venerdì 19 settembre 2025

SUOR GIUSTINA AL SECOLO "DAL BEN SARA" E LE CONSORELLE

 

             SUOR  GIUSTINA  al  Secolo  "DAL  BEN  SARA"


Ricordando le suore del vecchio Asilo, appare nitida la figura di suor Giustina, al secolo “Dal Ben Sara”, lunga fu la sua permanenza a Quattordio,  un primo periodo negli anni venti e poi ritrovarla negli anni dal 1946' al 1969', la ricordiamo  quando frequentavamo l’asilo agli inizi degli anni 50', più tardi quando s'impegnava costantemente nel prepararci alla prima comunione, per continuare a vigilare su di noi durante le funzioni religiose.


Asilo-Anni 30'-50'-Edificio  Garavelli-Roveda


Asilo inizi anni50'-(chi si riconosce?)



Suor  Giustina-
anni50'-60'

 
Ben impressi nelle nostre menti i ricordi delle consorelle: la  superiora, suor Maria Egidia,  cagionevole di salute e quasi sempre seduta sul divano a riposare,  suor Maria, addetta agli addobbi della Chiesa e  suor Giuseppina con il diploma di abilitazione magistrale, era l’insegnante dell’asilo. 


Suor Maria-anni50'-60'
Suor Giuseppina

Suor Egidia al centro-
anni50'-60'

Suor Giuseppina a sx-
Suor Maria in piedi al centro-
Suor Giustina a dx

Suor  Egidia Rossi-
anni50'

A suor Giustina diverse erano le mansioni affidate: doveva provvedere all’aiuto in cucina e al riscaldamento, procurando il carbone necessario con l’aiuto dei bimbi più grandi, tra i quali anch'io. Sotto il palco del teatro al buio, teneva a riposo le patate, da utilizzare quotidianamente per la preparazione della minestra da servire ai bimbi e alle suore, a tempo perso ci faceva togliere i germogli. Inizialmente il pranzo consisteva unicamente  in un piatto completo di pasta e verdure, per la merenda, veniva dato dalle famiglie lo stretto necessario per combattere l’appetito: pane e marmellata, un grappolo d’uva o qualche biscotto preparato in casa, il tutto contenuto in un apposito cestino di color marrone con i fianchi bucherellati perché l’interno venisse aerato.


Cestino  della  merenda-
anni50'

 
Suor Giustina, durante la preparazione  di noi giovani destinati a ricevere i sacramenti della prima comunione e della cresima, verificava costantemente il nostro grado di preparazione e se non soddisfacente, comunicava l’esito negativo ai nostri genitori perché  assumessero i provvedimenti necessari. Nel giorno della prima comunione, era usanza, terminata la cerimonia, che i comunicanti si recassero presso il salone dell’asilo a consumare la colazione preparata dalle suore che consisteva in latte, caffè e biscotti, il tutto veniva gustato e apprezzato volentieri dai giovanetti, considerando che la comunione a quei tempi si riceveva da digiuni. Nel 1956' ci fu una grave epidemia influenzale, chiamata “asiatica”, diverse le persone di tutte le età  a letto ammalate e bisognose di cure. non esistevano allora nei piccoli centri infermiere abilitate alla cura dei pazienti, per le iniezioni che prescriveva il medico, le persone chiamate dagli ammalati al capezzale erano la Clelia Marcon, la Nina Stradella e suor Giustina. 


Stradella Petronilla-
"Nina"-anni50'

Portavano sempre appresso una scatoletta metallica contenente la siringa con l'ago per le iniezioni, una volta entrate nell’abitazione dell’ammalato, in un pentolino preparato precedentemente e contenente dell’acqua bollente, s'iniziava la pratica della  sterilizzazione dell’ago, pronto per l’intervento necessario, il compenso era quasi sempre un grazie; per suor Giustina qualcosa in più.  
Sovente per ricompensarla le venivano offerti alcuni prodotti della terra, era lei stessa che a volte  indicava le necessità: un po' di fieno, del foraggio e delle granaglie  per il mantenimento dei suoi  conigli e delle poche galline che accudiva presso il pollaio dell’asilo, era un personaggio tuttofare, suor Giustina, con un carattere piuttosto rude, ma capace di trasmettere una grande simpatia. Durante le funzioni religiose, seduta nel secondo banco della chiesa, riservato ai maschi, era lei che controllava il regolare svolgimento, se qualcuno disturbava, interveniva bruscamente e se necessario volava anche una “piccola carezza”. Presso l’asilo esisteva anche l’oratorio femminile, in cui suor Giustina prestava un'altra delle sue opere preziose, era frequentato da giovani ragazze del paese che nel tempo libero si dedicavano al canto, al teatro, al cucito e a quelle sane attività legate al periodo della gioventù,


