sabato 27 gennaio 2018

Ricordando Giovanni Mova


                                                    Ricordando  GIOVANNI  MOVA

D'inverno, quando tutto dorme e la natura si disperde nella neve e non, in una triste e fredda giornata, il collega di lavoro ed ex dipendente Cavis ormai da anni in pensione si è spento all'affetto dei suoi cari, il Caro Giovanni Mova. 
Lavorando gomito a gomito nel reparto "centro esperienze Cavis", abbiamo trascorso in quei lunghi anni, piacevoli periodi di vita lavorativa e goliardica; è bello e lieto riandare con i ricordi negli anni passati, quando noi tutti insieme eravamo felici, spensierati e qualche volta rattristati.
Per noi caro "Giovanni" sei stato un compagno di lavoro pieno d'inventiva e di entusiasmo, simpatico, scherzoso, dallo spirito gagliardo e allegro. Purtroppo la nostra vita ha dei limiti, perciò in questo giorno segnato dal fato caro "Giovanni" per noi tuoi colleghi e amici oggi qui presenti sei stato un piccolo grande uomo e questo legame che ci univa nella vita quotidiana lavorativa si è spezzato e con tristezza, il sottoscritto Willy e il tuo ex capo "Italo Zallio" ed i colleghi ed ex compagni di lavoro, ti ricorderemo per sempre nei nostri cuori.


GIOVANNI MOVA

                                               Con  affetto  e  stima,  Colli  Tibaldi Antonio, Willy
                                                       Nizza  Monferrato  01 Febbraio  2014'

Ricordando Gerardo Venturini

                                                   GERARDO  VENTURINI

 In questo giorno segnato dal fato, ricordo e ricordiamo noi Quattordiesi della "vecchia guardia", il "Caro GERARDO". Lo ricordo quand'era giovane nei lontani anni 50'/60' così esuberante, temerario e sprezzante del pericolo che lui si attribuiva con le sue scorribande rocambolesche con la moto, le corse a piedi, le scazzottate fra amici e non, come io lo descrissi già nel mio recente libro dal titolo: "schegge d'infanzia Quattordiese".


Gerardo con amici in 2à fila il 1° a dx

Gerardo il 1° a sx

 Lo ricordiamo con simpatia e nostalgia, specialmente quelli della sua Leva come un amico e noi un po' più giovani come un fratello, perché lui fa parte della  storia del nostro paese. Caro Gerardo, ci hai lasciato così come un compagno di ventura lungo la strada del destino, lasciando una traccia nel nostro cuore, nella nostra mente del tuo passato remoto e recente trascorso in mezzo a noi tuoi compaesani nella quale rimarrà il tuo ricordo perenne.







GERARDO V.



 ,
                               Con  affetto  e  simpatia,   willy                                                                 
                             Nizza  Monferrato  il 24  Aprile  2009'

venerdì 26 gennaio 2018

Ricordando Dott. Giuseppe Codrino, "Pino" e la "Pucci, (Teresa Fracchia), la Madrina di Tutti"

Dott.  GIUSEPPE  CODRINO --"PINO" -



                                            
Oggi è un mesto giorno e vogliamo  ricordare tutti insieme come ex dipendenti Cavis e non, ai più giovani e ai più anziani, con stima e affetto il Dott. Giuseppe Codrino, detto "Pino" dagli amici ai conoscenti, mancato in questi giorni all'affetto dei suoi cari. 
Lo ricordiamo come imprenditore industriale, amministratore delegato e titolare dell'azienda  "Cavis" ,


AZIENDA  CAVIS

di cui fu il
promotore nel lontano 1952',
insieme ad altri due grandi uomini, l'Ing.  Cesare Pettazzi e l'ing. Giuseppe Fracchia 
alla nascita della gloriosa ditta.


