sabato 5 agosto 2023

RICORDANDO IVO TORTI

 

                                             IN  RICORDO  DI  IVO TORTI


IVO--ALBERTA "BILLI"
NEL  GIORNO
DEL LORO MATRIMONIO

CIAO "IVO",  PER LE VIE INFINITE DEL CIELO SEI RITORNATO DALLA TUA AMATA "BILLI" COME TU DESIDERAVI QUAND'ERI ANCORA IN VITA!



                          CON COMMOZIONE,  AFFETTO  E  STIMA,  SARAI  SEMPRE                                       nel    MIO     CUORE!! TUO  COGNATO  ANTONIO!

                                                   NIZZA  MONFERRATO  IL  5-08-2023

lunedì 24 luglio 2023

ANEDDOTI

                                                                  

                                                                    ANEDDOTI



Alla sera leoni al mattino pelandroni.
Chi dorme con i cani si sveglia con le pulci.
Chi va a cavallo da giovani va a piedi da vecchio.
Il lupo non genera agnelli.
Non dire gatto senza che tu l'abbia nel sacco.
12 galline e un gallo mangiano come un cavallo.
In mancanza di cavalli trottano gli asini.
Le lungaggini diventano come le bisce.
A S. Sebastiano la violetta in mano.
A Santa Lucia il giorno più breve che ci sia.
Il cavallo senza sprone è come una barca senza timone.
Chi fa di testa sua paga di tasca propria.
A S. Michele le castagne incominciano a cadere.
Il ferro va battuto fin quando è caldo.
Il vino è il latte dei vecchi.
Le cipolle diventano grosse quando prendono neve sulla schiena.
I buoi vanno piano ma la terra li aspetta.
I bocconi migliori finiscono sempre in bocca al lupo.
I debiti sono come i conigli.
I morti fanno terra i vivi fanno guerra.
Marzo asciutto grano per tutti.
Mentre il cane si gratta la lepre scappa.
Anno di vespe anno di vino buono.
Quando finisce i sambuco le galline stringono il buco.
Il vero amore è come i fantasmi tutti ne parlano ma pochi l'hanno visto.
L'estate di S. Martino va dalla sera al mattino.
Gallina che canta ha fatto l'uovo.
Sacco vuoto non sta in piedi.
Se il cavallo è bello non guardare ne la razza ne il mantello.
Se il gallo canta fuori orario se è sereno diventerà nuvoloso.
Se il gallo si gratta il didietro la pioggia non può tardare.
Se le mosche pungono il tempo cambierà.
Se il vecchio potesse se il giovane sapesse.
Se nevica ai Santi tutto l'anno i buoi nei campi.
Se gli alberi fioriscono prima di mettere la foglia avremo frutta da togliere la voglia.
Semina i piselli a S. Maurizio e ne avrai a tuo capriccio.
Non aspettare a fare domani cosa puoi fare oggi.
Molte foglie poca uva.
Caga più un bue che 100 rondini.
E' meglio un asino vivo che un medico morto.
La roba dei campi è di Dio e dei Santi.
Sono Pippo e volo diritto se vedo un lumicino butto un bombolino se vedo un lumicione butto un bombolone.


nb: ai posteri l'ardua sentenza!

                                                            C.T.A-Willy







TRATTO DAL LIBRO DELLA SAPIENZA

 

                                              TRATTO  DAL  LIBRO  DELLA  SAPIENZA



Siamo nati per caso e dopo saremo come se non fossimo stati.
Il pensiero è una scintilla nel nostro cuore. Il nostro nome con il tempo cadrà nell'oblio e nessuno ricorderà il nostro operato. La nostra vita è passata come traccia di nuvola si è dissolta come nebbia messa in fuga dai raggi del sole. Passaggio di un'ombra è infatti la nostra esistenza e non c'è ritorno quando viene la fine.




nb: ai posteri l'ardua sentenza!!

