giovedì 16 novembre 2023

RICORDANDO FRANCO SEMENZIN



                                   RICORDANDO  FRANCO  SEMENZIN 



FRANCO  SEMENZIN


Si è spento all'età di 79anni Franco Semenzin, "Collezionista e creatore del noto Calendario Storico del Monferrato", diventato ormai una tradizione. Lo ricordo non come un vecchio amico ma per un conoscente improvvisato che capitò sulla mia strada una mattina autunnale di Domenica di alcuni anni fa a Nizza Monferrato  al "Mercatino dell'Antiquariato"  tramite un amico; è il ritrovo per la gioia dei vari collezionisti che vanno in cerca dei vari oggetti esposti sulle bancherelle : dalle cartoline alle figurine, dai francobolli alla numismatica, dai fumetti ai libri e così via, chi più ne ha più ne metta, lui era un collezionista a tutto tondo, come ho saputo dopo. Ci trovammo in un piccolo bar a prendere un caffè, io, Gianni Tedeschi e Franco Semenzin. Era  un  collezionista delle figurine Ferrero e di tanti altri articoli e mi disse che per  caso aveva letto il mio  racconto sul mio blog dove ricordavo le prime figurine Ferrero che acquistavo da bambino nel mio paese in un piccolo negozietto e sui cioccolatini avvolti di carta stagnola gialla, erano incollate la serie dell'epopea garibaldina di cui andavo orgoglioso, dicendomi  di inviargli il testo per via email, perché voleva inserirlo nel suo libro intitolato: "UN MONDO DI FIGURINE  1946-1970" nel capitolo testimonianze, (vedi pag.32) e di conseguenza appena stampato me lo regalò, il meraviglioso libro di ricordi e testimonianze, lo tengo nella mia libreria in bella vista come un gioiello.

UN MONDO DI FIGURINE

  

UN MONDO DI FIGURINE

Perciò io lo conobbi quella mattina, aveva un modo di fare, di gesticolare e di parlare , affabile, schietto, disponibile, di buon carattere, pacato, colto, sorridente, si esprimeva con fare garbato, avrò per Te caro Franco un affettuoso e dolce ricordo. Dopo un lasso di tempo con l'amico Tedeschi che lo conosceva bene, l'andammo a trovare a "Oggeri " fraz. di Viarigi nella sua residenza, ci fece vedere alcune sue collezioni e tante altri oggetti, nel frattempo ci raccontò a grandi linee la sua vita  adolescenziale fino a raggiugere lo zenith. 

Nato a Viarigi in un paesino del Monferrato dove ha trascorso gran parte della sua infanzia, nel periodo in cui frequentava le elementari ad "Accorneri " una piccola fraz. del suo Comune, prima dell'ingresso a scuola insieme ad altri alunni assaltavano il negozietto del paese per acquistare il "cremino Ferrero da mangiare nello spuntino di metà mattinata, il divertimento proveniva dallo scambio delle tante figurine che tutti i ragazzi del paese collezionava. Per continuare gli studi dopo le elementari andò in collegio  Don Orione di Alessandria per 6 anni frequentò le medie e le superiori e anche in quella sede  trovò i prodotti Ferrero, circostanza che non solo lo riempì di gioia  ma gli permise in futuro di frequentare alcune mostre mercato specializzate nel settore Figurine  mettendo insieme una consistente raccolta,  conoscendo collezionisti di tutte la parti d'Italia e relative amicizie. 

Lavorò come progettista meccanico in Fiat Grandi Motori" e poi in Alfacavi di Quattordio  fino al 1997, fu responsabile dell'Ufficio Tecnico. Disse che da decenni raccoglieva testimonianze del secolo scorso dalle figurine alla pubblicità e gli oggetti più insoliti e curiosi che negli anni passati li utilizzava per illustrare i calendari della Croce Verde di Montemagno, era un uomo dalla memoria storica del suo paese, poliedrico  e pieno di risorse , un collezionista iniziato per hobby da ragazzo e dopo che ebbe descritto la sua cronistoria, scattammo una foto ricordo, ci salutammo e da allora non lo rividi più fin quando seppi della sua morte, quel ricordo mi rimarrà nel cuore e nella memoria.



da sx-Tedeschi-Semenzin- Willy-2017'


Con  stima e affetto  COLLI TIBALDI ANTONIO, WILLY.

