sabato 24 ottobre 2020

Ricordi - fra il 1990-91-92

                               8  Marzo--"FESTA  della  DONNA"-(1991)


E' notte! Sento scrosciare la pioggia! Sono in cucina accanto alla finestra e sto ascoltando le care canzoni di "Riccardo Cocciante", canzoni romantiche, sentimentali che mi fanno sognare. Guardo attraverso i vetri, in lontananza nel buio della notte vedo in alto alla mia sx il "Noviziato" che si erge maestoso in cima alla collina, vigilando come un nocchiero la città nella quiete notturna illuminato da una serie di lampade che emanano un diffuso colore arancione.  Alla mia dx in basso, lì in fondo ad un tiro di schioppo c'è una casa bianca di recente costruzione, illuminata da un lampione a forma di boccia di colore bianco opaco che mette in risalto una scala esterna ornata di ringhiera.


dalla finestra vedo cadere la pioggia

Nel frattempo un'automobile percorre il viale e passa sotto al mio sguardo mentre il fascio di luce dei suoi fari illumina la strada facendomi intravedere la pioggia battente! 
Mi giro, lascio alle spalle ciò che ho visto e mentre le canzoni di "Cocciante" esaltano i miei sentimenti, sento un ticchettio nel lavello della cucina: sono le gocce d'acqua che sgorgano lentamente dal rubinetto e cadono lente scandendo un ritmo logorante, più in là, sulla credenza c'è il portafrutta con natura morta abbarbicata alla rinfusa,...qualche mela, qualche arancia, due mandarini, una banana, tre pere che se ne stanno lì immobili come i miei gesti, come i miei pensieri. Penso di coricarmi e scrivere due righe di riflessione, perciò con fare lento e misurato spengo il registratore e poi mi affaccio silenziosamente nella stanza dei figli ormai addormentati da un pezzo; due angeli che dormono beati, li guardo, li osservo mentre respirano, gli rimbocco le coperte, li bacio sulla fronte,...buona notte fiorellini,...socchiudo la porta e vado a letto,...buona notte fiorellini e mentre scrivo tutto ciò, la pioggia continua a farsi sentire,...buona notte fiorellini,...fiorellini!!

                         Colli Tibaldi  Antonio- WILLY

                         Nizza  Monferrato il 24-10-2020


                   PENSIERO  INNEVATO--(Dicembre 1990) 


Nevica! Sono alla finestra e sto ammirando con meraviglia lo spettacolo che si presenta ai miei occhi. Vedo cadere in silenzio la prima neve dopo alcuni anni di siccità! 

Che bello, che gioia, che felicità, che candore c'è nell'aria,...c'è aria di festa! 

Dinnanzi a me vedo i pini ormai familiari ingobbiti dal fardello nevoso, mentre in lontananza il bianco manto naturale ha ormai coperto la campagna, la neve continua cadere a fiocchi silenziosa come farfalle impazzite, continuano a scendere lentamente a terra portandosi con sè gocce di ricordi remoti, passati e presenti.


dalla finestra vedo cadere la neve

Cadono dolcemente come i miei pensieri e stanno lì nell'oblio del mio essere.
Il tempo è nemico del nostro presente, accorcia il nostro futuro e mentre un suono di campane si diffonde nell'aria, mi sembra di sentire un ritornello che ronza nel mio cervello e dice:,...non ti scordar di me,...non ti scordar di me,...chi è che chiama il mio destino.. ed in un guazzabuglio di ricordi sento che una forza interiore mi dà una carica vitale per continuare a vivere nella speranza di un futuro migliore!!


                       Nizza  Monferrato  il 25-10-2020

                                            WILLY


                UN  SABATO  POMERIGGIO--(Marzo-1992)


Sono le ore 15.00. Solo, cammino lungo il "viale dei sospiri" che è costellato da platani secolari, mentre le foglie secche ne coprono la via.