domenica 16 luglio 2023

FESTA PATRONALE DI QUATTORDIO

FESTA  PATRONALE di  QUATTORDIO  S.PIETRO   PAOLO


Ogni anno si festeggiano i Santi Pietro e Paolo alla Festa Patronale di Quattordio  il 29 Giugno, mio paese adottivo. Quest'anno i festeggiamenti sono iniziati il 23 Giugno, perché il 29 scade di Giovedì, perciò le feste vengono anticipate, l'avvenimento per Quattordio è molto importante, durante la pandemia il paese aveva perso di colpo iniziative, sospeso tutte le attività e le festività predisposte, rallentando la ripresa  com'è capitato in tutti i paesi d'Italia. Dopo questo lasso di tempo  circa tre anni, già dall'anno scorso si è ritornati alla normalità riprendendo tutte le festività in programma festeggiando la 46esima "Sagra dei Sicòt", tradotto in italiano "Festa degli Zucchini", organizzata dalla Pro-Loco col contributo del Comune.


Zucchine

Sicòt = Zucchine








Il paese ha ripreso vigore, vivacità, pianificando musica, arte, cultura locale, attuando prose teatrali, allestendo mostre fotografiche, accompagnando i cittadini con visite guidate alla Chiesa Parrocchiale di S.Pietro,


Chiesa Parocchiale S.Pietro

mentre a livello sportivo si è tracciato percorsi di 30km per gli appassionati di bicicletta e un "autogiro con "vetture da rally" e molto altro!


vetture da Rally

Buona parte della festa è sempre stata radicata nel cortile di Palazzo Sanfront, sede del Municipio, è un bel edificio restaurato negli anni 2000' e adibito a Uffici Comunali, non è più la brutta copia degli anni 50' quando io, qui abitavo,...che ricordi!!! Sono ricordi d'infanzia belli e lieti, teneri e sereni senza grilli per la testa.


PALAZZO  SANFRONT

PALAZZO  SANFRONT

La mia famiglia si trasferì in questo luogo nel 49', io avevo 2anni e da ingenuo bambino ho vissuto trastullandomi in completa armonia in quel tessuto sociale  tra persone perbene, educate, ospitali, rispettose, un po' timide, riservate, tra operai, impiegati, contadini, muratori e a tu per tu si conduceva una vita uguale, parallela, senza traumi, con brave persone e bravi vicini di casa saldando amicizie fra famiglie. Vivere in quel cortile con tante pietre incastonate nel terreno, si giocava a pallone con i coetanei, a scatola, a nascondino sui solai, maneggiando fionde e cerbottane, si rideva, si bisticciava, si scherzava e con le nevi abbondanti d'inverno ci divertivamo a colpirci con le palle di neve mentre i passeri zampettavano sulla soffice neve in cerca di briciole.


con coetanei a palle di neve

Seduti sui gradini di pietra dell'antico scalone di Palazzo Sanfront, eravamo  attenti e sorridenti nel sentire raccontare storie incredibili dal nostro compagno di giochi Gianpaolo Calligaris  con eloquenza intrigante, teatralità e voce da affabulatore, lasciandoci a bocca aperta.


 scalone di Palazzo
 Sanfront
Gianpaolo Calligaris

Tornando alla festa, la sera più gettonata è di sabato  con la cena servita dalla Pro-Loco, è la serata nella quale si mescolano più persone del paese con gente che arriva  dai paesi limitrofi e da alcune città Piemontesi e non, dove s'incontrano famiglie, parenti, amici e compagni di vecchia data, di leva, di scuola, di lavoro, di pensionati i quali si ritrovano dopo anni di assenza  con allegria, commozione, si scambiano i saluti e si tengono compagnia raccontandosi il "passato", sono incontri che cementano sempre più la vicinanza e l'amicizia!