NIZZA  MONFERRATO  16-NOVEMBRE-2023





venerdì 3 novembre 2023

GIACINTO, un soldato Italiano caduto sul suolo Francese per la Patria e la Liberta' nella Grande Guerra 1914-1918'

 

GIACINTO, un soldato Italiano caduto sul suolo Francese per la Patriala Libertà nella Grande Guerra 1914'-1918'

Giacinto, un soldato caduto sul fronte Francese il 16 Settembre del 1918' per la Patria e la Libertà. Giacinto Valfrè di Bonzo era nato a Torino il 19 Dicembre del 1899', studente del secondo anno di Giurisprudenza, nel 1917' fu reclutato al 23esimo Rg.to di Artiglieria, prestò servizio dal 1° Luglio al 15 Ottobre.


GIACINTO VALFRE'
DI BONZO-
1918'



TORINO--1918'
TORINO--2023'

 Nell'Aprile del 1918' fu nominato aspirante Ufficiale presso il 2° Rg.to Alpini, partiva per la zona di guerra per raggiungere la trincea dello Stelvio e ci rimaneva fino alla fine di Luglio. Mandato in Francia nel mese di Agosto con il grado di Sottotenente presso il 20° Rg.to di Fanteria  che faceva parte del II Corpo D'Armata comandato dal Generale Alberico Albricci, il 7 Agosto  fu dislocato nel settore dell' Aisne nell'Argonne della Francia Nord-Orientale, al confine tra la Lorena e lo Champagne-Ardenne, nei dipartimenti della Mosa, delle Ardenne e della Marna, regione collinare coperta da foreste, boschi e campi.


Trincea sul Passo
dello Stelvio-
1918'

Trincea sul Passo
dello Stelvio-
2023'


Gen.le Alberico Albricci-1918'


AISNE--2023'





AISNE--1918'




zona delle ARGONNE-2023'
soldati in assetto di guerra
nelle foreste
dell'Argonne-1918'


zona dell'Argonne
vedi rettangolo rosso-1918'


Il 16 Settembre prese parte ai combattimenti con le truppe italiane nei pressi di Merval ex comune Francese situato nel dipartimento dell'Aisne della Regione Alta Francia a Nord di Fismes un piccolo paese  compreso nel dipartimento della Marna nella Regione del Grand Est, durante un violento bombardamento anche a gas, nell'occupazione di una postazione in condizioni particolarmente difficili, ferito il comandante della sua compagnia, assumeva il comando del Reparto che teneva in modo encomiabile per ardire e sprezzo del pericolo, finché una scheggia di granata lo colpiva gravemente all'addome, con ammirevole calma ed intrepidezza, incoraggiava i suoi uomini alla resistenza, ferito una seconda volta, dovette essere trasportato al posto di medicazione e in breve tempo trovò la morte.



FISMES-2023'
FISMES











FISMES--1918'



terreno di scontro-Merval
MERVAL-2023'







scontri presso il canale dell' Aisne-1918'


Il suo superiore il Maggiore Bezzicheri con emozione ne declamò le gesta con queste parole: il valoroso caduto ha compiuto eroicamente il proprio dovere, affermando col sacrificio della sua giovane e promettente esistenza l'ammirevole patriottismo, il profondo sentimento d'onore e di disciplina del nobile sangue Piemontese, nella storia del nostro glorioso 20° Rg.to insieme ai nomi di tanti prodi morti sulle terre di Francia, brillerà di fulgida luce anche quella di Giacinto. Con le seguenti parole di affetto, stima e condoglianze scritte dal Sacerdote Cappellano Militare Corrado Giuseppe alla Sig.ra Contessa Alberta Valfrè di Bonzo, mamma di Giacinto,  descrive gli ultimi istanti di vita del figlio e furono:  Giacinto era preoccupato per altro, dal pensiero di darle notizie delle sue ferite gravi,  le ottime doti e qualità del suo figliuolo furono così presto note che gli meritavano l'affetto e la stima di tutti e l'annuncio della sua morte fu un rimpianto generale, con la seguente motivazione veniva decorato sul campo della medaglia d'Argento al Valore Militare e della Croce di Guerra. Le perdite italiane furono di 5.418 uomini e l'11 Novembre 1918' fu raggiunto l'Armistizio, le spoglie mortali di questi Eroi riposano nel Cimitero di Blìgny fra cui anche Giacinto Valfrè di Bonzo. Tra gli italiani impegnati su questo fronte era presente anche un giovane ufficiale, Giuseppe Ungaretti che durante la sua permanenza sul fronte Francese scrisse la celeberrima e breve poesia: "SOLDATI, si sta come d'autunno sugli alberi le foglie"


GIUSEPPE  UNGARETTI  al  fronte -1918'

Giuseppe  Ungaretti -Poeta e Scrittore-1970

Nel Luglio 1918' la battaglia di Bligny  nel dipartimento della Marna nella Regione del Grand Est, avvenne sopra una collina alta 197 mt, significò l'inizio della fine dell'esercito Tedesco con l'arresto  e sconfitta della loro offensiva con l'apporto determinato e coraggioso dato dall'intervento Italiano del II Corpo D'Armata al comando del Generale Albricci su richiesta del Presidente Francese Georges Clemenceau, da Marzo 1918' fino alla fine della Guerra.