Gita a Rocca D'Arazzo con le ragazze dell'Oratorio-anni 60'
Suor Giustina
al centro-in basso da sx-Carla C.ordero-Billi-Luciana--
in piedi da sx-Angela Preda-Gotta Maria Rosa-Imelda Stivanin--
Iris Gagliardi-Alda Renes

n
elle tornate elettorali, infine, suor Giustina sapeva trasmettere validi suggerimenti utili ad indirizzare le persone  indecise. Tutto questo ed altro fu questa stupenda suora, una persona che ha dedicato l’intera sua vita al servizio dei giovani bimbi, che, cresciuti, hanno apprezzato la sua intensa opera, tra i quali il sottoscritto. Per motivi si salute, legati anche all’anzianità, fu trasferita alla casa madre di Torino, un grande vuoto lasciò in tutti noi, morì nel 1972' e fu sepolta a Torino, successivamente venne trasferita nel Cimitero di Quattordio, riposa ora assieme alle sue consorelle, suor Maria e suor Maria Egidia, nell’edicola funeraria della famiglia dell’Ing, Fracchia, la ricorderò per sempre, dal carattere coriaceo ma sincero che ha lasciato una traccia nel mio cuore!


                                                       Con  Simpatia  e Affetto--C.T.A--Willy
                                                         Nizza  Monferrato--Settembre-2025'

 

 

domenica 7 settembre 2025

RICORDANDO DUE PIONIERI DEL MONDO PASSATO




 

                  RICORDANDO DUE PIONIERI DEL MONDO PASSATO


Un giorno seduto sul sofà, stavo leggendo con noncuranza un opuscolo prestatomi da un amico riguardante in sintesi il racconto scritto  da un giornalista, un certo "Attilio Armandi" intitolato "Centro Industriale di Quattordio e Felizzano" pubblicato negli anni 50' circa 75 anni fa a quell'epoca avevo 5anni. 

Quattordio-1957'

Alcuni spunti erano interessanti perché tra fatti, notizie e lavori di allora avevo una piccola percezione di cosa stava accadendo nella vita quotidiana del nostro paese Quattordio e le zone circostanti. Parlo della mia età fanciullesca trascorsa nel cortile di quel periodo con la famiglia a palazzo Sanfront a contatto con altre famiglie già residenti, fatto sta che ad un certo punto della lettura il mio sguardo cadde sulla descrizione degli scavi per la costruzione ex novo delle nuove fognature lungo la nostra via, via Garavelli che è stata per il  mio vissuto infantile e dei miei amici del vicinato la strada di giochi e scorribande. La strada nel 1950' era ancora lastricata da acciottolato di sassi come in tutte le strade del momento, ed era un brulicare di operai, muratori e maestranze intenti ai lavori e alla posa delle tubature e asfaltature, quel frangente operativo me lo ricordo benissimo, perché con la sorellina Polda, tutti i giorni attraversavamo gli scavi passando su  tavole di legno per andare ad aspettare nostro padre che uscisse dalla fabbrica Inves in cui lavorava a mezzogiorno al suono della sirena, i dipendenti uscivano  per la pausa pranzo e ritornavano alle quattordici, a fine giornata suonava alle diciannove e alle otto del mattino a inizio lavoro.



le strade com'erano prima degli anni 50'

 Da quello scritto fugace il ricordo affiorò alla mia mente e mi rallegrai con me stesso per quei fatti accaduti in quel periodo  di circa 70anni fa e la vita del nostro paese iniziò ad espandersi  verso un grandioso futuro di benessere e ricchezza per merito di due grandi benemeriti pionieri, di due infaticabili futuri ingegneri che un giorno s'incontrarono nel loro percorso studentesco  davanti al politecnico di Torino nel 1920' un mattino d'Ottobre sotto un cielo azzurro, limpido, laureandosi più tardi, uno in Ingegneria Industriale Meccanica e si chiamava Cesare Pettazzi e l'altro in Ingegneria Elettrotecnica e si chiamava Giuseppe Fracchia, due nomi altisonanti che nella loro carriera diedero impulso nel loro campo ad esperimenti e ricerche con capacità e intuizioni per fondare le basi del loro futuro lavoro.


