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| Montemagno |
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Piero Maiolica
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Questa squadra per le sue capacità agonistiche e del bel gioco pur vincendo e qualche volta perdendo se non pareggiando si è distinta e acclamata e menzionata sulle prime
pagine del giornale "La Notizia" del 13 Luglio del 1971"! Un altro fatto accaduto in gioventù che ancora una volta io e compagni abbiamo sfidato la notte, percorrendo col "vespone a due ruote" dell'amico Domenico Damasio per trascorrere una bella serata danzante a Cerro Tanaro con tre in sella guidata da lui e per evitare guai con la polizia passammo di nascosto su un sentiero scorciatoia di campagna da noi conosciuto attraversando il "Rio Gaminella".
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| col vespone in compagnia |
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| Damasio D. |
Eravamo euforici e incoscienti mentre l'intraprendente Giovanni Cassinelli ci seguiva col suo vespino 50 di colore giallo e trascorremmo con baldanza e timore la serata!(gioventù bruciata! ci disse un giorno una vecchia di 90anni dal viso burbero e accigliato e noi ci ridemmo su!).
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| Cerro Tanaro |
Una sera fummo invitati dall'amico Giovanni Cassinelli nella cascina di campagna per trascorrere una bella serata, la sua abitazione è nelle vicinanze della stazione di Masio, presso il fiume Tanaro e si prolungò più del previsto, oltre la mezzanotte, ad un certo punto volendo rientrare al più presto a casa per motivi familiari, nessuno di loro mi diede un passaggio, restavano ancora lì a divertirsi e così decisi di avviarmi a piedi nel pieno della notte.
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| Casolare Cassinelli |
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| Cassinelli G. |
Percorsi i miei 2km in solitaria, alzai lo sguardo a osservare le stelle nel buio tappeto trapuntato di lucori grandi come capocchie di spilli, la volta celeste brillava come non mai nell'infinito firmamento, mentre la luna occhieggiava nascosta tra le nuvole, una leggera brezza accarezzava il mio viso, in lontananza proveniva il gracidare delle rane nella campagna, il mio incedere era costante e in breve tempo arrivai nella mia stanza e stanco mi addormentai.
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| cielo notturno stellato |
Quando ebbi la patente, cominciai a gironzolare con la vecchia 500, vettura con la seguente targa: 278622-TO di mio padre ancora con le portiere all'incontrario, un po' scassata e ogni volta che mi recavo a Mombercelli e Calamandrana nelle rispettive sale da ballo per rimorchiare le ragazze del posto e trascorrere serate in loro compagnia, al ritorno, una volta su dieci si guastava il giunto del semiasse, bloccando la leva del cambio, con amarezza e delusione la lasciavo sul ciglio della strada e facendo l'autostop riuscivo in breve tempo ad arrivare al paese e all'indomani col meccanico del posto recuperavo l'auto.
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| vett.500 anni 60-70' |
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| MONBERCELLI |
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| CALAMANDRANA |
Un'altra avventura con la solita 500 mi capitò in una serata estiva a Viarigi, io e alcuni amici eravamo lì attirati per la festa del paese e alla fine della serata ritornammo all'automobile per rincasare ma non partì, prova e riprova, spingi di qua spingi di là non c'era verso la vettura non si mosse, già tardi e un po' arrabbiati ci avviammo a piedi e dopo un lasso di tempo arrivammo a Piepasso e per puro caso, un buon samaritano di passaggio ci portò fino al paese.
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VIARIGI
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| PIEPASSO |
All'indomani seppi dagli amici che era stato uno scherzo, qualcuno aveva manomesso i cavi candela del motore, mi servì di lezione e nonostante il mio malumore ci ridemmo sopra. Lungo la Statale Padana Ovest per Asti, c'è un tratto di strada chiamata il "cascinot" dove alcune case la costeggiano ed erano abitate dalle famiglie: Fava, Cozzo, Bona, Meda, Mirella Papa, Stivanin e altri ancora, ma quel tratto me lo ricordo bene come un tracciato sportivo effimero, dove un bel giorno un baldo giovane quattordiese di nome Gerardo Venturini si avventurò dopo varie scommesse a percorre a piedi scalzi i km stabiliti in un tempo determinato e nella seconda prova, arrivava lanciato con la sua motocicletta come una bomba guidandola a tutta velocità dalla cima del "cascinot" infilando via Mazzini come un razzo passando davanti al bar sport di Pierino, sfrecciando come una saetta fino alla piana di Padana Est per Felizzano-Alessandria.