BATTAGLIA  di  BLIGNY

Collina di Bligny dove avvenne la battaglia-
1918'-2023'




BLIGNY-2023'

battaglia di Bligny-1918'











Il ricordo è un dovere, il destino caro Giacinto ti ha tolto troppo presto all'affetto della tua famiglia ma non ti toglierà dalla nostra memoria e dal nostro cuore. Il Sacrario italiano di Blìgny sorge sulle colline del dipartimento della Marna nei pressi di Reims, vedendo per immagini il bel Cimitero Italiano composto da molteplici croci ordinati in file infinite  una dietro l'altra come soldati, l'immensità dello spazio dove i caduti riposano, il grande silenzio che aleggia su quei combattenti, mi sembrava di sentire il bisbiglio dei sepolti, ricordando   quei poveri Eroi ignoti dispersi sui vari fronti,  senza cimiteri, senza lapidi, cerimonie, musei, monumenti, in quel momento emozioni e commozione mi pervasero. 



REIMS-2023'
REIMS

REIMS--1918'



SACRARIO  DI  BLIGNY-2023'






CIMITETRO  DI  BLIGNY-2023'


Caro Giacinto vorrei portarti un fiore sulla tua tomba lontana  è trascorso tanto tempo, vorrei perdere 10anni dei miei per donartelo, avrei voluto dirti tante cose, ma è rimasto solo il profumo, ti manderò un bacio, un saluto con il vento e una muta preghiera, so che lo sentirai anche se  non ci siamo mai conosciuti, ma io sarò lì col pensiero fra quei tumuli adornati da croci bianche con i vostri nomi scolpiti e immagino di camminare in questo grande Cimitero dove le tombe dei  tuoi commilitoni caduti abitano un'aiuola fiorita comune accanto a tigli profumati. Pensando al vostro eroico destino, caduti sul suolo Francese, lontani dalla vostra Patria e dai vostri cari, il mio cuore palpita sapendo delle vostre mitiche gesta intraprese nei vari combattimenti affrontando il nemico con ardore generoso siete riusciti a scacciare il male incombente per la Libertà. Siete i cari Eroi del passato che dopo anni di oblio qualcuno si ricorda e sfogliando alcuni testi di storia riporto nel presente le vostre antiche gesta, il passato torna a bussare alle porte della memoria, i ricordi dilagano e affollano la mente come ciottoli in movimento sulla rive del fiume. Senza saperlo, gloriosi eroi anche anonimi avete portato in terra di Francia non solo i valori del Risorgimento Italiano, ma anche la vostra abnegazione, il vostro coraggio e la vostra adattabilità a situazioni tattiche e di combattimenti differenti, il vostro sacrificio permise la Vittoria degli alleati l'11 novembre, alleviando la pressione sui vostri commilitoni rimasti in Patria permettendo la Vittoria del 4 Novembre 1918'. Caro Giacinto, tua Madre, la Contessa Alberta Asinari di S. Marzano quando seppe della tua morte improvvisa,  come un segno premonitore sentì il giorno prima del tuo decesso una fitta al cuore come un nefasto presagio, infatti il giorno dopo gli comunicarono la triste notizia, questo fatto me lo descrisse mia madre Onorina Valfrè di Bonzo figlia di mia nonna Alberta e sorella di Giacinto e di conseguenza mio zio; alla domanda di mandare le tue spoglie mortali in Italia, ella rispose stoicamente che rimanessi sepolto lì, in terra di Francia  per ricordare il tuo eroico sacrificio  come testimone d' amore per la Francia, per l'Italia  e la  Libertà.


Giacinto Valfrè di Bonzo



                             Con  Affetto, Stima  e  Rimpianto Tuo  Nipote,  

                                      ANTONIO  COLLI  TIBALDI--

                             NIZZA  MONFERRATO - IL  3-Novembre-2023'


martedì 17 ottobre 2023

LA SALA D' ATTESA

 

                                                               LA  SALA  D' ATTESA


Un venerdì mattina alle ore 8 ero all'ospedale di Candiolo in prov. di Torino nella sala d'attesa n° 7 per una visita di controllo, prenotata da tempo.