Ing. Giuseppe Fracchia
Ing. Cesare  Pettazzi


 Dopo la laurea s'incontrarono  nuovamente, segnato praticamente da  un'incredibile destino e da allora  unirono le loro forze per iniziare un grande progetto e percorso di sviluppo industriale, superando a volte gravi difficoltà d'ordine economico e strutturale, all'inizio a livello artigianale, successivamente provinciale, salendo verso mete più ambite raggiungendo traguardi nazionali, europee e  internazionali, fondando con sacrificio, abnegazione, costanza e tenacia quattro grandi fabbriche: la Inves, la Invex, la Cavis e l'Alfacavi. Ritornando al discorso iniziale, non ero al corrente che l'Ing. Cesare Pettazzi fosse stato Sindaco del nostro paese dal 1952' al 1960' ed è stata una fortuna ad averlo perché  con la sua amministrazione e lungimiranza, Quattordio ricevette una grande spinta di proposte realizzando numerose opere tra le quali le più importanti oltre alle costruzioni fognarie; a strade, acquedotti, la ristrutturazione del palazzo comunale, sistemato il rio Chiesetta, installato il telefono e quello della intera rete della pubblica illuminazione, aperta una farmacia, installato i pesi pubblici anche in fraz. Serra e Piepasso, istituito un servizio giornaliero di autocorriere per Alessandria  e la costruzione dell'edificio scolastico del capoluogo, inoltre fondò il circolo sociale, il centro sanitario, fece costruire alloggi per i dipendenti, sovvenzionato l'Asilo e le colonie alpine e marittime inviando numerosi fanciulli e tanto altro, quest'uomo dalle vedute larghe e una marcia in più si distinse a provvedere e realizzare tutti quei lavori che avrebbero dovuto essere eseguiti da almeno 50anni, è stato un grande. 

La Inves-(Industria Nazionale Vernici e Smalti) sorse nel 1932', nata dalle origini per la lavorazione e la produzione di vernici isolanti e di masse isolanti impiegate particolarmente nella costruzione di macchinario  elettrico e non tardò ad affermarsi grazie al momento favorevole in tutto il mondo industriale e nel continente Europeo e alla mano d'opera dei primi dipendenti degli anni 50'.


Dipendenti  INVES--Anni 50'-60'



Operai  e  impiegati  di  Reparto--Anni50'



 " Cenni storici": con il trascorrere del tempo la gloriosa Ditta Inves ha subito evoluzioni strategiche e strutturali, dal personale ai nuovi proprietari, per ultima il nome nuovo dell'azienda è la "Ppg" (Pittsburg Plate Glass Company) è una multinazionale americana, leader globale nello sviluppo e nella produzione di vernici più importanti al mondo, dal "rosso Ferrari" alle vernici "high-tech" di mezzi militari, che tradotto in italiano vuol dire (alta tecnologia), indica la tecnologia più avanzata e sofisticata al mondo e usata per molteplici attività, mentre per le scie colorate della "Pattuglia Acrobatica delle Frecce Tricolori" il fornitore è la Ditta "VE.CO" di Quattordio specializzata nella produzione di resine e vernici speciali, fu fondata nel 76' da "Francesco Cordero" sfruttando l'esperienza acquisita attraverso le varie attività lavorative alla Inves,  anche lui è un pioniere del 900' distaccato dalla grandi aziende e lo ricordo con stima e simpatia, è scomparso nel 2016', il nostro paese è diventato la "Capitale del Colore" più famoso al mondo e dobbiamo esserne orgogliosi.  


