martedì 22 marzo 2022

CAFFI - LOAZZOLO


                                                               CAFFI--LOAZZOLO



                                                        SANTUARIO  DEI  CAFFI

E' la prima domenica di marzo! Ho lasciato l'automobile in un sentiero di campagna, sono sulle colline del Monferrato, il mio orologio segna le quindici. E' un bel pomeriggio, la temperatura è ideale e intraprendo la mia passeggiata sotto il sole tiepido. M'incammino solitario sulla strada asfaltata verso una salita senza fine, c'è un cartello alla mia destra che indica il nome del paese è  Loazzolo.


segnaletica  per  il  Santuario


                                              LOAZZOLO

                                                           

Mi avvio lentamente con l'impermeabile sbottonato e il cappello in testa. Noto, che la linea bianca di mezzaria è tratteggiata, tratteggiata come il mio vivere, frastagliati sono i periodi della mia esistenza, certe volte sono positivi e alcune volte negativi. Il cielo è azzurro, terso, l'aria è fresca, solo una nuvola si muove lenta, lento è il mio incedere. Cammino senza pensare, ma osservo, vedo alla mia destra e alla mia sinistra solo campagna dai colori ancora sfumati, brulli, marroncini, la stagione invernale sta finendo il suo "ciclo della bella addormentata", fra giorni i colori della natura saranno più vivaci, più belli e inebrianti.


campagna dai colori sfumati


Vedo casolari sparsi qua e là in fondo alla valle e crinali in lontananza, sento l'abbaiare di un cane, il canto di un gallo, voci lontane che si rincorrono, tre galline mi guardano mentre beccano fra le zolle, in cima alla salita c'è una casa gialla, un filo steso con lenzuola appese tra il balcone e un palo di legno, visto così da lontano mi sembra di vedere rioni addobbati a festa.

casolari sparsi nella valle

galline che beccano


casa con panni stesi


C'è una curva, la supero e mi avvio verso la discesa, stavolta la linea bianca di mezzaria è continua, continuo è il mio passeggiare. Inchiodato ad un palo c'è un cartello e leggo: divieto di caccia-zona faunistica.


cartello con divieto


Più avanti sulla mia sinistra c'è un cippo di pietra con numeri romani, forse sta a segnalare i km, alla mia destra ci sono altre valli con tante vigne incastonate, imbruttite da alcuni pali dell'Enel con i loro fili aerei che ne rovinano la scenografia. Altre colline s'intravedono in lontananza, i loro colori sono ancora invernali, però a quell'altura, sarà circa  a 600mt d'altezza, alcune gemme stanno già spuntando sui rami, qualche fogliolina verde s'intravede. Continuo a guardare, ad osservare, vedo spazi intorno a me, non spazi siderali e bui, ma spazi sotto la luce dei raggi solari marzolini; mi fermo davanti ad una grande quercia antica di anni, il tronco è molto largo, la sua corteccia è secca e piena di crepe, si sta staccando a tratti, ne stacco un pezzettino, è come se spezzassi un frammento della sua storia, della sua vita.


vecchia  quercia

Stupito, vedo accanto alla quercia un giovane "pino-marino sempreverde" con i rami deformati dal vento che spira dal mare, la pianta è molto giovane,  sembra che stia lì per tenere compagnia alla vecchia quercia, il colore verde del pino-marino, sta ad indicare il verde della speranza per una ripresa continua, per un vero ritorno al domani per noi uomini e per madre natura, per un futuro migliore e nel frattempo ritorno sui miei passi, felice e sereno.



pino  marino


Intanto, l'aria sferza più forte sul mio viso, alzo il bavero dell'impermeabile per proteggermi il collo, l'aria è sempre più forte, fa stormire le foglie provocando un insieme di suoni melanconici,  come lontane invocazioni, più in là, in alto a destra un nido di gazza sta appollaiato su un ramo di una pianta dal fusto molto alto, forse dimenticato, che svetta allarmato.


nido di gazza

Un colpo di vento fa volar via il mio cappello, lo rincorro, lo riprendo, com'è buffo rincorrerlo, lo tengo stretto nella mano destra e nel frattempo passa una donna anziana che tiene per mano una bambina, forse è una nonna con la sua nipotina, mi guardano come un forestiero, io per educazione le saluto e ritorno all'automobile lasciata sul sentiero con passo lento, non pensando, non fantasticando, ma sempre osservando, nel mentre un rombo di aeroplano si perde lontano, lassù, in alto nel cielo!