cena serale a Palazzo Sanfront


le graziose operatrici della Pro-Loco


le graziose operatrici della Pro-Loco


operosi aiutanti
della Pro-Loco


operosi aiutanti della Pro-Loco


 
Nel cortile Sanfront noto le tavolate già ben disposte, allineate, ordinate, arredate da sedie e panche e dalle 20 in poi i tavoli sono occupati da numerose persone pronte a cenare e la serata prosegue in un tripudio di voci, risate, esclamazioni, un vociare continuo, insistente, mentre qualcuno,...non riconoscendo la persona accanto gli pone la classica domanda: ma tu chi sei, da dove vieni, cosa fai?, qualcuno gli ricorda il nome, il luogo dove abitava nel quartiere, le fisionomie col tempo cambiano, si alterano confondendo i connotati ed allora con commozione si stringono le mani e sorridendo si abbracciano dandosi pacche sulle spalle e continuando a mangiare ricordano "i bei tempi andati"!!


tavolate ordinate



cena  serale a Palazzo  Sanfront

 Seduto ad una tavolata imbandita con gli amici di sempre tra i quali Gianni Tedeschi, Elio Fracchia, Domenico Damasio, commentiamo l'andazzo della serata, curiosiamo tra la folla tentando di rintracciare persone che da tempo non vediamo.


con gli amici Fracchia Elio e Tedeschi Gianni

A 360° si nota la moltitudine di persone al proprio tavolo, il vocio è sempre costante, le risate e i sorrisi idem, sono tutti indaffarati a mangiare e parlare; noto tante persone della "vecchia guardia" fra i quali: i Venezia, i Cavallero, la vivace Carla Cordero, i Tedeschi, i Fiori, i Devecchi, i Conti, i Fracchia, la cara Irma Rangone, la brava Luigina Zallio, le simpatiche sorelle Rita e Luisa Codrino, Anna Iamoni, i Decarolis e tanti altri, buone e brave conoscenti del "bel tempo che fu"!


cena  serale a Palazzo Sanfront


cena  serale a  Palazzo Sanfront

Mentre proseguiva l'evolversi della festa e parlottando del più e del meno, i ricordi affluivano in continuazione nella mia memoria la vita trascorsa nel cortile Sanfront dove abitavoInfatti alle mie spalle c'è l'alloggio dove risiedevo, ora sede della Pro-Loco e guardando con commozione quell'antica dimora dove ho vissuto a contatto con i genitori e sei fratelli. Ricordo alla sera quando eravamo tutti e otto a tavola a cenare con quel poco che avevamo: un piatto di minestrone, qualche volta polenta e latte, il pancotto e quando c'era qualche soldo in più mio padre si prodigava a preparare le cotolette alla romana per noi era una leccornia, il suo piatto preferito era il "pollo alla diavola" e gli involtini di prosciutto annegati nel brodo che si solidificava al freddo sul davanzale della finestra diventando gelatina! Cucinava sempre lui, un uomo discreto, riservato, semplice di poche parole, una persona buona, mai uno sgarbo, mai un rimprovero ma "ligio al dovere"! 

Era il primo ad alzarsi al mattino servendo il caffè a letto per tutti noi e poi riprendeva il suo lavoro alla Inves, il suo difetto?,...fumava sempre e di fumo si spense per sempre, aveva 71anni!! Le uniche persone che non conosciamo, ovviamente sono i figli dei nostri amici e non, qualcuno ce li presenta, non tutti sono alla festa, sono giovani che lavorano fuori dal paese o che studiano nelle università di qualche città lontano dai loro familiari o sposati con famiglia, tutto ciò che vedo si immagazzina  nella mia mente come un film, mentre la serata si esaurisce, verso  mezzanotte la gente pian piano si sparpaglia per ritornare alle loro dimore e mentre il suono della band che è alle nostre spalle continua a suonare e cantare a ritmo di ballo moderno, la gente in pista continua a danzare; la notte avanza e ognuno di noi saluta questo e quello augurando di ritrovarci al prossimo anno alla stessa festa.


pista  da  ballo

Io e Domenico ci rechiamo ancora al bar della piazzetta presso la Scuola Elementare per un caffè o un aperitivo

bar della piazzetta

Scuola Elementare


intrattenendoci ancora un po' con altri conoscenti commentando i fatti trascorsi e presenti e dopo circa un'oretta li saluto e ritorno con la mia auto felice e contento verso Nizza Monferrato dove abito!!