  

Ing. Cesare Pettazzi-
il "Fondatore"

Ditta  INVES--Anni50'-60'

CAPITALE DEL COLORE-2025'


Pattuglia  Acrobatica  Frecce Tricolori




Ditta--"Ppg"--Quattordio-2025'


La Invex nel 1947' inizia tra esperimenti e ricerche alla produzione di "Fili Isolati Speciali" che avviene nel nuovo stabilimento nel 1948', dove è stata posata la prima pietra alla presenza delle autorità religiose e familiari dei dipendenti, indirizzandolo all'industria nazionale, in breve tempo la Invex  conquistava in Italia e in Europa una scelta e qualificata clientela nel campo dei più esperti costruttori elettrotecnici e sotto la valida direzione amministrativa del Rag. Antonio Venezia, con acume e intelligenza, riuscì a trarre con vantaggi economici l'azienda dal suo sorgere, è stata una figura di primo piano importante delle aziende  Quattordiese e  Felizzano, un validissimo collaboratore dei due pionieri e partecipò alla fondazione dei quattro stabilimenti. 

Ditta  INVEX--Anni50'-60'



Ditta INVEX- posa della 1à Pietra-1948'


Ing. Giuseppe Fracchia-
il "Fondatore"

Rag. Antonio Venezia-
il "Responsabile Amministrativo"



La Cavis iniziò  i primi passi presso la ditta Inves nel 1952' e successivamente fu allestito il nuovo stabilimento nella località "bricco" di Felizzano che abbraccia questo comune a 3 km da Quattordio e verso il 1954'-1955' si passava all'esecuzione della nuova impresa. La produzione consisteva in cavi elettrici per impianti su autoveicoli e su macchine in genere, per la distribuzione della luce nelle case di abitazione civile, tubi isolanti, tubi per conduzione carburante, profilati vari per carrozzeria, cavi per alta tensione, apparecchi elettrici vari tra cui (interruttori, devio guida per autoveicoli) e laminati plastici, la gestione fu governata dal genero dell'Ing. Fracchia, il Dott. Codrino Giuseppe che fu un abile dirigente nel guidare con successo l'azienda.


Dott. Giuseppe Codrino-
"Responsabile
della gestione dell'Azienda"



Ditta  CAVIS--Anni50-'70'


L'Alfacavi nacque nel 1956', fu allestita per produrre cavi isolati in carta impregnante per il trasporto di energia a media e alta tensione e alla produzione impegnativa e difficile nel campo dei cavi telefonici, alla direzione Generale Tecnica, Amministrativa e Commerciale con competenza s'integrano il Sig. Arnaldo Uslenghi, genero dell'Ing. Fracchia e  il Dott. Franco Pettazzi, figlio di Cesare P.

Ditta  ALFACAVI--Anni60'-70'



Ditta ALFACAVI--Anni60'-70'-
torre per produzione cavi telefonici


Per sviluppare e dare impulso alle preziose produzioni dei prodotti di ogni azienda necessitava  macchinari di alta qualità e precisione, impianti elettrici, attrezzature adeguate e moderne di grande rilievo e profilo rinnovando di anno in anno la mano d'opera, i due pionieri si affidarono a valenti e onesti tecnici di fiducia e bravi progettisti, proprietari di officine  meccaniche ed elettriche i quali contribuirono a far grande questi stabilimenti tra i quali, i fratelli Margarino di (Asti)- Arturo Colonna di (AL)- Mino G. Battista di (AL)- i Bottazzi di (Spinetta Marengo)- Antonio Nicola di (AL)- Lina Caviglio  di (Bassignana)-  Mario De Maria di (AL)- Pietro Greco di (AL).-Piero Pavese di (AL)- Pietro Baroso di (AL)- la Stame di (Cortiglione d'Asti) e di riflesso intorno al complesso industriale di Quattordio sorsero numerose medie e piccole imprese. In quel periodo così lontano sembrava di vivere in un piccolo mondo, un mondo ristretto e isolato della zona dove è ambientata la nostra storia in un momento storico dal 1920' agli anni 50', nel quale vissero i due protagonisti e di conseguenza il vivere della nostra gente  senza rendersene conto e anche quelli della mia generazione, il tempo sembrava essersi fermato in una bolla di un romantico mondo, dove tutto ciò era un frenetico lavorio di mani, braccia, volontà, forza fisica, tenacia, dedizione, spirito di sacrificio e sudore del fare di tante persone per costruire  insieme un futuro migliore e così' accadde, mentre oggi il mondo è cambiato  non so se in peggio o in meglio ( ai posteri l'ardua sentenza), ora è in mano a sofisticate tecnologie e all' intelligenza artificiale. I tre grandi uomini sono scomparsi da tempo insieme a tanti loro dipendenti  della vecchia guardia i quali diedero vita con coraggio a quei presupposti atti a farne di Quattordio un paese evoluto all'altezza dei tempi e soprattutto degna di ospitare quell'incremento di popolazione che si verifica  in conseguenza dell'ampliarsi della attività del gruppo industriale nato sulle ceneri di una agricoltura depressa della zona. A  ricordare i due grandi pionieri il nostro comune ha dedicato i loro nomi a due piazzette, una situata nella piazza del mercato del "Villaggio del Sorriso" all'Ing. Fracchia,