Ospedale  di  Candiolo

 Dopo aver espletato alcuni esami, nel frattempo l'infermiera mi disse di attendere nella sala per essere chiamato in un secondo tempo,  mi sono seduto su una delle sedie che facevano capolino con le altre distribuite lungo le pareti.


sala  d'attesa

 
Dopo un certo tempo ero attorniato da altri pazienti che, come me aspettavano di essere richiamati, l'attesa era abbastanza lunga e questo lo sapevo, l'infermiera di turno mi aveva avvisato come tutti gli altri che dovevamo aspettare in bel po', intanto per far passare il tempo scrutavo il mio cellulare e di sottecchi osservavo i movimenti delle persone presenti. C'era un uomo difronte a me,  continuava imperterrito a digitare il suo cellulare mandando messaggi a tutto spiano, lo notavo per via del movimento veloce delle dita che premevano i tasti e per ultimo col dito medio premeva invio e con i suoi occhiali appiccicati sul naso proseguiva come se niente fosse il suo maneggio.


sala  d'attesa

  Un altro alla mia sinistra si era addormentato con la bocca aperta emettendo un sibilo, la testa reclinata sulle spalle e ogni tanto si svegliava emettendo un grugnito e guardava qua e là e poi con le mani intrecciate sul grembo si appisolava nuovamente.


sala  d'attesa

 Sempre difronte, una bella ragazza dai capelli neri, lunghi, che gli cadevano sulle spalle con indosso una bella maglietta azzurra e un paio di jeans attillati,  ai piedi calzava un bel paio di scarpe sportive bianche, per ingannare il tempo, controllava il  cellulare, sorrideva e poi se lo metteva nella borsetta, accavallava le gambe e guardava in giro senza proferire parola ad alcuni.


sala  d'attesa

 Alla mia dx un signore leggeva la documentazione e i risultati delle sue analisi mediche racchiusi in una cartellina verde, aveva svariati fogli in mano e con un tic nervoso li rimetteva nella  custodia e poi la riapriva nuovamente sfogliandone il contenuto. 

Dalla parte opposta,  un tizio confabulava a bassa voce  con la moglie credo, la quale dopo un po' si alzò dalla sedia per passeggiare e sgranchirsi le gambe nel corridoio attiguo intrattenendosi con le infermiere di passaggio per attingere informazioni. 


corridoio  con  infermieri

C'era un uomo che, come è arrivato si è seduto ed ha iniziato a fare domande alla vicina di posto parlando ad alta voce, raccontandogli le sue peripezie ospedaliere, la donna che le era accanto dopo un paio di sorrisi e cenni di testa, infastidita si alzò e si allontanò in corridoio. 


sala  d'attesa


Una donna di mezza età,  stava in piedi con un foglio in mano appoggiata alla parete aspettando di essere chiamata, mentre accanto alla finestra della sala un signore di circa 60anni, osservava il grande balcone che si presentava ai suoi occhi, mi sembrava una persona educata, un po' timida, ben vestita che per tutto il tempo non aprì bocca, parlava al cellulare con voce flebile, capelli ben pettinati, fissava qualche volta le persone con occhi freddi di colore grigio come le nuvole, mai un sorriso, nemmeno un colpo di tosse, non so come facesse ad avere tanta pazienza a non muoversi e  non sgranchirsi le gambe, con indifferenza mi alzai e anch'io andai nel corridoio a far due passi scambiando qualche parola con l'infermiera di reparto.


corridoio  con  infermieri

 
Un paziente, stufo di aspettare si mise seduto con le sue lunghe gambe  di traverso un pò stravaccato, barba incolta,  capelli arruffati, età sulla settantina, stava con i piedi incrociati calzati da vecchi scarponi scoloriti e con aria annoiata e assonnata, volgeva lo sguardo distrattamente nella sala; accanto, due uomini parlottavano fra loro gesticolando e sorridendo come fossero  due amici di vecchia data. 
Una giovane ragazza sui 25anni, capelli scuri annodati sulla nuca a coda di cavallo, era intenta a leggere un libro che aveva fra le mani era molto impegnata nella lettura, sembrava talmente assorta che nulla intorno la infastidiva, ogni tanto si grattava la testa, si toccava un orecchio e dopo uno starnuto si soffiava il naso con un fazzolettino di carta, ma non mollava il libro.