                                          

                                       Con  Affetto, Stima e  Simpatia - WILLY

                                       NIZZA  MONFERRATO  IL  29-07-2023/24

lunedì 10 aprile 2023

Quando Il Gatto chiama e ti guarda negli occhi

 

                    Quando il gatto chiama e ti guarda negli occhi


Ho un gatto di una certa età, ha 15anni di vita felina che equivale a 76 anni umani, guarda caso ha la mia età, perciò siamo compagni di viaggio della nostra vita, un felino e un umano, formano  un legame affettivo e un attaccamento, verso un futuro incerto ma pieno di soddisfazioni, i gatti si affezionano a chi si prende cura di loro anche se sono tacciati di essere freddi, distanti e indipendenti.


IL  MIO  GATTO

 Ultimamente è un po' rincoglionito come tutti  gli anziani umani, sarà la vecchiaia, sarà la solitudine felina, ma ha voglia di coccole a modo suo e solo da chi vuole, cioè dalla padrona Graziana, mentre io allungo la mano per qualche carezza, lui si scosta allungando la zampa come arpione  sul mio braccio punzecchiandomi con le sue unghiette acuminate. Il mio gatto è molto indipendente e credo siano tutti gli altri è la loro indole di libertà. 

Imperturbabile  gironzola di notte, di giorno sempre nei paraggi della nostra casa, ormai è domestico, (ma non maggiordomo!).


sonnecchia  sul  letto

 Non si stacca mai da noi, sa che c'è da mangiare, da bere e molto altro, oltre a sonnecchiare sulla sedia, sul divano, sul tavolo, sulla piattaia, sul letto e sul tappetino ai piedi del medesimo, la vicinanza e il contatto fisico sono per il micio un segno di affetto.


dorme  sul  tavolo


 
l mio felino è invecchiato, quand'era più giovane era agile e scattante, saliva e scendeva dagli alberi in giardino saltando da un ramo all'altro, cacciando uccelli, topi, lucertole, era  un abile predatore. Sovente è in casa per dormire, curiosare negli armadi e giocherellare raramente con qualche ninnolo, fa le fusa con il suo flebile "ron ron" quando mia moglie lo accarezza, con un po' di coccole  lui va in giuggiole, c'è un certo feeling. 
Di notte dorme  ai piedi del nostro letto ma sempre dalla mia parte, perché? perché sa che quando ha fame o vuole uscire mi chiama  con un miagolio stridulo, certe volte acuto, assillante, penetrante, lamentoso, uno, due, tre volte non da strappalacrime ma da rompiscatole, con una vocina ribelle, determinata come dire sbrigati e se  non lo senti o fai finta di niente il micio che fa?

 

dorme  sul tappetino

Ti salta in grembo sul petto pesantemente uno, due, tre volte fin quando ti sveglia e  salta anche sul petto di mia moglie la quale grida per lo spavento svegliandosi improvvisamente, fin quando non ti vede scendere dal letto e lui prontamente mi fa strada con la coda eretta come una bandiera  giù per i gradini della scala, (la nostra camera è al piano superiore) fino al garage dove l'aspetta la ciotola colma di leccornie. 

Mangia avidamente e poi con un balzo entra nel lavello che utilizziamo per lavare i panni e si accosta al rubinetto dove scendono lentamente piccole gocce d'acqua e lui con la sua linguetta le lecca con avidità invece di bere nella sua ciotola, a questo vizio!  