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Gerardo Venturini
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Padana Ovest per Asti
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| Padana Est per AL |
Io e i miei compaesani eravamo lì ad aspettarlo, era veramente coraggioso, impavido e nello stesso tempo incosciente, il suo modo di essere era nel suo carattere e noi tutti lo applaudimmo, per me il riassunto di queste piccole storie sono indelebili nella mia memoria per non dimenticare, vissuti un po' da bambino, un po' da ragazzino, da giovincello e per ultimo da adulto! Chi di noi ricorda le vie del paese più frequentate quando eravamo fanciulli e giovincelli? Via Garavelli è stata la via del cuore, la via della mia vita perché fin da bambino abitavo nel Palazzo Sanfront frequentato da coetanei del quartiere.
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| Via Garavelli |
Ricordo le belle nevicate invernali che imbiancavano il cortile giocandoci sopra, ( vedi foto a dx: fila in piedi da sx: Franco Cordero-sorella Adolfina-Berruti Franco-sorella Leopolda-Bernardo Frezzato-Vittorio Maccarone-a sx-Mauro Marchese-Teresio Stradella-Willy in ginocchio), si giocava a pallone, a nascondino, a scatola, a guardia e
ladri e tanto altro.
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| amici degli-anni50-60' |
Il ricordo vola al cinema comunale dirimpetto al palazzo, era il 1958', alla sera ci gustavamo il film che durava ore seduti su panche di legno e sedie impagliate di fortuna, d'inverno, nella sala per non patire il freddo, una grossa stufa riscaldava l'ambiente bruciando legna mentre il fumo c'irritava gli occhi.
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| Palazzo Sanfront |
La via più saliva e più s'intravedeva altre abitazioni collocate ai margini occupate dalle famiglie Mortara, Berruti, Mantelli, Iguera e mi ricordo che il mattino del 26 gennaio del 1967' verso le 8 del mattino, un forte boato scosse il vicinato di via Garavelli per lo scoppio violentissimo e improvviso di una bombola a gas causando il principio d'incendio e la semi distruzione dell'alloggio del commerciante Girolamo Iguera ustionandolo gravemente, ferendo la moglie e il figlio Danilo con frammenti di vetro, prontamente soccorsi e ricoverati all'ospedale di Alessandria per alcuni giorni e prossimi alla guarigione! Ginetto Ponzano in arte meccanico tutto fare, uomo dalle mani d'oro, riusciva a riparare qualsiasi cosa, dalla bici al motorino, dagli attrezzi agricoli agli oggetti casalinghi.
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| Ginetto Ponzano |
Salendo ancora, ecco alla mia sx la panetteria del bravo e simpatico Pasquale Poncino e più avanti a sx svettare la ciminiera della grande fabbrica Inves, produttrice di vernici a livello nazionale e europeo di alta qualità qualificando il nostro paese, creando benessere ai cittadini quattordiesi.
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| Pasquale Poncino |
La canonica, casa del parroco accanto all'oratorio, era il locale d'incontro di noi giovani per disputare partite a calciobalilla, a ping-pong, a carte e saldare amicizie.
Via Civalieri era la via obbligata per far compere specialmente a livello gastronomico, infatti risiedevano i negozi alimentari di Bussa Serafino, di Cavallotti Francesco, il negozio della Ines che vendeva giornali, latte, biscotti e beni vari di conforto.
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| Via Civalieri-anni50-60' |
Il negozio del barbiere Cresta Anselmo di Rocchetta Tanaro e nel 1958' fu sostituito da Mario Cariello, la macelleria di Venezia Pietro sostituito in seguito dal sig. Maggiora della fraz. Serra, la panetteria o forno comunale, gestito da Rita Meda, dove le donne del paese facevano cuocere torte e biscotti e la drogheria gestita da Giovanni Gho, vendeva buoni salumi e buone marmellate, questi due negozi s'affacciavano su via Civalieri all'inizio di via Montebello.
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| Forno comunale |
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| Giovanni Gho |
Antonietta Pero, moglie di Giacomo Codrino "pidola", gestiva frutta e verdura, la piccola merceria "d'là Clara", gestita da Giovanni Iguera (giànìn) che s'affacciava all'inizio di via Lanza.