Targa-Ing. Fracchia Giuseppe

e l'altra insegna presso il "Bar la Piazzetta e la Scuola Elementare piazza Marconi" all'Ing. Pettazzi,

Targa-Ing. Pettazzi Cesare

mentre il nome del Rag. Venezia  compare sulla targa nel rione Borghetto presso la Invex dove lui ha lavorato, per commemorarli io avrei  optato per un degno  monumento con i loro profili essendo stati gli artefici del nostro benessere, agiatezza, ricchezza, dando lavoro a centinaia e centinaia di persone e  con umiltà, rispetto, stima e commozione  li ricorderò e li ricorderemo per sempre.



Targa-Rag. Venezia Antonio



Rag. Venezia-Ing.Fracchia-Ing.Pettazzi-Anni60'-70'
gli artefici dello sviluppo del
"Centro Industriale di Quattordio e Felizzano"


                                                           Con rispetto, stima e simpatia,

                                                              Colli Tibaldi Antonio-willy-

                                                             Nizza Monferrato- Settembre-2025'

mercoledì 6 agosto 2025

UN PAESINO TRANQUILLO

 

                                                  UN  PAESINO  TRANQUILLO


S. Giacomo di Roburent è un paesino di montagna  di 247 abitanti del comune di Roburent in provincia di Cuneo, tranquilla località ubicata  a 1011 mt di quota il quale prende il nome del torrente che solca la valle, "il Roburentello" e rinomata località sciistica del comprensorio monregalese valli di Mondovì, il territorio comunale si estende a cavallo delle valli Corsaglia e Casotto. 


S. Giacomo di Roburent 

Per la prima volta ho trascorso con la moglie Graziana e l'amica di fam. Tiziana giorni  di vacanze a Luglio in santa pace e tranquillità in questo luogo su indicazioni di amici e prendere un po' di fresco, scappando dalla calura afosa della pianura padana. Tra Giugno, Luglio e Agosto è frequentato da molti villeggianti e turisti animando un po' il paese nel periodo estivo e li vedi passeggiare per le vie, chi in gruppo, chi in solitaria, è un paesino molto frequentato da adulti, anziani, chi cammina appoggiandosi al bastone per le loro gambe affaticate, ci sono nonni che accompagnano i loro nipotini spingendo il passeggino, altri ancora sono seduti al bar sorseggiando un caffè in compagnia, gustando un gelato, mordicchiando un panino.


condomini al centro con bar a fianco

  S. Giacomo è attraversata dalla strada provinciale che si collega con la provinciale Montaldo di Mondovì e la suddetta di Pamparato, è un centro di origini antichissime e domina il paese in tutta la sua lunghezza per poi proseguire verso l'alto o verso il basso a seconda di dove si vuole andare per altri paesi, fraz. e borghi di montagna. Ai lati della via fanno da corollario negozi di vario tipo e utilità per i cittadini, dalla verdura alla frutta, dal giornalaio al macellaio, dal panettiere agli articoli sportivi, dalle attrezzature da montagna come gli sci, zaini, scarponi, piccozze e vestiario adatto per la bisogna per camminare, scarpinare per i sentieri e scalare rocce qualche bar e alcuni alberghi ristoranti per turisti o gente di passaggio, mentre mille bandierine colorate sventolano al soffio del vento salutando il paesello e sono appiccicate in alto da un filo all'altro  per rallegrare gli abitanti, i turisti e  villeggianti. 


via principale

via principale

Al centro del paese c'è una piccola piazzetta intestata a EDUE MAGNANO  detto "Duccio" con  una piccola fontana contornata da sedili in pietra a forma circolare  con al centro  un modesto monumento metallico che ricorda  "Duccio", era un signore molto conosciuto e apprezzato del posto ed è stato uno dei maggiori fautori dello sviluppo del paese e geniale promotore del turismo in provincia "GRANDA", scomparso nel 2015'.