Tutto questo tramestio succede quasi sempre nel cuore della notte tra le 4 e le 5 o tra le 6 e le 7 del mattino. Ho il sonno leggero,  il mio udito è sempre allerta mentre la consorte  continua a dormire, il gatto  ne approfitta perché sa! Intuito, intelligenza, chissà cosa pensa come agisce il suo cervellino,  se elabora un pensiero e deduce, il gatto ha una memoria a lungo termine, così dicono gli esperti del campo felino. Dopo un po' risale le scale e rientra nella nostra camera e si accoccola di nuovo sul tappetino sempre dalla mia parte e si addormenta.


dorme di nuovo sul tappetino

 
Verso le 8 mi sveglio e lui idem, la prima cosa che fa salta sul letto e si appoggia sul petto della mia consorte allungandosi con tutto il suo corpo con flemmatica leggerezza, se ne sta lì statico come una sfinge egizia col musetto dirimpetto al viso di mia moglie, vuol dire che esprime grande fiducia e amore, nel frattempo con delicatezza l'accarezza, lui gode di quelle coccole improvvisate e si sdraia ancor di più, lui stravede per questi gesti.


quando il gatto ti guarda
negli occhi

 Dopo un po' rivolge lo sguardo verso  me e chiude gli occhi, significa che ti vuol bene e ti premia con un ron-ron e io con le mani che spuntano dalle coperte gli faccio cenno come dire: dai vieni, vieni da me e allora capisce e si sposta e si mette a suo agio sul mio petto strofinando la sua testolina sulle nocche della mia mano sinistra, mentre con l'altra, con il dito indice gli gratto delicatamente la gola, il mento, il nasino e lui contento allunga il collo, capisce che gli vuoi bene mentre il suo faccino è a una spanna dal mio e mi fissa negli occhi con i suoi semichiusi come due fessure da assassino che ti guardano di sottecchi come due persiane chiuse come dire qui sto bene e da qui non mi muovo, dimostrando che sei importante nella sua vita e che ha bisogno di te. Chissà cosa pensa in quel lasso di tempo, sempre se il loro cervellino contempla e si arrovella sul da farsi; ogni tanto allunga la zampina appoggiandola sul mio mento artigliando la mia ispida barba mentre l'altra l'appoggia delicatamente  sulla mia spalla, tento di accarezzarlo, vuol dire che si è stancato di stare  solo e  ha bisogno della nostra compagnia. Ha una bella testolina e mentre gliela  gratto, spalanca gli occhi belli e mi guarda intensamente come se volesse ipnotizzarmi ed io gli sorrido e col dito gli sfrego il nasino, mentre i suoi bei baffi grigi detti anche vibrisse se ne stanno orgogliosi lisci e distesi ai lati della sua boccuccia pronti a richiamare la sua attenzione per evitare  ostacoli e impedimenti di ogni genere, questa è la loro funzione! Dopo un po' che ti fissa con quei grandi occhi con un balzo si sposta nuovamente sul petto di mia moglie mentre io mi alzo per preparare il caffè e allora scende dal letto e  mi segue giù per le scale, apro la porta d'ingresso e finalmente esce e non ci rompe più i maroni per un po' di tempo!


CON IRONIA E SIMPATIA,  WILLY

NIZZA MONFERRATO--10-04-2023


domenica 22 gennaio 2023

L'ULTIMO CAPODANNO DA SCAPOLO


                  L'ULTIMO  CAPODANNO  DA  SCAPOLO


 Era il 31 Dicembre del 1972, ultimo giorno dell'anno! 

Che bei tempi! Il tempo di un mondo ormai scomparso ma non per la festa che doveva accadere come sempre accade per capodanno ma il modo con la quale si svolgeva e si concludeva  con semplicità, educazione e ingenuità! Capodanno l'abbiamo festeggiato a casa dell'amico Gianni Tedeschi, erano le ore 21, una serata indimenticabile! Tutto era pronto: dal cibo, ai dolci, ai pasticcini, dal panettone al vino spumante, il giradischi era già in funzione con i dischi in vinile impilati sul tavolino accanto, mentre una  lenta canzone avvincente si propagava nell'aria un po' soffocata dal nostro vociare gioioso e festoso!