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| Antonietta Pero |
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| Giovanni Iguera |
Via Civalieri era la via più frequentata per approvvigionarsi di generi alimentari e un altro episodio che capitò sempre in questa via, fu l'incendio propagatosi nel pomeriggio del giorno 22 maggio del 1959' nel cascinale di Monti Battista e Codrino Pietro. Alimentato dal vento, il fuoco ha distrutto in brevissimo tempo le scorte di fieno e paglia che erano in deposito sul cascinale divorando tutta la struttura in legno del tetto, il veloce intervento degli operai delle aziende locali e dei vigili del fuoco è valso a impedire di estendersi, salvando decine di capi di bestiame.
Via Cavour la frequentavamo da bambini per inoltrarci sul "piantato" dove si ergeva ancora la vecchia Chiesa S. Sebastiano (in alto a sx), ormai sconsacrata e decrepita, nel cui sottosuolo nel passato era adibito a Cimitero.
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| Chiesa S. Sebastiano-anni50' |
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| Via Cavour |
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Noi ragazzini giocavamo su questo terrapieno infestato di erbacce e sentieri per giocare a cerbottana e guardia e ladri, di tanto in tanto affioravano dal terreno alcune ossa dei defunti ed erano sparsi qua e là, noi non facevamo caso. Sul terrapieno per alcuni anni si bruciava il falò a carnevale per la gioia di noi bambini!
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| Falò anni50' |
Via Montebello era la via del ciabattino Carlo Decarolis dai capelli bianchi, una persona, onesta, buona, dal viso tondo, simpatico dal sorriso bonario, socievole e cordiale, colui che risuolava gratis le mie misere scarpe.
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| Via Montebello |
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Carlo Decarolis
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Dopo il negozio del calzolaio, primeggiava l'ambulatorio del dott. Ugo Garberi, il nostro bravo medico condotto, ora vengono chiamati (medici di base), era un uomo tutto d'un pezzo, affabile, gentile sempre al servizio di noi cittadini nei momenti del bisogno, era sempre presente, assicurava noi pazienti curandoci col sorriso e competenza in materia a qualsiasi ora del giorno e della notte, 7 giorni su 7 con il bello e cattivo tempo era sempre a nostra disposizione, lo ricordo con piacere, stima e affetto!
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| dott. Ugo Garberi |
Via Mazzini è la via principale del paese è la strada statale situata in periferia che collega Asti e Alessandria e quand'ero ragazzino, su questo tratto si affaccia la palazzina della fam. Fracchia Remigio e il negozio del vecchio "managiu" Barberis che ormai non esiste più, nel quale sovente acquistavo i cioccolatini dov'erano incollate le figurine della Ferrero che raffiguravano le gesta del generale Giuseppe Garibaldi l'eroe dei due mondi, chiamata epopea Garibaldina, ne facevo incetta e felice riempivo l'album da collezione, erano veramente belle, ne ero entusiasta.
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| Via Mazzini-anni 50' |
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| Portone d'ingresso |
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| epopea garibaldina |
Dalla parte opposta al negozio c'era e c'è ancora un vecchio portone in legno ormai malandato col passare degli anni, io entravo per incontrare l'amico Giuseppe Zallio detto (sàièt) dagli amici, ivi abitava la famiglia, fattori delle contesse Olivazzi, si giocava e si leggeva: Tex, Cap. Miki, Grande Black, Topolino, fumetti che andavano molto di moda e le collezionava, ancora oggi ne è in possesso! Più avanti la statale sbucava davanti al bar sport di Pierino, il bar tanto caro a noi giovani e da lì potevi vedere nelle giornate estive sfilare teorie di automobili provenienti da Torino, specialmente durante le vacanze estive, guidate da tanti meridionali che si recavano nelle loro terre di residenza e lavoravano qui al nord nelle grandi industrie torinesi e noi seduti come spettatori guardavamo la lunga fila di vetture sentendo le canzoni sprigionate dal mitico juke-box, sorseggiando gazzosa o gustando un bel gelato, fumando una sigaretta e tra risate e battute trascorrevamo la giornata giocando a ping-pong, a calciobalilla, sfidandoci sotto ad un bel pergolato detto in dialetto "topia".
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Juke Box
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| bar sport-Pierino anni 50-60-70' |
Via Solferino era la via di passaggio per incontrarmi con i figli della famiglia Morandi,
Bruno e il fratello Giancarlo, mentre piazza Marconi situata davanti alla scuola elementare si giocava a pallone, alcune vecchiette del posto se ne stavano lì al pomeriggio tardi a scherzare tra loro, a curiosare e chiacchierare.