sala  d'attesa

Una giovane donna era seduta con accanto due stampelle, forse aveva subito un  danno alla caviglia, infatti al piede dx aveva l'ingessatura e stava parlando al cellulare con un bel sorriso sulle labbra. Nell'angolo della sala c'era una coppia di anziani, marito e moglie, lei sulla carrozzella non so se era handicappata o avesse qualche impedimento alle gambe, l'uomo era alle sue spalle con le mani appoggiate ai pomelli e la spingeva  verso il corridoio e poi ritornava nella sala,  parlottavano animatamente a bassa voce, gesticolando e  sorridendo; 
 il comportamento generale di queste persone in quel momento temporale di quella mattina, opprimente, noioso, tedioso, aspettavamo con ansia di essere convocati  dal medico di turno, finalmente verso l'una mi chiamarono e dopo il colloquio  mi avviai verso l'uscita, passando prima al bar dell'edificio a prendermi un caffè e poi mi recai  alla mia auto parcheggiata, per recarmi verso casa.

parcheggio  auto  dell'ospedale

 
Quello che voglio dire, è che le persone radunate in una piccola sala d'attesa di un' ospedale si notano, gente di tutti i ceti,  proveniente da varie città e paesi della regione e altri da diversi luoghi d'Italia che si concentrano nelle varie sale d'attesa per sottoporsi a visite mediche  ed avere di conseguenza delucidazioni e approfondimenti sulle analisi emesse dal medico secondo le loro patologie. 
Un mondo di persone sconosciute che si studiano, si osservano, si confrontano,  si guardano negli occhi senza parlare, senza sorridere, il silenzio regna nella sala d'attesa per un breve periodo, ma alla fine quando qualcuno inizia a rompere l'incantesimo parlando col vicino di sedia o di posto, allora si abbassano le barrire dell'isolamento momentaneo della mattinata facendo pian piano conoscenza, confidenze, nascono amicizie e ognuno di noi esce da quella sala d'attesa, tra dubbi e incognite, sperando in ognuno di noi di avere in mano un futuro positivo e un sorriso in più.


Ospedale  di  Candiolo



CON  SIMPATIA, WILLY

NIZZA  MONFERRATO--17-10-2023

lunedì 2 ottobre 2023

L' AFFETTO E L' AMORE PER UNA PERSONA CARA

 

    L'AFFETTO  E  L'AMORE  PER  UNA  PERSONA  CARA

Un giorno andai in una casa di riposo a trovare un amico ricoverato da tempo, era già da un pezzo che l'avevo promesso  e mi aveva telefonato varie volte insistendo, voleva dirmi tante cose che gli erano successo in quel periodo. Era seduto sulla carrozzina, gli chiesi come stava, gli indicai la bella giornata, mi disse che si mangiava bene, che lo trattavano bene, ha delle amicizie e dorme nella stanza con un'altra persona molto socievole, lui è contento di vivere in questo luogo da novantenne, è la sua età.


alcuni ospiti della casa di riposo

 Nel frattempo gli allungai alcune vecchie foto che ricordano il suo passato quand'era giovane e bello in compagnia di belle amiche e baldi giovanotti, felici e sorridenti,  liberi e gioiosi, sorride nel vedersi accennando fatti, azioni e ricordi, "del bel tempo che fu", si emoziona, poi parla di fiori, della sua dentiera che fa un pò fatica a masticare, di libri,  gli piace molto leggere, ha buona memoria e divaga con i suoi pensieri astratti e dopo un pò vuol tornare nella sua stanza a riposare.


alcuni ospiti della casa di riposo

 Il locale è occupato da altri ospiti (pazienti) e vidi su una carrozzella a rotelle una bella signora dall'aspetto giovanile, sola, che guardava davanti a sé come se non vedesse niente e nessuno se non l'infinito dei suoi pensieri, la sua mente forse vagava qua e là senza afferrarne il senso, se non il nulla. 


altri ospiti della casa di riposo

L'amico mi disse, è malata di "demenza senile" e sta aspettando il marito che  viene  a fargli visita tutti i giorni; infatti, in quel momento lo vidi arrivare, un uomo dalla corporatura robusta, dal comportamento austero, fiero, dal carattere forte così credo, deciso, con un paio di occhiali da vista sul naso, con una bella capigliatura  bianca, ben vestito, un'età da settantenne così mi appariva la persona, mentre la moglie qualche anno in meno.


paziente assistita

 