inizia la festa


Nel salotto i preparativi erano al culmine; Gianni era in compagnia  della fidanzata Piera, l'amico Elio con un'amica, io, Giancarlo, Pino, Renato e  altri compagni che non ricordo i nomi, confabulavamo con alcune amiche quattordiese del nostro gruppo, però aspettavamo con ansia "il colpo grosso", alcune ragazze di Nizza Monferrato, quattro amiche che  avevamo conosciuto tempo addietro nei locali da ballo di Mombercelli e Calamandrana e le avevamo invitate qui a Quattordio in casa del nostro amico Tedeschi, mancava solo Domenico che purtroppo si prese l'influenza! Intanto fuori nevicava  che Dio la mandava, i rari lampioni ai lati della strada indicavano la  fitta  neve che scendeva lentamente, il dramma era: che  le ragazze nicesi non erano ancora arrivate, il dubbio incominciava ad insinuarsi nei nostri pensieri, purtroppo il tempo non era favorevole, Nizza era distante 20 km dal nostro paese, loro avevano la 500 come auto e come tutti noi giovani in quel periodo era l'automobile più in voga e più usata e aspetta, aspetta,... arrivò le ore 22! Fuori, il tempo era sempre lo stesso, la neve  imperversava e mi son detto fra me, sta a vedere che non vengono, avranno paura di affrontare il viaggio, allora non esistevano i cellulari per poter comunicare, però non ci abbattemmo, speravamo ancora,... intanto il giradischi andava a pieno volume, con canzoni per balli lenti e veloci, che più  ne ha più ne metta. 

Ad un certo punto io e un amico non mi ricordo chi, decidemmo di andare  incontro a loro verso la stazione di Masio da dove sarebbero arrivate e con la nostra 500  ci avviammo  incrociando le dita, mentre la neve  continuava a cadere in una danza morbida e lieve che appannava il tergicristallo della vettura, mulinando nell'aria e posandosi al suolo che si andava imbiancando di un tappeto soffice e morbida come il vello dell' agnello appena nato e facendo scorrere il tergi per pulire il vetro dell'auto, scrutavamo con  ansia la strada per verificare se in lontananza arrivava sta  benedetta vettura!


ragazze festose a Capodanno


Lungo la strada non c'era anima viva, il buio della notte densa di neve dominava il silenzio, mentre la via era illuminata dai fari della nostra auto, infine col primo accenno di sconforto ecco apparire come in fondo ad un tunnel, una fioca luce verso di noi che man mano si avvicinava e si intensificava e con grande euforia capimmo che erano loro mentre il fascio di luci dei fanali  si fecero sempre più abbaglianti, procedevano lentamente in quella notte oscura, ragazze coraggiose che sfidavano nel ventre della notte l'intemperie incombente e rallegrandoci all'unisono, facemmo strada  fino alla casa di Gianni.


finalmente arrivano!


La serata proseguì con schiamazzi, allegria, contentezza, con balli, canti, risate, barzellette, mangiando, bevendo, ridendo, sgranocchiando dolci sorridenti, intrecciando  con ingenuità, sentimenti, emozioni, adulazioni e promesse future.

festa di Capodanno si mangia!


 Conoscevo già con  assidua attenzione una delle quattro amiche che diventò in breve tempo  la ragazza del cuore di nome Graziana e dopo un anno e mezzo diventò mia moglie nel luglio del 1974 , il destino ci aveva messo lo zampino! (c'è anche la rima!).