VIALE  DEI  SOSPIRI

Pensoso, cammino, mi piace camminare, macinare km su km per sentieri solitari, mi serve per ricordare lieti eventi e scacciare malinconici ricordi.

cammino per sentieri solitari

Il mio pensiero vola a te cara "musa ispiratrice" di un momento bello e felice che in un attimo fuggente della vita è svanito così nel nulla. 
Con amarezza macino i miei passi pensando a te e vorrei gridare nel vento il tuo nome, scriverlo sulle acque di un torrente, sulla sabbia del mare, sulla corteccia degli alberi, purtroppo il tempo cancellerà ogni traccia in un passato ormai remoto.

le acque del torrente

Camminando con passo lento e misurato arrivo alla sommità della collina a me familiare: mi fermo, volgo lo sguardo là, in fondo alla valle come per dare un addio al passato osservo muto come una statua il paesaggio ed in un battere d'ali il ricordo di questa zolla di storia è diventato ormai stellare!

                                          Nizza  Monferrato--il-26-10-2020

                                                              WILLY


venerdì 2 ottobre 2020

RISPOSTA ECOLOGICA


                                         RISPOSTA  ECOLOGICA


H
o letto su un settimanale, la (difficile lotta sull'ambiente naturale)", in cui l'uomo sta vivendo ultimamente una brutta esperienza. 
Infatti, l'articolo ammonisce l'uomo affinchè prenda provvedimenti in favore del nostro pianeta, pena, l'inizio del "coma irreversibile che porterà all'estinzione totale dell'umanità per colpa nostra"
Ciò che mi ha colpito di più, sono alcune parole così care e così dolci, come: "assaporare l'amore per un bicchiere d'acqua e la grazia che ci ha abbandonato".
 Sono piccole frasi che ci riportano indietro negli anni lieti e felici della nostra infanzia, quando tutto era così semplice e pulito; dall'aria alla coscienza dell'uomo, nonostante alcune difficoltà della nostra esistenza. Un bicchiere d'acqua disseta ogni nostra speranza di vita, mentre la grazia che ci ha abbandonato la interpreto come la "scomparsa di una cara mamma", che se ne andata portandosi via un frammento della nostra storia. Ha se potessimo essere liberi come l'aria,...volare verso orizzonti infiniti come gli uccelli,...camminare come le nuvole, respirare il cielo azzurro,

volare verso orizzonti infiniti

rinfrescarci di nuove idee, vivere non più fra mentalità grette e meschine, fra ordini imperativi e popoli in guerra, non più fra miseria e ignoranza, non più
fra odi, rancori e invidie,...ma vivere puri, liberi dal marciume della società, liberi dal bisogno tintinnante e sonante del dio danaro, portatore di pazzie, gioie e dolori! 
Perché assimilare per anni e per secoli la tragica mentalità degli uomini che non fanno il loro dovere nel senso umano e ledono il diritto altrui?..Perché la nostra mentalità è ancora legata ai ceppi dell'ottusità, della negligenza e della indisciplina?...
Perché non possiamo vedere scorrere l'onestà e la purezza del singolo individuo?..Qual'è dunque il pozzo inquinato del genere umano? Comunque, io credo ancora che negli angoli bui del nostro cuore, della nostra mente, in ognuno di noi alberga sempre una piccola speranza: "un giorno essere con "Te Madre Natura" in un Gioioso Mondo di Colori"!


MADRE  NATURA


UN  MONDO  DI  COLORI


 Con questo preambolo sulla natura, vedo e noto che la lotta per risolvere la salvezza del nostro pianeta è ancora lunga e difficile, sembra che tutto ciò annunciato anni addietro, nulla è cambiato, il problema è sempre attuale, ma peggiorato, speriamo solo che la mentalità degli uomini si affini per salvare definitivamente il nostro bel "Pianeta Terra!!"

PIANETA  TERRA

 

                         Colli Tibaldi Antonio, Willy!! 2-Ottobre-2020

mercoledì 24 giugno 2020

RICORDANDO GIANPAOLO CALLIGARIS



                                           A  GIANPAOLO  CALLIGARIS


Oggi 23 Giugno 2020, in un giorno afoso estivo è mancato all'affetto dei suoi cari e dei suoi compaesani Quattordiesi, il "CARO  GIANPAOLO". 
Lo ricordo come amico d'infanzia e di vicinato perché abitavamo nello stesso "Palazzo Sanfront" accanto ad altre famiglie alloggiate.