   

rombo di aereo nel cielo lontano

            

                                           NIZZA  MONFERRATO-2013'-WILLY

                                     



                                             

 



domenica 20 marzo 2022

RICORDANDO MIO FRATELLO GUIDO

                         RICORDANDO   MIO  FRATELLO  GUIDO


Caro Guido, sei stato per me  un fratello maggiore, un amico. Tu hai vissuto prima di me i tuoi primi 15anni che ci separano, trascorrendo gli anni d’infanzia  con i nostri  genitori fra felicità e amarezze che tu hai conosciuto meglio di noi,


Guido con i genitori

t
uoi fratelli, in compagnia della cara sorella Beatrice di 2anni in meno di te, che è la più anziana delle nostre sorelle : Adolfina, Alberta e Leopolda. 
A 20anni, ti sei allontanato dalla vita Quattordiese per intraprendere un nuovo lavoro a Torino, dove  hai vissuto per circa 60anni, formando una famiglia, un focolare e prodigandoti per essa.

con le sorelle e fratello Antonio

La nostra distanza familiare tra te e noi fratelli non è mai venuto meno, nei momenti del bisogno sei sempre venuto incontro, aiutandoci come potevi, in questi  anni non è che ci vedevamo spesso, ma  ci riunivamo quando eravamo invitati a matrimoni, nascite, battesimi, cresime, anniversari e compleanni.

Guido a dx a pranzo con parenti e familiari

È bello e lieto ogni tanto riandare con i ricordi negli anni passati, quando tutti noi eravamo insieme e con quel poco che avevamo, eravamo felici! 
Ultimamente ci siamo sentiti  per telefono ogni fine settimana per parlare di libri, tu grande lettore sei stato un campione nel leggere moltissimi testi storici e romanzi di vario genere, era la tua passione, inoltre si parlava di tanti altri argomenti. Quando sfogliavo il vecchio album di famiglia, ti rivedevo ritratto in alcune fotografie quand’eri un bel giovanotto  nel fiore degli anni, dall’atteggiamento spavaldo e spensierato tra i tuoi amici, in lambretta, in moto e sulle rive del fiume Tanaro  di Masio a bagnarti d’estate in compagnia delle tue belle amiche, ti godevi la tua vita giovanile, felice e sorridente.



Guido in lambretta

Guido sul fiume Tanaro con amiche




  











Col trascorrere degli anni la vita cambia, la vita nel nostro percorso terreno non è mai lineare, la strada sembra dritta ma è piena di curve e frastagliata, portandoti  via in poco tempo "Iole”, la tua dolce metà  circa 5 mesi fa. L'hai accudita nella malattia per alcuni mesi  con pazienza, bontà e perseveranza, fino al suo decesso, sperando  di vivere  la tua vita come dicevi, ancora per alcuni anni in santa pace.

IOLE


Purtroppo il destino non ti ha lasciato spazio di sopravvivenza, ti ha riservato un’amara realtà, relegandoti per più di un mese a vivere in un letto d’ospedale gli ultimi giorni, inconsapevole del tuo male. In questo ultimo mese ti ho visto più volte per farti visita, incoraggiandoti e parlandoti del più e del meno, abbiamo ricordato il nostro passato. Sei stato per noi un fratello buono, gentiluomo, genuino, semplice, senza grilli per la testa, la tua degenza l’hai vissuta come  sei sempre stato, con dignità, rispetto e riservatezza, senza disturbare il prossimo, che sono doti del tuo carattere, sperando un giorno di ritornare alla tua dimora, ma improvvisamente in un lasso di tempo ti sei spento come una stella, portatrice di misteri, gioie e dolori, spiccando il volo tra le vie infinite del cielo, ti sei ricongiunto alla tua amata “Iole”, te ne sei andato in punta di piedi, spezzando in un attimo quel filo vitale che ci univa.

 mio fratello Guido--1932-2014'

La tua morte inattesa e rapida, ha lasciato attoniti  in chi ti ha amato e ti amerà per sempre, con rimpianto e infinita tenerezza, caro fratello Guido ti ricorderemo con affetto e dolcezza come tu eri, nel nostro cuore e nel nostro animo! 