 

balli lenti a Capodanno-1972'


 
balli lenti a Capodanno-1972'


E' stata una serata memorabile, fantastica, allo scoccare della mezzanotte, i tappi delle  bottiglie di spumante col botto schizzarono in aria mentre i fuochi d'artificio esplodevano in paese e dintorni nel cielo a indicare l'inizio del nuovo anno, l'anno nuovo di 50anni fa, brindando tutti insieme elevando i nostri calici con gioia e commozione!


fuochi d'artificio in paese e dintorni


si brinda all'Anno Nuovo

E' stata una notte  romantica, avventurosa, era l'anno in cui eravamo ancora ragazzi di leva del 47-48 e qualcuno del 50, giovani vivaci, gioiosi, allegri, sorridenti, scherzosi, semplici, non pensavamo al futuro della nostra vita, ma solo al presente, mentre  ora, sto descrivendo quel passato racchiuso nel ricordo  meraviglioso  di un Capodanno trascorso da scapolo di 50anni fa! 


fuochi d'artificio brindando all'Anno Buovo-1972'


      

                                           Con  Affetto e Simpatia,  WILLY!!

                                             Nizza  Monferrato-  il  22-01-2023

venerdì 6 gennaio 2023

L'UOMO COL BASTONE--OSPEDALE DI ASTI

 

                                                   L'UOMO  COL  BASTONE


Dalle mie parti c'è un uomo che tutti i giorni cammina lungo il viale principale del paese col suo bastone da passeggio portafortuna, così dice lui. Un bastone nodoso, robusto con manico ricurvo argentato, non è un bastone qualunque , non per ciechi, ma per suo diletto.


L'uomo col bastone

Gli piace camminare lentamente al mattino di buon'ora, muovendo le gambe robuste coperte da pantaloni normali di colore beige dai tubolari abbondanti, con indosso un giaccone antivento, antipioggia di colore grigio sbiadito come il suo viso. Porta occhiali insignificanti dalle lenti grandi e spesse, quando t'incontra accenna un piccolo sorriso indecifrabile come se fosse una smorfia e ti saluta con quegli occhi acquosi da pesce lesso senza dire una parola, sono i suoi occhi inconcludenti che parlano come il guizzo della coda di un  pesce! 

L'unica cosa bella che indossa è un bel paio di scarponi ai piedi, li calza come se dovesse scalare le montagne, in testa porta un cappello per metà da sole e l'altra metà da pioggia dal colore indefinito, un cappello da usare secondo il tempo, cioè sempre, ed è calcato sulle 23, chissà perché!..(c'è anche la rima!) E' alto di statura e corpulento come fisico, l'età è di circa settant'anni, cammina sempre adagio e guarda a caso, invece di avviarsi sul marciapiede destro della strada, si sposta quasi in mezzo alla via, come se volesse farsi investire da un'auto, alcune volte si mette di traverso, non ha il senso dell'orientamento è ridicolo e buffo nello stesso tempo; si muove lentamente e faticosamente, le sue robuste gambe sono come le zampe di un elefante e con il suo deretano spesso come un materasso compromette il suo passo, la sua andatura è molto lenta, arrivando al centro del paese allo scoccare delle 12,...e addio pranzo!!

                                                     OSPEDALE   DI  ASTI

Ospedale di Asti-entrata

Seduto sul muretto prospiciente all'entrata dell'ospedale di Asti, osservavo l'andirivieni delle persone che entravano e uscivano in continuazione attraverso la porta scorrevole d'ingresso in vetro e sciamavano dall'edificio in tutte le direzioni.


Entrata Ospedale

Era un pomeriggio d'estate e stavo aspettando la moglie che uscisse dall'ospedale, era da un pezzo entrata per recarsi ad una visita prenotata da tempo. Nel frattempo, appoggiato al muretto circondato da molteplici aiuole verdeggianti  con qualche fiore  qua e là, osservavo il via vai della gente che entrava e usciva   da quella famigerata porta scorrevole. Con meraviglia notavo il passaggio di alcune persone vestite in un certo modo, chi gesticolava, chi parlava ad alta voce, chi fumava, chi rideva, chi parlava al telefono, chi canticchiava con un gruppo di amici, chi spingeva carrozzelle con persone disabili e non, chi zoppicava, alcune di loro erano sedute su panchine provvisorie, piazzate apposta nel giardino dell'ospedale e chiacchierando animatamente con il cellulare in mano, tutto sembrava surreale, eppure era una giornata normale di chi doveva recarsi in questo edificio per vari motivi. Dopo un'oretta circa  mi alzai per far due passi, sgranchirmi le gambe, sul viso portavo occhiali da sole e da lì con curiosità intravedevo il proseguire delle persone. 