 
PALAZZO  SANFRONT


E' bello e lieto ricordare i bei momenti vissuti insieme legati da amicizia e giochi da bambini nel lontano 1955', dove nell'ampio cortile ci riunivamo tra amici e compagni di Via Garavelli a giocare al pallone, a nascondino, a scatola, a bandiera genovese e tanti altri giochi e quando c'era la neve era tutta una festa!
 
nel  cortile Sanfront  con  gli  amici


Il ricordo è un dovere, significa far rivivere frammenti di esistenza, illuminare volti e avvenimenti. Sotto l'atrio del Palazzo Sanfront, lo scalone di pietra che porta al piano superiore  dov'era situato il suo alloggio, ci riunivamo con i nostri amici del quartiere seduti sui gradini ad ascoltare le storie e storielle raccontate daloquace Giampaolo e noi fans, rimanevamo a bocca aperta nel sentire le tue trame fantasiose con la tua abilità nell'esprimerti, riuscivi a carpire con soddisfazione la nostra
attenzione! Guardando l'album di famiglia, noto con piacere una vecchia foto del 1956', dove Io e Gianpaolo siamo ripresi nel giardino del nostro palazzo con mano nella mano come vecchi amici e un po' sull'attenti, il mio sguardo cade come al solito sull'aspetto fisico, lui alto e robusto, io più piccolo e assai magrolino con sandali ai piedi, sembravamo "Cric e Croc" che ricordava un po' i due attori americani " Stanlio e Olio", lui rotondetto ed io sempre più mingherlino, strappandomi un sorriso!



Gianpaolo-willy-1956
 
willy-Gianpaolo-in giardino

 















Prendeva la vita così com'era, con allegria, qualche sorriso, qualche battuta di spirito, tra il serio e il faceto e ridevamo di gusto! Per un certo periodo di tempo ha giocato nella squadra di calcio Quattordiese con gli amici 15enni tra i quali ne cito qualcuno: Guido Cordero, Giuseppe Zallio, Domenico Damasio, Giancarlo Vigato, Oreste Pozzi e tanti altri


-Gianpaolo è il terzo da sx-ultima fila-
1962'-63
'


Il suo sport preferito era la pesca, un abile "pescatore amatoriale" sulle sponde del fiume Tanaro di Masio frequentato di giorno e di notti estive e tra zanzare e pacchetti di sigarette andate in fumo si godeva la sua amata canna da pesca, quando attaccata all'amo della lenza vedeva guizzare  con colpi di coda il pesce! 
Col trascorrere del tempo le nostre vite si sono allontanate per  lavoro, per una nuova famiglia, una nuova abitazione in località diverse, ed essendo della stessa Leva del 47' ogni 5 anni ci siamo rivisti alla nostra festa e più frequentemente alla festa del paese, salutandoci e ricordando il nostro passato!

 
 LEVA del 1947--Era il 1967- Io seduto al centro -
GIANPAOLO 
il 1° a dx


Ultimamente non ci siamo più incontrati ed ecco che tutto d'un tratto, quel filo sottile che ci legava nel ricordo del nostro trascorso si è spezzato improvvisamente con la tua morte inattesa e rapida e come uomo semplice, affabile, cordiale e sorridente com'eri, ci hai lasciato costernati, imprimendo una traccia nel nostro cuore, nella nostra mente del tuo vivere in mezzo a noi, amici e compagni Quattordiesi e in un attimo il legame che ci univa si è trasformato in una struggente malinconia e un grande vuoto per chi ti ha amato e ti amerà per sempre, con rimpianto e infinita tenerezza, ""Caro GIANPAOLO", come amico d'infanzia e gli amici di Leva ti ricorderemo nei nostri cuori e nella nostra memoria!



                                              LEVA  DEL  47'--Novembre  2012'---
                                           (ps: G.P Calligaris è il  1° a sx in 1à fila! )
                                                               
                            
                                       Con  Affetto  e  Stima  Willy!!

