno in Italia nel 1884' nella sua città natale di Vigevano, acquistò "l'Antico Chiostro" risalente al 1600' di via Merula e ne fece la dimora storica, ed è nota come "l'Antico Chiostro Colli Tibaldi", ancora oggi i discendenti della famiglia risiedano e preservano il patrimonio storico e architettonico della casata.
"L'Antico Chiostro Colli Tibaldi" fa parte in origine di un Convento di clausura per le monache terziarie domenicane e comprendeva una Chiesa, abitazioni, un grande giardino e due Chiostri distinti, fu costruito come complesso monastico dedicato a Santa Maria Assunta a partire dal 1575' nei primi decenni del Seicento.
| Antico Chiostro Colli Tibaldi |
Nel 1805' in seguito ai decreti napoleonici che colpirono gli ordini religiosi, il monastero venne soppresso, confiscato dallo Stato e venduto a lotti separati. Dopo la privatizzazione del 1805' i due Chiostri presero strade storiche differenti: il "Chiostro Maggiore (Palazzo Merula)" fu acquistato dalla Congregazione di Carità, grazie al lascito del sacerdote "Giovanni Merula", divenne un Orfanotrofio maschile, oggi è di proprietà comunale e ospita "l'Archivio Storico e il Museo dell'imprenditoria vigevanese", il secondo Chiostro, diventò "Chiostro Colli Tibaldi)".
| il Chiostro visto dall'interno |
| il Chiostro visto dall'interno |
La storia della famiglia Colli Tibaldi affonda le sue radici nel cuore del Medioevo e del Rinascimento di Vigevano, si tratta di una delle più antiche, ramificate e influenti casate ghibelline e nobiliari della Lomellina. Le vicende storiche ed ereditarie più rilevanti della dinastia si svilupparono attraverso la nascita delle due casate e l'alleanza con gli "Sforza signori di Milano, (XV secolo)".
| il Chiostro visto dall'interno |
| il Chiostro visto dall'interno |
"Gerardo Colli" nel 1420' circa, fu una figura eminente della famiglia originaria, insigne giurista della fazione ghibellina di Vigevano, mantenne un ruolo politico di rilievo nella transizione e nel consolidamento del potere ducale milanese nella zona. La storia del nome della famiglia nasce dall'incontro d'amore tra il giovane Gonfaloniere di Giustizia e capo militare della città Cosimo dei Colli e la giovane Nobildonna Bianca dei Tibaldi, un unione romantica dell'epoca e per sposarsi ottennero il benestare del "Duca di Milano "Francesco I Sforza", inaugurando un legame fortissimo tra i due cognomi. La consacrazione araldica definitiva arrivò nel 1614' anno in cui il Duca concesse ufficialmente per decreto il diritto ereditario di unire stabilmente i due cognomi, sancendo la nascita formale della dinastia dei Colli Tibaldi. La storia della fondazione dell'ospedale Italiano "Garibaldi" in Argentina, l'ho scoperta anni fa facendo ricerca via internet sul cognome della mia famiglia (Colli Tibaldi), per me è stata una sorpresa, un onore e mi sento orgoglioso di questo lontano parente, (il Cavaliere Giovanni Colli Tibaldi) di far parte di un "avo" così prestigioso, premuroso, caritatevole e di ampie vedute verso i problemi assai gravi in quel lontano paese che è l'Argentina alla fine dell'Ottocento, dove tante povere persone emigravano dall'Italia in cerca di lavoro, benessere economico e migliorare la propria esistenza e oggi voglio ricordare ed evidenziare la memoria di un lontano passato, ribaltandola nel presente attuale. Chissà un giorno, essere lì in quell'ospedale ideato da questo mio avo per dire a chi lo gestisce attualmente in alto loco: ecco, io sono un lontano pronipote del Cavaliere Giovanni Colli Tibaldi, il fondatore di questo importante edificio, mio figlio è medico, di professione "Radiologo" abitante nella città di Crema e svolge il suo lavoro in diversi ospedali della Lombardia e oltre a lui c'è suo figlio "Riccardo" nato a Dicembre del 2025', l'ultimo discendente di questa nobile Famiglia e piacerebbe in futuro stringervi la mano!
Con stima e simpatia, Antonio Colli Tibaldi.
Nizza Monferrato-Agosto 2026'