pz. Edue Magnano


 
pz. Edue Magnano-(Duccio)



monumento a "Duccio"

La  Chiesa parrocchiale è di vecchia data e torreggia sulla strada principale davanti alla piazza ed è dedicata a "S. Giacomo Apostolo" ricordato come "il Santo dei camminatori" costruita in pietra, ormai  invecchiata dal tempo e dalle intemperie, infatti le mura sono un po' scrostate. 



campanile


Targa

Chiesa di S. Giacomo Apostolo

L'edificio religioso è in stile "barocco piemontese", fu costruito nel 1735 su disegno dell'architetto "Francesco Gallo", il campanile si erge maestoso  e fa da gendarme proteggendo la Chiesa, un campanile le cui facciate sono adornate da tre piccole nicchie vetrate incastonate in verticale mentre il grande orologio è disposto su tre facciate e quattro campane spuntano ai quattro lati della cima del campanile emettendo i rintocchi delle ore e suonano secondo le funzioni religiose del momento. 


facciata laterale della Chiesa

Molte panchine sono sparse un po' ovunque nel paese, da quelle in ferro a quelle in legno e alcune in pietra grezza e sono dislocate nei punti chiave dove la gente può sedersi per riposare, leggere, parlare e conoscersi, chi gesticola, chi sorride, un po' all'ombra un po' al sole secondo le giornate. Anch'io faccio parte della categoria Senior ma non ci penso anzi, dopo una bella camminata mi siedo su una panchina qualunque con una penna in mano e un bel libro da leggere  descrivendo  sul notes le mie impressioni su questo luogo turistico, contemplando, meditando e pensando in che modo posso raccontare tutto ciò che vedo intorno a me il vivere quotidiano, respirando aria fresca, pulita, trascorrendo in questo modo  un passatempo sereno,  perché il nostro presente è davanti ai nostri occhi, il futuro s'invola, mentre il nostro destino finale quale sarà, nessuno lo sa. A ritroso, penso com'era in tempi lontani questo borgo senza strade ma solo sentieri agresti e mulattiere, mentre il trasporto dei mezzi  utilizzavano animali da tiro come i buoi, cavalli, muli, asini mentre le persone del posto si dedicavano all'agricoltura faticando, lavorando nei boschi a tagliare legna, nei campi a tagliare il fieno, alla raccolta delle castagne, alla coltivazione delle patate e altri prodotti della terra, a pascolare greggi di pecore e capre dedicandosi alla pastorizia  nei adiacenti pascoli di questo territorio, la fatica di allora era tanta, mentre ora tutto è più facile e meno faticoso, dai mezzi di trasporto alle tecnologie avanzate stanno risolvendo un mucchio di problemi facilitando il nostro vivere quotidiano e civile. Ad un certo punto al lato della strada verso nord si notano in lontananza gigantesche colline o rilievi montuosi verdeggianti ricoperti da fitta vegetazione composta da piante, alberi, arbusti di ogni specie e tipo, tutto ciò  che la flora del luogo offre, sono colline affiancate l'una all'altra, una dietro l'altra con le loro piccole e grandi gobbe verdeggianti che luccicano ai raggi del sole, sembra che si rincorrono e sono lì a dominare come  piccoli giganti dalle piccole cime il luogo, sarebbero simbolicamente il proseguimento delle prealpi che precedono le maestose montagne dalle grandi vette innevate, dal Monviso al Montebianco, dal Monte rosa al Cervino. Al mattino le grandi colline lussureggianti spiccano sotto il cielo azzurro, pulito da nuvole bianche di passaggio e risaltano grandiose all'orizzonte e al tramonto quando il sole declina, alcuni raggi del sole resistono ancora proiettando gli ultimi bagliori di luce fra le colline addormentate lasciando spazio all'imbrunire è uno spettacolo emozionante che rallegra il cuore, 


colline e rilievi montuosi verdeggianti

colline e rilievi montuosi verdeggianti

Lungo la strada principale molteplici condomini s'affacciano incastonati da un lato all'altro dominando il paesaggio  e sono sempre lì inamovibili e muti a vigilare il trascorrere del tempo. La strada centrale è un rettilineo, dritta come la lama del coltello, come un lungo serpente, ai suoi lati diverse stradine s'incuneano in discese e salite verso piccole villette e piccoli condomini dove sporgono piccoli balconi sempre strutturati in stile e conformità del vivere montano con le facciate rivestite in legno e idem per l'interno sono come piccoli occhi che guardano, che controllano il panorama e il via vai della gente, dei turisti e villeggianti in vacanza.