                                              Nizza  Monferrato  24--Giugno--2020'


venerdì 8 maggio 2020

RICORDANDO RENATO PONCINO


                                                   A  RENATO  PONCINO


IL  3  Maggio è mancato all'affetto dei suoi cari e dal "Gruppo Alpino"  il caro e compianto " Renato Poncino, una  Penna Nera" che ci ha lasciato in punta di piedi, "un'Alpino, un giovanotto del 34' "portati bene fino all'ultimo, molto conosciuto, ben voluto e apprezzato per il suo contributo alla vita sociale del paese. 
Lo voglio ricordare come un "Quattordiese della vecchia guardia", come tanti altri della sua Leva e non,  un amico, un fratello maggiore, perché  fa parte della nostra storia, ha vissuto prima di me i suoi primi 13anni  di gioventù che ci separano.
Quando sfogliavo il vecchio album di famiglia, lo rivedevo ritratto in alcune fotografie quando era un giovanotto nel fior degli anni  in compagnia di mio fratello Guido di cui era grande amico, di mia sorella Beatrice, Rita, Luisa, amiche del cuore e di Leva, dall'atteggiamento spavaldo e spensierato fra gli amici, in lambretta, in moto d'estate si godevano la vita giovanile, felici e sorridenti.


RENATO-BEATRICE-RITA-LUISA-1955'
GUIDO-(WILLY)



















 
Ogni volta che c' incontravamo, ricordava mio fratello Guido chiamato dagli amici (Willy), (ormai da anni era residente a Torino ), mi raccontava le loro avventure amorose e le loro gesta festaiole nei vari paesi limitrofi. Uomo dal carattere socievole, allegro, scherzava qua e là con le sue battute spiritose, brillante nel raccontare barzellette che ti lasciavano di stucco e poi giù a ridere a crepapelle. 
Era modesto, semplice, dallo spirito pieno di entusiasmo, esuberante, con cui riusciva a coinvolgere amici e colleghi e con il suo viso bonario, ridanciano, esprimeva simpatia e allegria con quegli occhi vispi e ridenti. Figlio del Panettiere Pasquale Poncino di via Garavelli dove abitava anche la mia famiglia,  aiutando il  padre nei primi anni giovanili e dopo il servizio militare svolto nel 1957-58' nella 22a Compagnia Alpini del Btg. Saluzzo, ha lavorato per  40anni alla Ditta Inves di Quattordio stringendo amicizia con mio padre Vittorio Colli Tibaldi e Ivo Torti, cementando  nel 1969' un sodalizio per far nascere  il "Gruppo Alpini di Quattordio".


RENATO PONCINO-
1969'

RENATO  (Portiere)-1960'
SQUADRA  QUATTORDIESE-1970'


SQUADRA  AZIENDALE-- INVES

Da sportivo fu un bravo "portiere della Squadra di Calcio Aziendale Inves" e stando a contatto con varie e nuove squadre Quattordiesi impegnate nei vari tornei si adeguò nel tempo come uomo-manager tuttofare, dall'allenatore virtuale a mezzo infermiere improvvisato, intervenendo con spugna, secchiello pieno d'acqua, ghiaccio, bende, cerotti e asciugamani in spalla a soccorrere a bordo campo i giocatori a terra contrastati duramente dagli avversari con caviglie e ginocchia doloranti con qualche bernoccolo in testa  e lui con il suo sorriso sulle labbra e una  spruzzatina d'acqua, qualche battuta spiritosa e una manata sulle spalle leniva provvisoriamente i loro malanni! Col trascorrere degli anni si promise con lungimiranza a migliorare il "Gruppo Alpini Quattordiese" diventandone Capogruppo nel 1984 al 2009', in quel lasso di tempo s'impegnò con i suoi "bocia e veci" con passione e solidarietà ad intervenire alle numerose "Adunate  Nazionale Alpini, Anniversari e alle sfilate per le vie Quattordiesi" aiutando i terremotati del Friuli nel 76' e gli alluvionati Alessandrini nel 94', ricevendo per la loro abnegazione al dovere, elogi, stima, riconoscimenti, medaglie, gagliardetti e premi vari dalle autorità locali militari e
civili, la  "Madrina Ufficiale degli Alpini era la Sig.ra Pucci Codrino" eletta nel 1969', artefice di raccolta fondi per combattere il "Cancro"


FANFARA DEGLI ALPINI--1969'

 
MADRINA DEGLI ALPINI-PUCCI CODRINO
-1969'
 
E' stato promotore e ideatore della nuova sede del Gruppo Alpino localizzato nel seminterrato di Palazzo Sanfront, iniziando i lavori di ristrutturazione nel 1997' e inaugurato nel 1999' con il taglio del nastro dell'allora Sindaco Mario Sillano, del Capogruppo Renato Poncino e benedetto dal cappellano militare Don Eielli.