Si sedette difronte alla consorte e da una certa distanza osservai i suoi gesti, le sue moine, il suo sorriso, il movimento delle labbra che senz'altro sussurravano parole gioiose e affettuose, ricordandogli il suo iter di vita prima della sua infermità, dei suoi figli, delle sue emozioni, tentando di farla sorridere e lei forse con qualche accenno della testa si dimostrava attenta, purtroppo questo disturbo ti fa perdere la memoria e  punti di riferimento con qualche sprazzo di lucidità mentale.


paziente assistita

Lui con un tono di voce chiaro, pacato, calmo, per farsi capire parlava lentamente usando parole semplici e brevi, dirette per non affaticarla. Scandiva parole circostanziate, dall'atteggiamento gentile, accogliente, ricordandogli che le sue eventuali reazioni negative dipendono dalla sua malattia. Senz'altro per agire in questo modo a tu per tu con la moglie, il marito avrà avuto consigli come comportarsi e come parlare dai medici che curano questi casi. Ogni tanto qualche barlume di lucidità spaziava nella mente della consorte, in certi momenti sembrava che capisse ciò che il marito gli trasmetteva, mentre gli parlava la guardava direttamente negli occhi  dialogando con gestualità  e mimica facciale comprensibili per lei. Per un brevissimo tempo il silenzio, ma subito il consorte proseguiva il discorso pazientemente, con le mani gli accarezzava con amore il viso e i capelli con infinita tenerezza ed era già fin troppo che lui non si emozionasse con qualche lacrima ma ormai credo che avesse già fatto il callo. Continuando a stare seduto, si prodigava a fargli carezze e coccole sempre sorridente e gioioso, attirando la sua attenzione con un pettine, pettinandogli i capelli, porgendogli un bicchiere d'acqua per farla bere e una salvietta per pulirsi le labbra, sempre con gentilezza e semplicità e lei sembrava ricordare gli oggetti con piccoli cenni del capo e un vago sorriso. Vedere il comportamento di quest'uomo in un frangente così critico, pieno di vita e di salute  verso la moglie è paragonabile all'affetto e all'amore di un figlio verso una madre inferma che con devozione e pazienza infinita, tenacia e volontà, accetta senza risparmio di accudirla, curarla alleviandogli dolori, fatiche e sofferenze con un affetto filiale verso una persona cara, dolce e buona, ti fa dimenticare il peggio e ti ricorda quanto è bella e preziosa la vita  quand'era prima del malessere,  donandogli le cose più importanti della tua vita: il tempo, la tua attenzione e il tuo affetto e il tuo amore, sia del marito che da un figlio diventano all'unisono la stessa cosa e fa si che la persona cara se ne andrà serena e senza rimpianti. 


                       CON  AFFETTO  E  SIMPATIA,  WILLY

                                    NIZZA  M.     02-OTTOBRE-2023 

mercoledì 13 settembre 2023

HO RITROVATO UN AMICO

 

                                              HO  RITROVATO  UN  AMICO


Una mattina  ero assorto a navigare virtualmente col mio Pc, scrutando, sbirciando, visualizzando mentalmente le innumerevoli notizie e immagini come faccio sempre ma non tutti i giorni, a curiosare fra i meandri della rete  Web.


Il  mio Pc  fisso

Ho notato sul mio blog  dove inserisco i miei racconti occasionali descrivendo personaggi, paesaggi, vicende, emozioni, storie, fissandoli con immagini ricavate sul momento, ho intravisto in alcuni miei scritti, commenti di anonimi e altri invece firmati. 

In qualche  racconto ho letto la risposta anonima di un tizio che via via s'incuneava sempre più col passare del tempo in giudizi lusinghieri fin quando un giorno il suo nome altisonante apparve: è Gianpiero Dagosto e trovai il suo profilo su facebook.


GIANPIERO  DAGOSTO

La cronistoria di quest'uomo iniziò a combaciare e intrecciarsi  col nostro destino o fato come lo volete chiamare, iniziando il nostro chattare via Web scambiandoci notizie sorprendenti, inizia così la storia tra me (Willy) e Gianpiero Dagosto detto (Gianpi), ci siamo ritrovati come vecchi amici. Dall'8 Giugno-2022  fino ad oggi, è stato un susseguirsi di notizie, commenti che con stupore, emozione, entusiasmo, simpatia e ricerca, che più ne ha  più ne metta, ci siamo capiti chi eravamo. Ho scoperto un amico sincero dopo anni di non conoscenza e Gianpi costruendo gli episodi trascorsi del suo passato mi fece intuire di essere già stato in quel di Quattordio.