 GIUSEPPE FRACCHIA

 CESARE PETTAZZI












Il Dott. Codrino è stato per noi e per la Cavis un simbolo, un grande uomo attivo, tenace, attento ai cambiamenti della vita sociale e dinamico nella conduzione produttiva industriale. 
Egli ha saputo esprimere la forza e il coraggio del "Pioniere" , accrescendo e ingrandendo con volenterosa caparbietà l'azienda, affermandola in campo nazionale ed europeo negli anni 80'. E' stato l'artefice del nostro destino perché ci ha dato nell'arco di 50anni la possibilità d'inserirci in un contesto sociale, dandoci un lavoro e di conseguenza formarci una famiglia, sviluppando a Felizzano residenza strutturale dell'azienda e Quattordio residenza abitativa del nostro illustre concittadino e paesi limitrofi dell'astigiano e dell'alessandrino, un certo benessere economico.



 Codrino con  Dirigente Fiat
Dott. Codrino con colleghi alla festa del vino













 Per tutto ciò, io lo ringrazio e lo ringraziamo noi ex lavoratori e collaboratori Cavis provenienti da tutti i paesi del circondario provinciale, ricordandolo come una figura "mitica", per cui, egli rimarrà negli anni a venire scolpito nelle nostre menti e nella memoria dei nostri figli e in quest'ora fatidica, caro Dott. "Pino", ti diciamo addio, mentre il ricordo rimarrà per sempre nei nostri cuori.


                                                         GIUSEPPE CODRINO



                            Con  stima e affetto,  Colli  Tibaldi  Antonio
                         Nizza  Monferrato   il 29 Marzo  2011'<
                     
             


Ricordando la "CARA PUCCI"- MADRINA DI TUTTI"-(scomparsa il 30-10-1991) 

 In un giorno d'autunno, quando le foglie cadono, la terra diventa brulla, gli uccelli non cinguettano più, ma migrano verso terre lontane, è migrata in un'ora segnata dal destino, l'anima della "cara Pucci"Sei stata per noi, una "cara Madrina", la "Madrina del nostro paese", la "Madrina di noi dipendenti Cavis", la "Madrina delle nostre giovani leve",  la Madrina degli Alpini, insomma, un po' la "Madrina di Tutti"!


"PUCCI-MADRINA DEGLI  ALPINI"

Quest'angelo sta migrando verso lidi fortunosi e remoti, privi di dolori e di fatiche, verso "l'Eternità, quell'Eternità", che la mente umana non può capire, non può i
mmaginare! 
Cara "Pucci", sei stata una donna "gentile", piena di "premure e generosa" nei nostri confronti e nonostante alcune difficoltà della tua esistenza, hai saputo affrontare la vita con gioia e serenità. 
Abbandonando questa terra, ti sei portata via un frammento della tua storia, della nostra storia, lasciandoci ai cari ricordi del passato! Sei salita per le vie del cielo, così com'eri, fragile, umile, buona e gentildonna ma, un giorno lungo il "confine del mondo", noi c'incontreremo ed allora ci terremo per mano e così increduli non più saremo!


                                                        
                                                        TERESA FRACCHIA--
                                                                          PUCCI


 

                                        con affetto e stima, Colli Tibaldi Antonio,  
 
                                                  Nizza Monferrato-il 23-10-2020

                                     NB: ("Elogio Funebre")- composto nel 91' (willy)

mercoledì 24 gennaio 2018

Commiato a Don Dario Mottura Parroco di Quattordio


                                            Ricordando   Don   DARIO   MOTTURA


In questo mesto  giorno voglio ricordare come chierichetto "del bel tempo che fu" , cioè circa  50anni fa e vogliamo ricordare tutti insieme noi parrocchiani Quattordiesi, con stima e affetto, il Caro Don DARIO  MOTTURA, nostro Parroco dal Marzo 1961' a Maggio del 2009', quasi mezzo secolo di vita Pastorale trascorsa nel nostro paese