INAUGURAZIONE DELLA NUOVA SEDE-1999'

 In sintesi ho descritto com'era e come ha vissuto il nostro caro Renato Poncino nel nostro paese; un uomo, un Alpino, che si dedicò con entusiasmo alla vita pubblica Quattordiese, lasciando una traccia nella nostra mente del suo passato e presente  fra noi, affrontando la vita con serietà e allegria,...ma,... con nostalgia non dimenticheremo i momenti sereni e spensierati trascorsi "Caro Alpino Renato" e con rammarico e affetto, rimarrai sempre nel mio cuore e nei cuori Quattordiesi!


LEVA DEL 1934- DI  RENATO  PONCINO
           

                           Con  Affetto  e  Stima---COLLI  TIBALDI  ANTONIO-
                                                                      (WILLY)

                                              Nizza  Monferrato    IL  7-Maggio-2020'  

giovedì 30 aprile 2020

Ricordando ARMANDO SANDRONE



                          COMMIATO  AD  ARMANDO  SANDRONE


Nel tardo pomeriggio del 28-Aprile nell'ospedale di Casale Monferrato, ha chiuso per sempre gli occh
" il  Caro  ARMANDO  SANDRONE", amico fraterno ed ex collega di lavoro Cavis, (causa, il Coronavirus). 
E' stato un compagno di lavoro attento, capace, arguto, assiduo, ligio al dovere, uomo di una ironia unica; le sue battute ilare erano all'ordine del giorno, pungenti, lapidarie, dette con il suo tono flemmatico e sornione, ci faceva sorridere, tenendoci allegri, spensierati, in fondo era un uomo dall'animo semplice, modesto, gentile, lo definirei più un bravo ragazzo perché non dimostrava la sua età, il suo aspetto giovanile lo qualificava, allegro,  gioviale e tante volte spassoso! Nell'ambiente familiare le sue vicissitudini hanno cavalcato momenti altalenanti, dalla gioia alla tristezza, ma con il carattere indomito, rispettoso, è riuscito a districarsi.  Amava lo sport "bocciofilo", cioè il "gioco delle bocce" la cui passione lo portava a gareggiare in varie gare e tornei nei paesi limitrofi, sopranominato "il bociadùr"! Da alcuni anni eravamo in pensione, lui a  (Quattordio) ed io in quel di (Nizza Monferrato) dove attualmente risiedo. Anche se non ci vedevamo sovente, fra noi si era formato un ristretto gruppo Quattordiese tra i quali spiccano i nomi di Gianni Tedeschi, Franco Tomasino, Vittorio Maccarone, il sottoscritto Willy e Gianfranco Gorreta chiamato dagli amici (Cocki), ex Felizzanese ma residente in Nizza M.



ARMANDO S.


Spesso c'incontravamo al Venerdì mattina di ogni settimana al "Mercato di Nizza M.", puntualmente arrivavano per acquistare tra le bancherelle esposte i beni di consumo per le loro famiglie e inoltrandoci per le vie centrali di Nizza M, chiacchieravamo concitati , felici, contenti, tra grida, gesti,  schiamazzi, parlando del più e del meno  terminavamo la mattinata con  un caffè e una focaccina, salutandoci per la prossima volta!


Mercatino di Antiquariato-NIZZA M.