QUATTORDIO  vista  panoramica

All'inizio mi dava del lei e m'inviava foto inedite via "messenger", alla fine del contatto che era quasi sempre serale, mi augurava affettuosamente la buona notte e buon riposo! Con mia meraviglia e curiosità, iniziò a inviarmi vecchie foto del "bel tempo che fu" tra le quali spiccavano alcune persone della leva del 1935 festeggiata a Quattordio tra le quali ho riconosciuto Margherita Conti la 1à a dx e fra gli uomini nella 2à fila il terzo da sx a dx è Giovanni Meda (d'là ieta), gli altri non li conosco e mi indicava nel gruppo una bella ragazza di nome Giusy (Giuseppina Damasio) la 2à da sx a dx, che io non ho mai conosciuto, con i coscritti che ballavano, danzavano nel cortile di un vecchio casolare di campagna e mi spiegò che la ragazza in questione divenne sua moglie nel 1959, che purtroppo è mancata il 27 Marzo del 2017.


Festa Leva del 1935


Coscritti  della Leva  mentre ballano

In altre foto  s'intravede Giusy in compagnia di mia sorella Beatrice all'Abbazia di Masio in casa dei nonni, allora legai questa circostanza dicendomi: carneade,... chi è costui che conosce il nostro passato!


Giusy in compagnia di mia sorella Beatrice


Giusy  con Beatrice

Iniziò a raccontarmi il suo iter di vita: che nacque a Zanco fraz. di (Villadeati), piccolo paese dell'alessandrino il 29 Aprile del 1934,  in un secondo tempo i genitori si trasferirono a Monza e ci rimasero sino a Maggio del 1943 quando sfollarono  nuovamente a Zanco dal nonno materno.


ZANCO fraz. di Villadeati-
vista panoramica-(Al)

Terminato le scuole elementari continuò a studiare ad Asti dove conobbe come compagno di banco, un certo Carlo Traffano di Quattordio, guarda  caso amico di mio fratello Guido che lui conobbe e lo stesso vale per le mie sorelle tra le quali Beatrice e tutto combacia, terminati gli studi andò a Torino ci rimase fino a Dicembre del 2008, convincendo la moglie a trasferirsi a Zanco.


                                          Bea a sx, Guido-Willy-Alberta-Adolfina -                                       Leopolda in basso-Palazzo Sanfront -anni 50'

Col passare del tempo, m'inviò altre foto dove si nota  Giusy la 1à a dx, con alcune amiche a Torino è il 26 Marzo del 1950, un'altra in piazza del Municipio di Quattordio e sullo sfondo s'intravede la sua abitazione in via Urbano Rattazzi n°2, tutti luoghi di mia conoscenza.


Giusy la 1à a dx  con  le  amiche
a Torino-Marzo 1950


Giusy  in  piazza 
del  Municipio

Nella prossima foto lei è appoggiata all'auto "Belvedere" dello zio Domenico dell'Abbazia di Masio, sempre in piazza del Municipio è seduta sul sellino posteriore di una mitica vespa con un'amica e noto con piacere oltre alla bellezza femminile, il vecchio modello.


                                               Giusy in piazza del Municipio                                                  accanto alla vettura Belvedere


Giusy  a  sx  con  l'amica  sulla  vespa  

Il suo racconto  continua a stupirmi quando inoltra una nuova foto e con gioia riconosco la mitica maestra Albina Pugno; mi dava lezioni supplementari al tempo delle elementari e inoltre anche alle  mie sorelle Alberta e Adolfina per  diplomarsi ed essere assunte nelle fabbriche quattordiesi.


  ALBINA  PUGNO

Era originaria di Cardona fraz. di (Alfiano Natta) un paesino in prov. di Alessandria che io non ho mai sentito nominare e la mia curiosità continuò nel constatare vivacemente di quante vicende e fatti temporali si possono apprendere e migliorare la nostra conoscenza, arricchendo la nostra cultura.


CARDONA  fraz. di  Alfiano Natta-(Al)

La maestra Pugno in origine ha fatto scuola con la maestra Quarello, una sua collega a Zanco; la madre di Gianpi e zia Luigina sorella della mamma  erano  sue allieve. 

In questa storica foto scattata a Zanco, a fianco della suddetta maestra c'è la nipote Eugenia a sx e suo figlio Guglielmo accanto alla Giusy.


Maestra Pugno la 2à da sx e Giusy

 Il nonno di Giusy era Domenico (di mestiere falegname detto "minechen"), che sarebbe il papà del padre di Domenico Damasio, mio compagno d'infanzia che a sua volta  sarebbe il cugino di lei e cugino acquisito di Gianpi, gli comperava  dal tabaccaio del paese i sigari toscani e quando io comunicai a Gianpiero che lo conoscevo, mi confermò con piacere la notizia.