NEL 1961 ARRIVO' IL GIOVANE
DON MOTTURA

Lo ricordiamo come uomo attivo, tenace, dinamico, attento ai cambiamenti della vita Quattordiese, della società civile, battendosi sempre per migliorare esteticamente le sacre mura della nostra Chiesa e promuovendo iniziative parrocchiali e relazioni sociali, contatti umani tra fedeli e Chiesa. Caro Don DARIO, una zolla della tua storia s'è nè andata con te, si è interrotto quel filo vitale che legava la nostra storia parrocchiale accanto a te; improvvisamente ci hai lasciato senza il tempo di respirare con te il tuo ultimo anelito di vita e come un angelo sei salito al cielo, umile e pulito come in terra eri, senza scomodare nessuno. Nel nostro cuore e nella nostra memoria, hai scolpito il tuo passato remoto e recente trascorso con noi tuoi fedeli parrocchiani ed ecco che in un attimo il legame che ci univa si spezza, lasciando in noi una struggente malinconia. 
Caro Don Dario, noi, tuoi parrocchiani, in questa ora segnata dal destino ti diciamo addio, mentre il "ricordo rimarrà per sempre nei nostri cuori"


 DARIO  MOTTURA-
2009
-

                              Con stima ed affetto il tuo ex  chierichetto e parrocchiano,
                                              COLLI TIBALDI ANTONIO

                                               Nizza  Monferrato  01 Giugno 2009'

domenica 12 novembre 2017

Ricordando " Giovanni Bava"

                                                Ricordando   "Giovanni  Bava"

I
n un autunno inoltrato che volge verso il nemico inverno, quando tutto dorme e la natura si richiude su se stessa, i colori della vegetazione variano, sfumano  disperdendosi con le foglie sul terreno, come una foglia ingiallita si è staccata dall'albero della vita all'affetto dei suoi cari in una fredda e triste giornata Novembrina il "Carissimo GIOVANNI", che negli anni giovanili fu coetaneo Quattordiese e collega di lavoro come dipendente Cavis di Felizzano, nonostante la differenza di età che ci separava di 24anni, ormai da lunghi anni in pensione. 



Novembre-Autunno quando
cadono le foglie


Ditta  CAVIS

Lo ricordo sul posto di lavoro come un uomo tutto d'un pezzo, discreto, gentile, educato, mai intransigente e ligio al dovere! Da quando è venuto ad abitare qui a Noche con la brava e simpatica moglie Rita nelle meravigliose e silenziose campagne di Vaglio e Vinchio costellate da ridenti vigneti e stupendi panorami, prima e poi in pensionevenivo a trovarlo due o tre volte l'anno con amici e non. 


Fraz. NOCHE

Fraz. NOCHE

VAGLIO SERRA


VINCHIO


Vigneti di Vinchio

Vigneti di Vaglio

Vigneti limitrofi

Vigneti di Noche



RITA  E  GIOVANNI

L'amicizia discreta che ci legava per via anche della sua conoscenza verso la mia famiglia e alcuni suoi coetanei, lo stimolava a raccontare  le sue vicende familiari che m'interessavano, rammentando con i suoi ricordi Quattordiesi  alcune vicende succedute e vissute nel lontano passato e queste fonti d'informazioni rallegravano la mia mente facendone uso per scrivere un libro nel 2008 per il nostro Comune di Quattordio, di cui una volta facevamo parte come abitanti, intitolato "Schegge d'Infanzia Quattordiese".