Nonostante ciò,  Armando lo rivedevo tutti gli anni alle feste patronali e alle festività Quattordiesi di cui sono natìo e ci ritrovavamo accanto a tavole imbandite dalla "Proloco" per trascorrere le belle e indimenticabili serate nel cortile del bel "Palazzo Sanfront" che è anche sede del Comune. Armando,  era l'amico che ci teneva compagnia, oltre a noi, anche con altri amici Quattordiesi, specialmente con Elio Fracchia,  alla fine della serata  ci sedavamo al "Bar della piazza" accanto alla scuola elementare per un caffè o una bibita fresca! La tua scomparsa improvvisa "Caro Armando" ci ha colto di sorpresa rattristandoci, costernandoci, ricordando i bei momenti trascorsi insiemeUn giorno, quando ripasserò davanti a "quel Bar" dove tu ogni giorno eri presente seduto al tuo tavolino all'aperto per leggere il giornale, chiacchierare con i tuoi coetanei, osservare e guardare la gente che transitava sorbendo il caffè o un tè come tua abitudine, eri contento nel vedermi arrivare e mi sorridevi con le tue solite frasi ironiche, apprezzamenti e dopo avermi raccontato i fatti del giorno ci salutavamo con un arrivederci per un prossimo incontro.
Sentiremo la tua mancanza, "Carissimo Armando", il tuo sorriso, e come un'ombra sarai sempre presente nei nostri cuori!!





                                    
                                CON  AFFETTO  E  STIMA, 

                           
                     COLLI  TIBALDI  ANTONIO-(WILLY)                     

           NIZZA  MONFERRATO  IL  30 - APRILE--2020'

domenica 29 dicembre 2019

AI NONNI CHE NON HO MAI CONOSCIUTO




                AI  NONNI  CHE  NON  HO  MAI  CONOSCIUTO


Io non ho mai conosciuto i nonni paterni e materni, quando nacqui loro erano già scomparsi da tempo. 
Vado per ordine e per ora tento di analizzare e di parlarne in modo astratto dei genitori di mio padre Vittorio Colli Tibaldi e di mia madre Onorina Valfrè di Bonzo.
 
I nomi dei miei nonni paterni erano: Guido Colli Tibaldi e Beatrice Ambrogini, mentre per i materni erano: Adolfo Valfrè di Bonzo e Alberta Asinari di San MarzanoI primi due nomi dei nonni elencati, li ho trovati su un documento militare di mio padre (nato a Vigevano nel 1901) che avevo richiesto all'archivio storico di Pavia per sapere il suo trascorso di ufficiale, utilizzandolo in futuro per un possibile mio scritto sulla vita della mia famiglia, lui non ne aveva mai parlato.

 
Onorina Valfrè
di Bonzo

n giorno mentre eravamo a tavola, mio padre accennò qualcosa sui genitori morti  ancora giovani, prima morì il padre e un anno dopo anche la madre, lasciando al mondo quattro figli maschi, tra cui mio padre Vittorio il più anziano e altri tre fratelli, Giovanni, Franco e Mario, che io conobbi in vita. Mio padre aveva 60anni e io 14 e quando si è troppo giovani e immersi in quel periodo di vita, i miei pensieri e le mie attenzioni si indirizzavano e si rivolgevano nel presente  e non nel passato, cosa potevo domandare in quel frangente?...un bel niente!



Vittorio Colli Tibaldi
  
Giovanni-Franco



Antonio 1960'






Mario






























La nostra famiglia era composta  da otto persone: i due genitori già citati in precedenza e da 6 figli, tra i quali: Guido il fratello maggiore, a ruota Beatrice la più anziana delle sorelle, Adolfina, Alberta, Leopolda, più il sottoscritto Antonio, ancora in cerca di lavoro, di guadagnare e di contribuire al benessere familiare dal quale mio padre doveva riprendersi dopo un momento di difficoltà, entrando come impiegato nella ditta Inves di Quattordio, per intraprendere  una seconda vita lavorativa.

Beatrice-Alberta-Adolfina-
Leopolda-Antonio-Guido

Nessuno di noi aveva mai menzionato la vita trascorsa dei nostri cari nonni, può darsi che qualcuno delle mie sorelle, specialmente Beatrice che è del 34', ha conosciuto qualche nonno, ma non ne ha mai parlato e ora che ha raggiunto l'età di 85anni, se gli chiedo notizie del suo trascorso infantile non ricorda, ha poca memoria è come parlare al muro. Mio fratello Guido che era del 32', perciò il più anziano, era l'unico che poteva indicarmi qualcosa di più concreto, avendo vissuto qualche anno con loro e lo dimostra una vecchia foto ingiallita che ho trovato in un vecchio album che lo ritrae insieme alla sorella Beatrice e nonna Alberta e (di spalle i miei genitori).
Col senno di poi e con la convinzione di scrivere la nostra storia, il destino me lo portò via a 80anni e perciò il testimone oculare tace per sempre.