 

stradina laterale con condomini
stradine laterali con condomini


villetta montana

 Le vacanze ormai sono terminate e può darsi che l'anno prossimo ritorneremo sempre se siamo in buona salute, per ora tutto è filato liscio e con un po' di nostalgia abbiamo lasciato il paesello salutandolo con due colpi di clacson!! 


                                            WILLY--NIZZA  MONFERRATO---6 AGOSTO 2025

lunedì 5 maggio 2025

FESTA DELLA LEVA 1947'

 

                                                        FESTA  DELLA  LEVA  1947'


Cari amici e cari coetanei, oggi 11 Novembre 2012', siamo qui riuniti per festeggiare il 65° Anniversario della nostra Leva e trascorrere con voi una lieta giornata.


Leva del 47' con i rispettivi familiari


Ogni 5 anni c'incontriamo sul piazzale della Chiesa S. Pietro di Quattordio nostro paese per assistere alla S. Messa delle ore 11 in nostro onore e ritrovandoci subito dopo al (Ristorante "Roma" di Viarigi) per concludere in bellezza la nostra festa, raccontandoci aneddoti, fatti, pregi e difetti, avventure e dicerie di ogni genere, condite con tutte le problematiche degli anni trascorsi e attuali.


Leva del 47'--sfilata per le vie del paese

Con franchezza e semplicità debbo confessarvi che ritrovarsi è come riunire una famiglia, una famiglia semplice, schietta senza fronzoli, con voi si respira ancora l'aria di una' amicizia antica mai interrotta che col mutare frenetico della nostra società, le nuove generazioni non sono più in grado (sperando non tutti) di assimilare i concetti basilari delle regole di vita: dai valori morali a quelli religiosi, alla buona educazione e così via, purtroppo tuto ciò si sta perdendo. In fin dei conti non ci lamentiamo perché nella nostra vita ci accompagnano i ricordi d'infanzia, di gioventù, i bei giorni del tempo che fu trascorsi fra giochi e avventure, tra lazzi,  schiamazzi, risate a non finire fra divertimenti diurni e notturni. 

La memoria ci riporta tra i banchi dell'asilo infantile e della scuola elementare, alle festa del paese, ai bianchi natali con tanta neve e l'odore del muschio per addobbare i presepi e gli alberi di natale, il suono delle campane, le funzioni religiose servite da chierichetto, gli scherzi vari e ricordi spensierati belli e brutti, chi più ne ha più ne metta.


Leva del 47' in Chiesa con Dario Mottura

Fra tutti i coscritti della Leva, il sottoscritto è più legato ad alcuni compagni di scaramucce adolescenziali tra i quali ricordo con affetto: Renato Barberis, Guido Cordero, Elio Fracchia, Andrea Bucciol, Walter Bigliani, Oreste Pozzi, Alberto Malfatto e soprattutto Gianpaolo Calligaris mio vicino di casa, anzi di cortile, dirimpettaio ai piani superiori del Palazzo Sanfront, sulle cui gradinate raccontavamo ai nostri amici storie fantasiose.


Leva del 47' con qualcuno in più o in meno

Con la memoria che vaga a ritroso nei meandri dei ricordi del passato trascorso a Quattordio, io vi ringrazio di aver vissuto accanto a voi i primi anni della mia vita, nella spensieratezza della nostra gioventù sia da bambino che da adulto nella buona e cattiva sorte e ricordando a tutti voi che i nostri 65anni sono un traguardo importante pensando che valga la pena di condividere con i propri amici, compagni e coetanei che con un solo aggettivo si chiamano "Coscritti della Leva 1947", perciò vi auguro e ci auguriamo di ritrovarci fra 5anni cioè a 70anni suonati nel 2017' in buona salute, sani e salvi, vivi e vegeti!


Coscritti della LEVA del 47'-Novembre 2012'-
Quattordio


                          Con  affetto  e  stima,..COLLI TIBALDI --WILLY

                                         Nizza  Monferrato--2013'