LIBRO
 

Sei stato per me  "Caro GIOVANNI" una fonte inesauribile di informazioni e notizie, mentre la simpatica moglie Rita se ne stava paziente in cucina ad ascoltarci e qualche volta s' intrometteva anche per dire la sua! Ho trascorso momenti piacevoli in quelle visite saltuarie e con semplicità e allegria, ritornavamo al nostro passato rivelando e aggiornando vecchi e nuovi ricordi! E' stato lungimirante, la sua lunga vita l'ha trascorsa sempre lavorando per la famiglia, prima in campagna e poi in fabbrica e da quando venne ad abitare in codesta frazione si è sempre prodigato a svolgere lavori per la sua dimora con semplicità, armonia e genuinità, coltivando il suo amato orto e orgoglioso del suo frutteto, ricco di svariate piante da frutto, (non sbagliando mai un innesto, così mi disse una volta!). GIOVANNI era un uomo dal carattere riservato, semplice e cordiale, mentre sul lavoro era meticoloso, puntiglioso e preciso. Ora, riandando con i ricordi negli anni passati, quando  tutti insieme eravamo felici, spensierati e qualche volta rattristati per via di notizie negative, Caro GIOVANNI sei stato per me e per noi ex  colleghi di lavoro e amici Quattordiesi che ti hanno conosciuto, un "fratello maggiore", un uomo della vecchia guardia, un giovanotto del 1923' portati bene fino all'ultimo e  l'esile legame che ci univa nella vita quotidiana si è spezzata lasciandoci in noi tristezza e malinconia. In punta di piedi ci hai lasciato così senza disturbare nessuno e come il frullo del passero, hai spiccato il volo verso un altro mondo, "l'eternità" nella quale prima o poi tutti andremo e nel ricordo del tuo operato trascorso il sottoscritto WILLY come tu mi chiamavi e tutti i tuoi conoscenti,  ti diciamo addio e per sempre rimarrai nei nostri cuori!

GIOVANNI  BAVA


                                                 con stima e affetto ,,WILLY!!!
                                                  Nizza Monferrato  8-11-2017'

mercoledì 14 dicembre 2016

A CLAUDIA

                                                                A  CLAUDIA

Un dì segnato dal fato di alcuni anni or sono, conobbi una vispa ragazzina di nome "Claudia" da un nostro fornitore. 
Lavorava tra banchi di cablaggi e macchine da taglio cavi e di aggraffatura, in quel momento non ci feci caso alla persona, per me era un anonima e insignificante "girl", ma la sua loquacità era già una promessa!
 Dopo un lasso di tempo me la ritrovai non dico tra i piedi, ma ad occupare un nuovo posto di lavoro in "Sylea" al C.Esp. Cavis e poi a spron battuto nell'ente "cicli e predistinte"!