Domenico Damasio
Cugino di Giusy e Gianpiero


        il Nonno di Giusy-Domenico D.
           (minichen) 

Più avanti m'inviò tre foto del suo matrimonio avvenuto il 15 Agosto del 1959 nella Chiesa S. Pietro di Quattordio celebrato da Don Carlo Teodo e Gianpi mi chiese se ero io il chierichetto, ma in quel fatidico giorno non ero presente.

 

Chiesa  S. Pietro--Quattordio


Matrimonio fra Giusy
e Gianpiero Dagosto


Matrimonio avvenuto il
15 Agosto del 1959


                                        Matrimonio celebrato da don Teodo-                                        Chiesa S. Pietro a  Quattordio  

Nel frattempo i nostri discorsi si spostarono sulle vicende interne del paese, gli ricordai la Festa Patronale che si tiene tutti gli anni a San Pietro e Paolo il 29 Giugno, la Sagra dei Sicòt, con le  buone frittate di (zucchine), delle tavole imbandite supportate dalle cucine della Pro-Loco durante le festività, del Palazzo Sanfront dove abitavo e trascorso la mia infanzia, ricordandogli il Cimitero del paese e tante altre cose e fatti.


Sicòt=Zucchine pronte
per le frittate


  tavolate imbandite per la Festa del Paese       
                                                           a Palazzo  Sanfront

 Un giorno l'amico Dome e la moglie Nerella andarono a trovarlo e parlarono di me e  Gianpi mi fece sapere che aveva piacere  di conoscermi di persona e finalmente ci andai accompagnato da Domenico e mi accolse calorosamente invitandoci a pranzo in un caratteristico ristorantino del posto (da Maria) e parlammo per un bel pò di foto, di personaggi del suo paese e vicende dei suoi familiari, del passato Quattordiese e tanti altri bei discorsi, mostrandomi la sua bella casa e gli amati gatti, alla fine di quella bella giornata trascorsa in sua compagnia mi salutò con un abbraccio affettuoso e caloroso, ringraziandomi dei bei racconti che  legge volentieri sul mio blog.


WILLY


GIANPIERO  DAGOSTO  



Ristorante  da MARIA  a  Zanco


Ultimamente ha qualche acciacco ma non si turba più di tanto, mi augura Buon Capodanno e Buona Pasqua nelle ricorrenze, mi sollecita nuovamente di ritornare, appena posso andrò. Mi racconta ancora quando era ospite dal figlio Carlo a Torino, quando si è recato ad Acqui Terme con la figlia Paola passando da Nizza Monferrato, fermandosi a pranzo al Ristorante "il Campànòn" in piazza del Municipio e guarda caso pensava a me, così mi disse, perché sa che abito qui, è veramente un buon uomo, intelligente, sincero, gentile, sempre con parole affettuose, un uomo d'altri tempi, dalla mente  lucida e piena di ricordi, non dimostra per niente la sua età, ha lo spirito di un ragazzino, gioviale e sorridente.


NIZZA  MONFERRATO

Inoltre mi ha espresso una pronta guarigione nei miei confronti perché aveva saputo dal cugino Domenico del mio piccolo intervento chirurgico all'ospedale di Verduno in prov. di Cuneo. Ultimamente il suo organismo è un po' in affanno dopo una visita formale all'ospedale di Asti,  si sta curando tramite le terapie indicate dall'ente ospedaliero, brontola dicendomi che sta mettendo pezze alla sua salute, "non c'è più il tenàcio di una volta" che frase mitica, (che sarebbe il collante per camera d'aria da bici), gli rispondo dicendo: alla tua età sei un uomo ancora in gamba, tieni duro e "il tenàcio lascialo ai ciclisti".


GIANPIERO  DAGOSTO

Purtroppo il tempo scorre per tutti, si tenta di essere  efficienti e giovanili, il nostro fisico, il nostro organismo non sono  più flessibili e vigorosi di una volta, ma quello che importa è vivere gli ultimi anni della nostra vita in tranquillità, in pace con noi stessi e con la mente libera da ogni male, guardando avanti verso un futuro migliore!!



                                           CON  AFFETTO, STIMA E SIMPATIA

                                           COLLI  TIBALDI  ANTONIO--(WILLY)
                                       NIZZA  MONFERRATO--IL 29/Agosto/2023