 i  Genitori-,Nonna Alberta-Guido

 Le altre sorelle un po' più giovani forse sanno qualcosa ha tratti, a frammenti, più avanti proverò a sondare, ma noto che,  quando chiedo  informazioni su cose e fatti indietro nel tempo, le loro risposte sono sempre vaghe, non sono mai lineari, sono un po' sfuggenti, è come se gli dessi fastidio. Ora più che mai, mi piacerebbe descrivere, la nascita dei due cognomi altisonanti e dai quattro nomi affibbiati ad ognuno di noi all'anagrafe, prima del battesimo, per esempio i miei nomi sono: Antonio Ottaviano Aldo Maria--per le mie sorelle: Alberta Carlotta Leopolda Maria--Adolfina Ernestina Natalina Ottavia, più avanti vedrò di recuperare i nomi che mancano ancora di mio fratello Guido, Beatrice e Leopolda. 


Stemma della Nostra Casata


Mi piacerebbe capire, chi siamo, chi erano i nostri discendenti, di generazione in generazione, fino ad arrivare ai giorni nostri, anche se abbiamo sul papiro lo stemma di famiglia che c'è l'ho ricorda. Ho già provato per via internet, tentato di spulciare documenti, sarebbe interessante analizzare gli archivi storici e tanti altri passaggi burocratici, ma non è facile, ci vorrebbe tempo e danaro. 
Mi piace immaginare questi  nonni dal carattere affabile, discreti, un po' ironici, regalandomi un giocattolo quando compivo gli anni, un dono natalizio sotto l'albero, un ovetto di cioccolato a Pasqua, sotto il cuscino un soldino per un dentino caduto e quando ero malato a letto con la febbre mi accarezzavano e mi rimboccavano le coperte, leggendomi fiabe e racconti, facendomi sognare,  tutto questo non l'ho mai assaporato, non l'ho mai provato,...quanto mi manca,... la dolcezza,  la delicatezza, la loro bontà, un gesto affettuoso e il loro amore che non ho mai conosciuto da bambino e nipote, che con l'andare del tempo se fossero vissuti, forse il mio carattere sarebbe più dolce, più morbido e anche il mio pensare e ragionare sarebbe più limpido, più lineare e non introverso. I nonni sono mediatori, si frappongono tra genitori e nipoti nel momento del bisogno mentre i nostri padri e le  nostre madri sono occupati nel lavoro quotidiano per dare benessere ai figli e una certa educazione per comportarsi normalmente nella vita ormai frenetica. Ogni tanto siamo presi da intemperanze, intolleranze verso gli  altri, alle volte siamo soggetti a scatti di nervosismo, rabbia , pianto e improperi , in famiglia tutto può succedere, allora i nonni intervengono come scudi protettivi, sono fari di sapienza e tolleranza e con la loro esperienza, con calma e tranquillità fanno in modo con gentilezza e pacatezza di far da paciere portando serenità in famiglia. Questo andamento e comportamento non l'ho vissuto e con la mancanza della loro guida, sono subito passato da bambino all'adulto, come se i miei genitori non fossero presenti, perché erano in altre faccende impegnati. 
Mio padre era troppo bravo, buono, umile, intelligente, non mi rimproverava mai e mai uno scappellotto, non aveva tempo di seguirmi negli studi correggendomi, per verificare l'iter del mio vivere quotidiano, la sua vita ha avuto momenti di esultanza e di benessere e per un certo periodo  travagliata, chissà se ha avuto rimpianti, era già anziano e molto malato, morì nel 72' a 71anni, io allora avevo 25anni.