Claudia la 2à a dx in 1à fila con
i nuovi colleghi del C.E

La ragazzina Claudia fece
strada in breve tempo, un po' per la sua bravura e un po' per la sua esuberanza, da allora, l'esile figura subì un cambiamento repentino alla "Cenerentola", che da "girl insignificante" si trasformò non proprio in un "cigno" ma in tutta la sua beltà e splendore! 
Ogni mattina, era la prima ad arrivare in ufficio in compagnia della "gattina Patty e della volpina Rosy" sue amiche, tutta in ghingheri e tirata a lucido, il suo look era uno sfolgorio di colori, indossava abiti a colori intonati: "dal verde al rosso, dal blu al viola, dal lillà al grigio topo" e così via, 7 giorni su 7 i suoi pensieri erano nel guardaroba, battendo di tre lunghezze il titolo di una vecchia canzone di "Milva" intitolata : "4 vestiti di 4 colori", in confronto a te cara Claudia la "Milva è una poverella!"Anche le unghie erano laccate al colore del vestito, i capelli erano tagliati corti alla "Carrè" di colore "biondo mesciato", occhi scuri e vivaci che tendevano sul verdolino su quel bel viso truccato ed imbellettato, la sua bellezza frizzantina risplendeva come non mai, come  una giornata di primavera! Il suo fisico era formoso d'oc con gli attributi anatomici al posto giusto, orpelli vari e bijou ornavano il suo bel corpo, erano belli e semplici, tra i quali, spiccavano: anelli, collane, braccialetti, orecchini, chi più ne ha più ne metta, oltre ai tatuaggi e occhiali all'intellettuale. Il suo carattere era un po' nervosetto e scorbutichello, qualche volta dolce, la sua personalità era un pochino egocentrica, gli piaceva farsi notare ed essere adulata, come dire, eccomi qua, guardatemi, ammiratemi, ma non toccatemi, voleva essere al centro dell'attenzioneI complimenti espressi dai colleghi nei suoi confronti la facevano felice e raggiante, alcune volte ti chiedeva: ti piaccio? si cara Claudia, sei bella, sei buona, hai un bel sedici e un bel davanzale, ma dei brutti piedi e lei ti diceva anche,..."grazie", sorridendo beata e contenta! Quand'era di buon umore, specialmente se si trovava nel gruppetto delle sue amiche confidenti, la "gattina Patty e la volpina Rosy e l'amico del cuore Germa", allora fiato alle trombe "Turchetti", la Claudia diventava briosa, simpatica, esilarante, la battuta pronta a tono con chiunque, dal capo ufficio all'ultimo manutengolo, rasentando l'arroganza e la sfrontatezza senza rendersene conto!
Era ironica, scherzosa e provocatrice, urlava e gesticolava molto, mi sembrava di essere al mercato di Nizza M. al venerdì, mentre la sua parlantina a raffica, superava alla lunga il "ra-ta-ta della mitragliatrice"! Presa singolarmente, era di carattere socievole, posata, sensibile, meno infantile, più donna e gradevole al dialogo, quando il suo umore era in cantina, diventava triste, il suo viso diveniva truce, rispondeva male, non diceva una parola per ore, scontrosa, la sua angoscia predominava. Sul lavoro era dinamica, caparbia, tenace e volenterosa, attitudine al miglioramento, molto ordinata, tenendo sempre pulita la sua scrivania, adornando il suo terminale di pupazzetti e ninnoli, di matite colorate e disegnini vari che erano la sua specialità. Quand'era in difficoltà col lavoro, chiedeva aiuto
 al sig.no "Marcuzzon", (Marco Ferraris)il quale, gli correggeva le predistinte con un fiume di parole, bloccando il terminale invece di farlo funzionare, lasciandosi andare a vecchi ritornelli, ad ammuffite battutazze già sentite, condite e ritrite da vecchi paparazzi di zie, prozie e nonni pensionati, ritornando a sedersi tutto goduto e contento come un'infante! Cara Claudia, per il tuo futuro benevolo, so che ci lascerai per altri lidi fortunosi, occupandoti di un nuovo  lavoro che è il tuo mondo, cioè, a far la "maestrina per i bimbi della scuola materna" che è il tuo ramo specifico per cui tu hai studiato e creduto!


Scuola Materna

M.  Ferraris













In questo settore, avrai maggior responsabilità verso quei bambini in tenera età e perciò, indirettamente la tua vita migliorerà in qualità e personalità, non so se tu te ne andrai senza rimpianti da questo ente, ma in futuro, ricordati di noi colleghi del "bel tempo che fu" e quando verso sera, dalla finestra osserverai il tramonto che si diffonde nel cielo, la tua mente riandrà nei ricordi e con un po' di nostalgia ti mancherà la nostra presenza, allora c'inviterai qualche volta a casa tua a prendere un caffè' tutti e 23!



 il tramonto

                                               

                   
                 con  stima, simpatia e ironia,--WILLY
                             29-9-2000--Nizza M.
                                      

sabato 10 dicembre 2016

CASSINASCO-Settembre-2016

                        