Il tempo scorreva lentamente,  mia moglie  non compariva ancora, provai telefonargli, ma nessuna risposta arrivò, voleva dire che era ancora impegnata, allora m' incamminai  nei paraggi girovagando qua e là, a guardarmi attorno, adocchiando sempre l'andirivieni della gente e in un secondo tempo mi sedetti di nuovo, curiosando, osservando, e ad un certo punto si mise accanto a me un signore qualunque su per giù della mia età e cominciò ad attaccare bottone parlando del più e del meno, le solite cose, il tempo, il governo ladro, la politica da schifo, l'agricoltura che va a ramengo, la siccità e via dicendo, fin quando il rompicoglione se ne andò per i fatti suoi e finalmente mi rilassai! In quell'istante uscirono due persone di una certa età, un uomo e una donna, forse erano marito e moglie o fidanzati, o amanti chi lo sa; l'uomo era claudicante  con due stampelle sotto le ascelle, forse aveva subito un trauma agli arti inferiori dopo un incidente, mentre la donna poggiava la mano sul pomello del bastone da passeggio e confabulavano tranquillamente fra loro stando attenti  di non incespicare camminando. La maggior parte delle persone portavano la mascherina appiccicate al naso, alla bocca, nel frattempo uscì un giovanotto robusto dal fisico prestante, vestito con una maglia di colore blu a mezze maniche indossava un paio di pantaloni corti di colore nero abbinati ad un paio di scarpe bianche sportive con in testa un cappellino nero da baseball con visiera, gli auricolari gli pendevano dalle orecchie, le gambe erano belle robuste, aveva un bel viso, ogni tanto gesticolava ritmando le canzoni che ascoltava, sembrava un pavone ruspante  che faceva la ruota in mezzo alla gente per farsi notare. 

Dopo un po' uscirono dalla solita porta scorrevole, una madre e una giovane ragazza molto belle, la madre era un bel figurino vestita molto sobriamente, mentre la ragazza credo sia stata la figlia per via del viso molto somigliante alla donna, anche lei era ben vestita, ma purtroppo fisicamente il suo posteriore era sproporzionato, il suo sederone era imprigionato in un jeans nero che lo evidenziava ancor di più! Subito dopo, uscì una donna orrendamente vestita; aveva stivaletti neri ai piedi dal tacco alto e consumato, pantaloni aderenti neri, una maglia gialla da "mille e una notte", con in testa  un cappellino giallo pure lui da spaventapasseri, capelli biondi, un rossetto vistoso sulle labbra, il viso pieno solcato da rughe, gli occhi strabici, una borsetta nera nella mano destra, il cellulare nella sinistra e continuava a parlare e sorridere con la sua amica a fianco, pure lei vestita male, una coppia male assortita ma nello stesso tempo dall'aspetto simpatico! Poco tempo dopo uscì una ragazza carina che spingeva una carrozzella e seduta c'era una donna anziana, ogni tanto agitava una mano per indicare alla giovane dove andare, non so se se era una badante o la nipote o una conoscente che si prestava alla bisogna. Il bello del vivere quotidiano delle persone è quando ti trovi in certi momenti della giornata a condividere azioni, emozioni, movimenti, di trovarsi in un certo ambiente circondati da persone che non conosci che però guarda a caso seduti in un angolo di un caffè o di un bar, o di un giardino pubblico, o in treno e tanto altro, ti viene voglia di guardare, scrutare e sorridendo descrivere tanti fatti della giornata con simpatia, allegria, ironia,  non siamo tutti uguali ed è questo il bello della vita!

 

                                      Con  simpatia  e  ironia,  " WILLY"!

                                           Nizza  Monferrato--6/01/2023