Antonio a 25anni-1972'


Da parte di mia madre non ho mai avuto cenni affettuosi o carezze, se non per mandarmi in Chiesa a servire  messa da chierichetto,  per pregare e seguire le funzioni, era molto religiosa e contenta di me, mi regalava qualche  sorriso e qualche caramella, era severa quando io facevo le bizze e rispondevo male, allora erano sberle. 
Lei era stata educata dai suoi genitori di origine nobiliare in un certo modo, mia madre era figlia di  "Conti", perciò di conseguenza era "Contessa" abituata ad una certa etichetta di comportamento, non aveva slanci affettuosi verso noi figli, non abbracci o baci, ma nonostante ciò, ci voleva bene, la sua mentalità era molto conservatrice, tutta casa e Chiesa e molta fede. Tutto ciò, era dovuta al fatto che nella sua famiglia aveva un fratello ("Frate Francescano, Missionario in Cina") di nome Teodoro, deceduto ormai nel lontano 1956', uno zio Cardinale, anche lui di nome Teodoro Valfrè di Bonzo nato a "Cavour nel 1853", fu ("Vescovo di Cuneo nel 1885, Vescovo di Como nel 1895, Arcivescovo metropolita di Vercelli nel 1905', Nunzio apostolico in Austria nel 1916, Arcivescovo titolare di Trebisonda dal 1916 al 1919' e creato Cardinale nel 1919' da papa Benedetto XV"), morì nel 1922 a Roma.



Teodoro Valfrè di Bonzo
Teodoro Valfrè di Bonzo-
zio di mia madre

Oltre a queste persone illustre, fra i suoi avi ci fu fra il (1600' e 1700')  anche un  santo "il Beato Sebastiano Valfrè" nato a Verduno in prov. di Cuneo nel 1629' e morì a Torino nel 1710', il quale, si dedicò con impegno all'assistenza dei poveri, degli infermi, dei carcerati, degli emarginati e con la sua amicizia e con la sua operosa carità ,condusse molti alla fede di Cristo, fu "beatificato nel 1834' da papa Gregorio XVI ".


a sx- il "Beato" Sebastiano Valfrè

 Tornando a mia madre, ci insegnava come comportarci, educandoci nel salutare le persone, come parlare e come stare a tavola correggendo il nostro modo di fare. 
Dei nonni paterni non ho neanche una foto, non so nemmeno che viso avessero, se erano belli o brutti o una via di mezzo, ho solo un ritratto incorniciato che immortala la famiglia Colli Tibaldi oltre un secolo fa...ma non riesco a capire chi sono i personaggi.


Ritratto di Fam. COLLI TIBALDI
oltre un Secolo fa

Dei nonni materni, ho alcune fotografie che ritraggono la nonna Alberta Asinari di San Marzano e Adolfo Valfrè di Bonzo, i loro nomi sono stati adottati come ricordo a mia sorella Alberta e mia sorella Adolfina e lo stesso vale per mio fratello Guido e Beatrice, da parte dei nonni paterni.

Adolfo Valfrè DI Bonzo

Senz'altro erano nonni affettuosi, gentili e lo si capisce dalle espressioni del viso stampate sulla foto, dai loro sguardi, dove nonna Alberta è circondata dai nipoti Guido e Beatrice i miei fratelli più anziani con grandi sorrisi, almeno li hanno conosciuti e vissuto  accanto a loro,...che fortuna!! Chissà, in quei momenti di felicità di cosa parlavano, cosa dicevano, che risate, che allegria, così immagino!

Nonna ALBERTA con i nipoti-
GUIDO e BEATRICE

Pensando e rimuginando sul trascorso dei cari nonni mai conosciuti, mi son fatto alcune affermazioni, rimpiango quei momenti mai vissuti?...rimpiango i loro baci, le loro carezze?...rimpiango il loro affetto e i loro sorrisi?...rimpiango i loro rimproveri a fin di bene ed essere rimboccato a letto mentre dormo e sognare giorni e momenti felici?...forse sì! E ora , che anch'io ho l'età da nonno, ho 72anni, se avessi dei nipoti mi comporterei come loro?...forse si!!!

Nonno Virtuale ANTONIO-
Anni 72
'

Comunque, alla fine della storia, cari nonni che non vi ho mai conosciuto, vorrei dirvi,... vi voglio tanto bene!! Ai posteri l'ardua sentenza!!

                                   Antonio  Colli  Tibaldi  Willy--
                                 Nizza  Monferrato  29-12-2019'