                           Vendemmia 2016—Settembre—Cassinasco


Quest’anno, la vendemmia è stata  ne bella ne brutta, purtroppo il clima ha contribuito negativamente negli ultimi mesi, in certe zone delle langhe la grandine ha colpito duro nelle campagne di S. Marzano Oliveto,  Castelnuovo Calcea, Incisa Scapaccino e Vinchio, distruggendo vigneti, frutteti e serre coltivate a ortaggi, eliminando in pochi istanti il lavoro faticoso di un anno dei viticoltori e contadini; di striscio, la grandine ha lambito alcuni filari di uva moscato a Cassinasco ma niente di tragico
Nei vigneti di Mirella, ho constatato lungo i filari che i grappoli in alcuni tratti erano molto belli e corposi, in altri poco maturi. Vendemmiando in coppia con Mirella, lungo la giornata si parla del più e del meno, un po’ di tutti gli argomenti quotidiani, della giornata di ieri e dell’altro ieri, si ricorda il passato, si discute di politica, di economia, di problemi familiari, di parenti e serpenti, di antipatici vicini di casa e di ex colleghi di lavoro, “pronto chi chiacchera”!; si citano aneddoti, ci confessiamo senza se  e senza ma, specialmente senza preti, chi più ne ha più ne mettaMaria, la mamma di Mirella è la “solista  del nostro gruppo vendemmiatori” è la più esperta di tutti, belli e brutti ed è molto attenta a non tralasciare grappoli lungo i filari, indicando specialmente quelli degli altri e guai a chi gli tocca “l’orto incolto”, va su tutte le furie e oltre al mal di schiena e qualche giramento di testa è sempre in prima linea, come si diceva in tempo di guerra, “in trincea”,  con l'amata e onnipresente “cagnolina Eva sua guardia del corpo” . 



 
Giuseppe

Maria
 


















Gli acciacchi dovuti agli anni che passano incombono, si  assenta solo qualche ora, ( quando proprio non ne può più) è una donna straordinaria, in gamba su due gambe e lavoratrice indefessa, lungo la sua vita agreste ne ha viste di cotte e di crude, alla sua età da ancora dei punti ai  giovani d’oggi!  Poi, c’è l’aiutante di fatica, l’uomo tuttofare di nome Giuseppe, non è  il padre di Gesù, ma è  il papà di Marco, è il premuroso  marito pensionato di Mirella, che si carica lungo tutta la vendemmia le pesanti  cassette colme di grappoli sul rimorchietto, aiutando  nei ritagli di tempo, la suocera e la moglie a staccare l’uva.


Il figlio Marco di professione impiegato, con la sua settimana di ferie, contribuisce a dare una mano alla famiglia, collaborando un po’ con tutti, specialmente con la nonna Maria, contrastando bonariamente a parole di tanto in tanto alle domande della mamma , mettendola  in difficoltà provvisoria è un po’ “bastian contrari” e ciò, è dovuta all’età,  ma la mamma si sa,…sorvola alle provocazioni!  Vendemmiando con Mirella che è la padrona e direttrice di casa, (detta anche Mussolini dai familiari), si scoprono e si imparano molte cose, ti spiega come coltivare i vigneti, quali sono le anomalie e i segreti per rintuzzare le malattie delle viti, le astuzie per programmare una buona vendemmia ma con l’andare del tempo, ho scoperto di avere accanto una professoressa  chirurgo, anzi ,una chirurga di uva moscato coi fiocchi!


Mirella
Marco


















Lungo i filari, mentre poti, si trovano ingarbugliate matasse di grappoli talmente compatte  che solo un abile potatrice come lei può dipanare ed io non mi cimento con le mie forbici perché rischierei di rovinarli e spargere molti acini, perciò, lei gentilmente fa il chirurgo ed io” l’assistente senza mascherina!” La professoressa chirurga Mirellina interviene con le sue manine  inguantate munite di “giuriòn in dialetto piemontese o forbici” a penetrare nel ventre delle corpose matasse, tagliando e sezionando come si fa con il paziente senza fare danni, cesella e stacca in un baleno i grappoli, estraendoli  uno per uno come  fossero sassolini di una cistifellea, manovrando con facilità e semplicità l’attrezzo per potare  come un vero bisturi da chirurgo, questa abilità è dovuta a una grande manualità, esperienza  e passione;… cara Mirella hai sbagliato mestiere, dovevi fare il chirurgo d’ospedale, facendo svuotare ai pazienti prima dell’intervento, il “pitale”!!

                    
                                           Con stima  e  simpatia  Colli  Tibaldi  Antonio-
                                                     Ottobre  2016—Nizza  Monferrato