                             Con affetto e stima tuo fratello Antonio,                                                                                le sorelle Beatrice,  Adolfina, Alberta, Leopolda.    

                              Nizza  Monferrato--5-OTTOBRE-2014'

sabato 19 marzo 2022

RICORDANDO IL COLLEGA FRANCO DENICOLA

                 RICORDANDO  IL  COLLEGA  FRANCO  DENICOLA


Una parte della nostra storia, "Caro FRANCO"  se ne va con te. Come un soffio di vento, con passo felpato e leggero hai spiccato il volo per una strada dritta e semplice verso un altro mondo, "l'Eternità", nella quale prima o poi tutti andremo. Hai lasciato una traccia nel nostro cuore, nella nostra mente del tuo passato e presente trascorso in mezzo a noi tuoi colleghi e amici! E' bello e lieto ogni tanto riandare con i ricordi quando noi insieme eravamo felici; dai banchetti serali alle " Crociere  Cavis", alle feste di ogni tipo, hai dimostrato che pur in condizioni particolari si può affrontare la vita con serenità, con gioia, con spirito gagliardo ed esuberante, con cui solo tu riuscivi a coinvolgere amici e colleghi, mentre la tua voce riempiva l'aria di allegria!


il  Cantante  FRANCO


il "cantante" FRANCO



Franco, quando cantò
"Croce de Oro" ad AL..

Coraggioso e pieno di speranze, sei stato per tutti noi un simbolo d'impegno e di attività nell'affrontare l'avvenire, purtroppo il destino ti ha tolto troppo presto all'affetto dei tuoi cari.
Gli anni passano veloci e noi non c'è ne accorgiamo, ed ecco che in un attimo il legame che ci univa si spezza, lasciando in tutti noi una struggente malinconia.


FRANCO  DENICOLA 
1940-1989

La tua scomparsa ha lasciato un grande vuoto e un grande dolore ma la tua immagine sopravvive nella memoria di quanti ti conobbero, il tuo ricordo darà a chi ti ha voluto bene la forza di andare avanti e vivere serenamente. 
Noi, non vorremmo piangerti nel ricordarti "Caro FRANCO", ma il pianto è il suggello di quel bene che ti volevamo che con il trascorrere del tempo si tramuterà in un caro ricordo!


                                         Nizza  Monferrato--2013'--WILLY!!

sabato 19 febbraio 2022

UNA ROMANTICA PASSEGGIATA SUL LUNGOMARE

 

                          UNA  ROMANTICA  PASSEGGIATA   SUL   LUNGOMARE


In una stazione del Monferrato c'era un tizio dal fisico magro, asciutto, alto di statura, longilineo e tutte le mattine prendeva il treno per recarsi al lavoro in un paese dell'alessandrino presso un grande magazzino.

STAZIONE

Una volta salito sul mezzo, si sedeva nel solito scompartimento accanto ad altre persone e col solito piglio ciarliero, iniziava a discorrere del più e del meno col  vicino di posto gesticolando con le sue lunghe braccia, un po' ridanciano, un po' ironico, un po' simpatico, tra il serio e il faceto e con gli occhi birichini di tanto in tanto, di sottecchi sbirciava le studentesse che salivano sul treno ad ogni stazione.

SCOMPARTIMENTO

Le ragazze erano carine, chi vestiva con la minigonna, chi con i pantaloni, chi aveva i capelli lunghi sulle spalle, chi con l'acconciatura a caschetto, ridevano e vociavano con entusiasmo giovanile a più non posso intrecciando occhiate tra i pendolari.  
Altre persone erano in viaggio per motivi di lavoro, altri per incontrare parenti lontani, alcuni si recavano nelle case di cura o trovare qualche familiare all'ospedale di Alessandria degenti dopo un intervento, mentre  lo spilungone parolaio tra un discorso e l'altro con gli occhi da faina bazzicava  sempre da quella parte.