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| Piazza Marconi |
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| Via Solferino |
Via stazione era frequentata per via del bar aziendale gestita da Giovanbattista Valente, detto il "biondino", era il bar che aveva in dotazione la prima Tv e alla sera in compagnia delle nostre famiglie ci riunivamo per ascoltare e seguire i nuovi programmi.
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Via Stazione
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| G. Valente |
Da maggiorenne in questo bar giocavo a carte, a biliardo, festeggiando nel 1967' la nostra leva, la leva del 1947, sono ricordi che non si cancellano.
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| Leva del 47-1967' |
Dirimpetto al bar aziendale c'era la "bocciofila", un bel campo di grano e un bel gelso di vecchia data ancora oggi esistente facendo da cornice, negli anni a venire quel pezzo di terreno coltivato a grano diventò l'abitazione del dott. Codrino.
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| Villa Codrino |
C'è una mezza via, la chiamo così perché è assai corta e in salita per arrivare alla meta e sbuca a ridosso dell'asilo infantile che ora non esiste più. La cito perché era la via dove gareggiavamo in bici per chi arrivasse prima alla vetta, era una faticaccia, bisognava avere le gambe buone, ci voleva la pedalata vincente e costante, vinceva sempre il Pino(Giuseppe Zallio) ed era sempre il più forte, la strada era nominata "la costa" ma di nome è Via Garibaldi!
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| Via Garibaldi |
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"la costa"
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Via Trento la ricordo volentieri, allora era chiamata
strada "Costarossa" e nel 1980' diventerà ufficiale via Trento.
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| "costarossa"-via Trento |
Ricordiamo un po' tutti il mitico campo di calcio dove si disputavano tornei diurni e notturni partite tra ditte antagoniste del paese tra le quali ricordiamo la Inves-Invex-Alfacavi-Cavis e quelle giocate tra "celibi e ammogliati" e inoltre incontri fra squadre di paesi limitrofi. Molte generazioni di giovani hanno conosciuto, calpestato questo campo sportivo intraprendendo partite tra amici e compagni percorrendo il rettangolo di calcio in lungo e in largo, a piedi scalzi o con scarpe da pallone con i famosi tacchetti, abbiamo corso km su km, ma alla fine stanchi, sudati e con qualche ammaccatura alle caviglie e qualche sbucciatura alle ginocchia eravamo felici e con allegria e (vedi foto in basso a dx: 1à fila da sx: Giuseppe Zallio-Vigato Giancarlo-Fiorito Frezzato-Oreste Pozzi-Franco Cordero-in piedi da sx: Milan Luciano-Domenico Damasio-Giampaolo Calligaris-Sandro Cavallero-Guido Cordero), qualche manata sulle spalle ci salutavamo accordandoci per il prossimo incontro.
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| compagni di gioco-anni60-70' |
Ecco che un giorno passando in auto per via Trento dopo anni di assenza mi sono fermato a curiosare, non vedo più il nostro bel tappeto di gioco (vedi foto in alto a sx uno scorcio del vecchio campo di gioco) con alcuni calciatori in erba!,...( da sx in piedi: Fiorito-Damasio Domenico-Renato Barberis-Vigato Giancarlo-Giuseppe Zallio-da sx in ginocchio: Sandro Cavallero-Duilio-Bernardo-?-Willy-Fabris).
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campo sportivo-anni60-70'
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Siamo noi della vecchia guardia, pionieri del momento, del nostro passato tanto caro della nostra gioventù, ma è diventato il ritratto di un bel parco pubblico per la gioia dei bambini dove possono riposare e giocare accompagnati e accuditi con vigilanza e attenzione delle loro madri,
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parco pubblico-ex campo sportivo anni 60-70
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non sembra vero, ma la trasformazione nel tempo ha preso corpo e con un po' di malinconia trascorre inesorabile, spazza via tutto e rimangono solo i gioiosi ricordi del "bel tempo che fu", di un mondo che ormai non esiste più. Il passato mi emoziona perché ricorda com'eravamo, i ricordi mi eccitano e ritornano nel presente i tanti momenti e azioni di allora, ma la realtà della nostra favola vissuta sarà sempre viva nei nostri cuori e con tristezza e un groppo in gola riprendo la strada del ritorno!!
con affetto e stima, WILLY
Nizza Monferrato---29-AGOSTO-2021'