PENDOLARI

Arrivato a destinazione, scendeva dal vagone e si recava dritto dritto al solito bar della stazione per gustarsi l'immancabile caffè, fin quando un bel mattino conobbe una bella donna sposata come lui e sedendosi al tavolino chiacchierando come sempre e dai che ci dai fra loro nacque l'amicizia anzi qualcosa di più, riuscì a conquistarla! 
Anche lei lavorava da quelle parti, occupata a tempo pieno in una piccola industria cittadina, perciò per loro era facile conoscersi e frequentarsi all'insaputa del marito e della moglie, lontano da occhi indiscreti, la trama continuò a filare senza intoppi, continuando a vedersi prima di iniziare il lavoro e  a fine giornata, in barba alle pause degli orari dei treni, riuscì sempre ad arrivare a casa senza ritardi e sempre alla stessa ora, finora tutto filava liscio. 
Durante i loro appuntamenti, riuscirono a completare il loro sogno,...diciamo d'amore? per ora non proprio ma in comune accordo si presero un giorno di ferie,   godendosi una bella giornata di sole passeggiando sul lungomare ligure come due piccioncini, due innamorati con mano nella mano, scambiandosi romanticamente  baci e sorrisi  con sguardi gaudenti.

passeggiata  su  lungomare

Alla sera tornando tranquillo e beato, pensando ancora alla bella giornata trascorsa al mare con la sua amata, fischiettando e sorridendo come se nulla fosse successo entrò in casa e si sentì dire brutalmente dalla moglie,...dove sei stato tutto il giorno,  ho telefonato in ditta per chiederti informazioni burocratiche che ci riguardano e dalla segreteria mi hanno risposto che eri in permesso a mia insaputa,...e allora dov'eri? 
Lo spilungone rimase di sasso, sbalordito, era come se fosse diventato muto, cieco, sordo come le tre virtù capitali, gli tremarono le gambe, il suo fischiettare iniziale diventò trombetta senza fiato, gli occhi si appannarono, i capelli si rizzarono, il sorriso delle sue labbra morì in bocca, le orecchie a punta si afflosciarono come foglie morte e confessando il fattaccio, da quel giorno nefasto,...giù botte da orbi; per mesi letti separati e separati in casa con soventi insulti della moglie al marito dicendogli.,,,(brutto porco all'ennesima potenza per non parlare di altri epiteti!),...chi la fa 
l'aspetti!,...chissà come finì la storia familiare,...è stato perdonato dalla moglie cornuta? chi lo sa?,...ai posteri l'ardua sentenza!!!

      

         NIZZA  MONFERRATO--WILLY--

                  17-FEBBRAIO-2022

 

martedì 18 gennaio 2022

UN PIACEVOLE INGANNO

                                    UN  PIACEVOLE  INGANNO


Una Domenica dicembrina andai a pranzo in un noto ristorante del Monferrato con la famiglia e alcuni parenti per festeggiare un evento. Il tavolo di forma rotonda, era addobbato come si deve, io sedevo di fianco a mia sorella e gli altri invitati seduti uno accanto all'altro. Mangiando con gusto e appetito, si discorreva e si parlava del più e del meno, si accentuavano sorrisi, le battute erano all'ordine del momento, qualcuno di noi esperti di vini e di prelibati cibi si cimentavano a loro piacimento, orgogliosi del loro sapere, intanto io e mia sorella ci scambiavamo  opinioni su certi fatti accaduti tempo addietro, ricamandone i risultati per tempi futuri. La sala del ristorante era ampia e ben arredata, i tavoli erano sparsi qua e là con un certo ordine, tavoli da due posti, da quattro, da sei posti e così via, noi al nostro tavolo eravamo in sette.

Ristorante anonimo

Ogni tanto arrivavano nuovi clienti che avevano prenotato in precedenza e sedevano dove il cameriere li indicava, una cameriera sulla cinquantina, minuta e di bassa statura avvicinandosi al nostro tavolo con insistenza si premurava di chiedere se tutto procedeva bene e se avessimo bisogno d'altro, era molto gentile. 
Ad un certo punto mia sorella mi disse: guarda un po' c'è un donna con un uomo accanto seduta al tavolino davanti a noi che ci guardano con insistenza, chissà perché e mi fece notare che la donna continuava  guardare me: a sì dissi non me n'ero accorto anzi non ci facevo proprio caso, perché intento nel gustare i cibi. Allora di sottecchi iniziai a sbirciare da quella parte e notai con discrezione e insistenza che la donna guardava nella mia direzione! Lei l'avevo notata di sfuggita quand'era entrata, alta, mora, un bel fisico slanciato, un'età sulla quarantina con indosso un elegante soprabito di colore grigio con a tracolla una bella borsa, con accanto un bell'uomo, non so se era il marito o il compagno o qualcos'altro ma poi non ci avevo più fatto caso. Quando la sorella mi fece notare il fatto, la guardai ed i nostri sguardi s'incrociarono sovente, aveva dei begli occhi grandi, scuri e una bella bocca, allora pensandoci bene mi venne un dubbio, iniziai a ritroso a vagare indietro nel tempo quando ero più giovane e dove lavoravo in una ditta dell'alessandrino in un reparto dove svolgevo il mio lavoro come responsabile ed ero attorniato da tante colleghe donne, chissà mi dissi che sia qualcuna di quelle che ho conosciuto in quel lasso  temporale, ma i  ricordi di allora sfumavano di continuo non ricordavo i volti,  non ricordavo la loro fisionomia ed un certo punto mi venne in mente un nome a me caro, il nome di una bella mora con una bella capigliatura di capelli neri di nome "Cristina" e pensandoci dissi fra me: finito il pranzo, senza essere maleducato e invadente e con piglio sorridente gli chiedo il nome, ed infatti così feci! Mi avvicinai cortesemente al loro tavolo e dissi: non vorrei essere scortese e inopportuno e rivolgendomi a  lei dissi: non ci siamo mai incrociati o conosciuti?... gli anni passano e mi sembra un volto già visto ma non ricordo bene, per caso si chiama "Cristina" e lei con un sorriso cortese e gentile e un po' malizioso rispose: no, mi chiamo "Michela", io rimasi un po' perplesso e con cortesia la ringraziai e sorridente la salutai,...chissà, dissi fra me,  se era stata sincera e con allegria pensai al piacevole inganno!


                   NIZZA  MONFERRATO    18-01-2022 WILLY

sabato 15 gennaio 2022

STRANA COPPIA IN UN PAESE DEL MONFERRATO

   STRANA  COPPIA  IN  UN  PAESE  DEL  MONFERRATO   


In un paese del Monferrato circolavano due individui, uno in bici e l'altro a piedi, non si conoscevano forse solo di vista, ognuno viveva per conto suo, non sposati, di una certa età, credo già pensionati, il primo pedalava e l'altro camminava, intrecciando due storie diverse, un po' solitarie. Il ciclista quand'era impegnato a far spesa per rifornirsi di cibo e vivande per pranzare e cenare, lo vedevo pedalare lentamente, mai con qualcuno che lo accompagnasse, credo che vivesse solo. Aveva un viso indefinito, non riuscivi a capire com'era il suo volto per la maggior parte coperta da una folta barba grigia e incolta e coperta da mascherina anti covid, capelli grigi e sudici sulla nuca e sulle orecchie non pettinati; gli occhi erano nascosti da un paio di occhiali dalle lenti scure in lui  tutto era scuro, perciò non capivi com'era fatta la sua faccia e dove guardasse.


in bici con borsa della spesa

La testa era coperta da un cappuccio passamontagna di colore nero e indosso un vecchio giubbotto, credo che per anni fosse sempre quello. Pedalava lentamente come se fosse in trance, si vedevano spuntare dal cappuccio solo le labbra, non salutava mai nessuno, non parlava con nessuno, solo una volta lo vidi fermo a confabulare con un tizio, forse tra sé e sé parlava con la sua bicicletta, la sua bocca si atteggiava a frasi indefinite, le sue mani e il manubrio erano sempre occupate da borse e borsine fornite di  compere giornaliere, 
indossava pantaloni lunghi e larghi di colore antracite, con risvolti accentuati  su grossi scarponi  neri. Avanzava  a passi lenti accompagnando la sua bici, trascinandola controvoglia, ogni tanto  si fermava affaticato e borbottava da solo e nel buio fumoso della sera, ritornava solo e soletto verso casa, le sue giornate erano sempre quelle, sempre uguali come il suo incedere tragico, chissà pensai com'era solo nel suo desco familiare senza nessuno con cui parlare, pensare, scambiare opinioni, qualche volta sorridere, piangere, essere felici, ogni tanto arrabbiarsi, purtroppo no, la sua unica speranza era la TV, dove poter finalmente riposarsi seduto sul divano a contemplare i vari programmi televisivi per poi annoiarsi guardando fisso le pareti di casa e in un momento di solitudine e di vita irreale addormentarsi sul divano con tristezza, isolato dal resto del mondo! Il secondo individuo era un uomo di media statura, indossava ampi pantaloni e un maglione con girocollo coperto dal solito giubbotto stropicciato e incolore, mentre ai piedi calzava scarponcini un po' sformati, camminava non con disinvoltura ma con attenzione, i suoi piedi erano piatti, li sbatacchiava un po' di qua e un po' di là, come  marionette, la sua camminata era un po' sghemba un po' incerta, come se avesse paura di inciampare. Berretto in testa con visiera, molto comune di colore slavato più da muratore che sportivo, mascherina azzurra un po' lercia fissata non sotto il naso ma addirittura sotto il mento, una borsetta di tela a tracolla di colore indefinito, (smarvò), borse di plastica vuote per mano e l'immancabile sigaretta fra le labbra e quando tornava a casa per pranzo e cena le sue borse erano sempre strapiene.


uomo a piedi

 Il suo punto di riferimento era il supermercato della zona dove comprava prodotti di sottomarca spendendo poco e in più  approfittava delle macchinette da caffè automatiche, anche lì per risparmiare. Aveva un difetto, tutti i cestini dei rifiuti del paese erano suoi, li passava a setaccio fino in fondo e con "savoire fare", affondava le sue mani luride scrutando tutto quel che c'era e se qualche oggetto era di suo gradimento li raccattava con entusiasmo sistemandoli nelle sue borse. Era più forte di lui, in qualunque strada  s'inoltrasse, le sue gambe, con i piedi piatti infilati nelle scarpe più grandi di lui lo portavano automaticamente verso nuovi cestini da depredare, erano alla sua mercé, li toccava e li sbirciava come fossero giocattoli, inoltre durante le feste patronali accompagnati  da stand gastronomici offriva la sua manodopera per qualche lavoretto per allestire e pulire gli apparati festivi e come ricompensa,  poteva approfittare per portarsi a casa cibo di vario tipo tra cui formaggi, salumi, scatolame, dolci e con l'andar del tempo si fece una bella scorta di viveri, vantandosi di aver allestito una sua cantinetta privata di vini di qualità, sgraffignati a suo tempo dicendo,...che il  tempo non è mai sprecato!!


                                            NIZZA  MONFERRATO--WILLY

                                                15-01-2021

martedì 11 gennaio 2022

STRANA COPPIA IN SARTORIA

                              UNA  STRAN A  COPPIA  IN  SARTORIA 

 Un mattino entrai con un paio di pantaloni per farmeli accorciare e imbastirli con un bel risvolto, in una sartoria del Monferrato, il campanello appiccicato alla estremità superiore della porta scandì il suo suono,...dìn, ..dòn! Sul momento non c'era anima viva, la stanza della sartoria non era grande, ma era divisa da una grossa tenda incolore. Una parte era arredata da diversi scaffali pieni di rotoli di stoffa di vari colori ben sovrapposti e in un angolo c'era il tavolino con incastonata una bella e moderna cucitrice attorniata da pezzi di stoffa appena ritagliati e diversi forbici, più il metro per le misure e non vedendo nessuno dissi per farmi sentire, buon giorno a voce alta!


sartoria

All'improvviso da dietro la tenda sentii una voce da bambina o da adolescente che mi rispose a sua volta e disse,...arrivo subito! Intanto dissi fra me,...chissà chi c'è, sarà la figlia, invece sbucò un uomo alto, dalla testa pelata e lucida come una bella palla da biliardo dal viso paffuto, sorridente, ne bello ne brutto, ma la sua voce era ridicola, proprio da bambina e chi se lo aspettava! (mi venne la ridarella ma mi trattenni!) e mi chiese cosa volevo, nel frattempo l'uomo chiamò a sua volta la sua collaboratrice  che sbucò anche lei dalla tenda. Era una donna minuta ne bella ne brutta pure lei, un po' buffa, bassa di statura con gli occhi sorridenti e un po' truccati, come età sulla cinquantina non per niente impacciata e con un bel sorriso a 32 denti, prese con fare spiccio, ma gentile la mia borsa con dentro i miei pantaloni e con gli occhi vispi e furbetti di colore neri e con fare sbrigativo,  mi disse " saranno pronti per la prossima settimana" e così la salutai con un sorriso e un arrivederci!! ( che strana coppia,...pensai, sorridendo!!)


                NIZZA MONFERRATO--08-01-2022-WILLY